Al Teatro Sala Umberto I Due Papi Tra Storia E Confronto

Al Teatro Sala Umberto I Due Papi Tra Storia E Confronto

In scena fino al 30 aprile "I Due Papi" lo spettacolo basato sull'opera di McCarten con protagonisti Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo

stampa articolo Scarica pdf

Uno spettacolo per ripercorrere un passaggio storico fondamentale attraverso gli occhi dei protagonisti, per guardare da vicino due leader spirituali e politici mondiali agli antipodi che affrontano però i dubbi, le sfide e le scelte comuni a tutti. Questo è "I Due Papi", titolo della produzione italiana di "The Pope" di Anthony McCarten, tradotto da Edoardo Erba in scena al Teatro Sala Umberto con protagonisti due grandi dello spettacolo italiano, Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo, diretti da Giancarlo Nicoletti. I Due Papi attraverso le storie di Ratzinger e Bergoglio, apre l'approfondimento su temi di grande attualità che da sempre dividono la Chiesa Cattolica: l'omosessualità, il celibato, i casi di pedofilia, solo per citarne alcuni.

Città del Vaticano: il Papa Benedetto XVI Joseph Ratzinger, interpretato da Giorgio Colangeli, sta pensando alle dimissioni. Sono 700 anni che non si verifica una cosa del genere: le dimissioni del Pontefice. Come reagiranno i fedeli in ogni parte del mondo? Che ne sarà della Chiesa Cattolica, che già vive un momento di disaffezione?
Dall'altra parte del mondo, a Buenos Aires, il Cardinale Bergoglio, che sul palco del Sala Umberto è Mariano Rigillo, a 75 anni culla l'idea delle pensione. Per potersi ritirare, però, necessita dell'approvazione del Papa, che tarda ad arrivare. Bergoglio è disposto ad andare a Roma per ottenere i documenti, ma arriva una convocazione dal Vaticano.

A Roma il confronto tra i due diventa quasi uno scontro e permette di approfondire la conoscenza di Ratzinger e Bergoglio, comprendere due modi opposti di vivere la stessa missione, in un rimpallo tra tradizione e rinnovamento, misericordia, perdono e senso di colpa. Benedetto XVI non vuole accogliere le dimissioni di Bergoglio, anzi gli rivela il desiderio di rinunciare al Soglio Pontificio.
Da una parte l'austerità del Pontefice tedesco, il suo spirito solitario, impegnato a spegnere i venti del cambiamento, il Papa adatto a rimandare all' infinito qualsiasi impulso di riforma. Dall'altra il Cardinale argentino, cresciuto a tango e pallone, certo del dinamismo del Creato come del suo Creatore. La scelta che faranno è legata da un doppio nodo e il Dilemma va risolto a beneficio dei singoli e della Chiesa.


I due Papi sono chiamati a scegliere e in tutti i contesti prima o poi occorre interrogarsi sull'opportunità di seguire la propria indole o assolvere fino in fondo le proprie responsabilità. Nonostante i temi, però, lo spettacolo non risulta pesante e non mancano i momenti di ironia.

I protagonisti, Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo portano sul palco la loro esperienza e rimandano subito all'immagine dei due Papi. Importante la scena realizzata da Alessandro Chini: si susseguono sullo sfondo Piazza San Pietro, nella prima parte con protagonista Ratzinger, quindi un Barrio argentino, infine i giardini di Castel Gandolfo che fanno da cornice al lungo colloquio tra i due Papi. Un dialogo che non sappiamo se e quanto sia vero, ma è interessante immaginarlo perché riguarda tutti e va oltre la religione e le questioni Vaticane.

Enrica Di Carlo


© Riproduzione riservata