Emergenza Femminicidi In Italia: Serve Una Risposta Collettiva Contro La Violenza Di Genere

Emergenza Femminicidi In Italia: Serve Una Risposta Collettiva Contro La Violenza Di Genere

Allarme femminicidi: continua l'ondata di violenza dell'ultimo periodo.

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I numeri sono allarmanti: dall’inizio di quest’anno, sono stati registrati 184 omicidi in Italia, tra cui 65 vittime donne, di cui 52 uccise in ambito familiare. Secondo l’ultimo report del Viminale, nonostante i dati siano inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente, se consideriamo l’ultima settimana, i numeri e la frequenza in cui avvengono gli omicidi sono preoccupanti. Secondo i dati ufficiali forniti dal Governo, dal 24 al 30 luglio sono stati commessi 9 omicidi, con 5 vittime di genere femminile, di cui 4 uccise in ambito familiare e affettivo, tre delle quali per mano dell’ex partner.

Nel giro di pochi giorni, infatti, ci sono stati l'accoltellamento di una giovane ventenne nel Milanese da parte dell'ex fidanzato, l'omicidio di una infermiera in Trentino uccisa dal suo vicino con un colpo di accetta, la tragedia che si è consumata a Pozzuoli, in cui un uomo di 50 anni ha sparato alla moglie per poi suicidarsi, e l'omicidio di Fossombrone, in cui un uomo ha sparato alla compagna quarantenne del fratello per poi costituirsi.

Le cause di questa ondata di violenza contro le donne sono molteplici: i fattori sociali, culturali ed economici giocano un ruolo molto importante. È però essenziale riconoscere che la matrice di questa tipologia di crimini si trova principalmente nella disuguaglianza di genere che ancora, purtroppo, persiste e in una visione arcaica del ruolo femminile e maschile, che è ancora molto presente nella popolazione.


Secondo l'Assemblea Generale dell'Onu, la violenza di genere è un meccanismo sociale fondamentale per mantenere le donne in una posizione subordinata rispetto agli uomini. Troppo spesso, il movente passionale e la fobia del possesso emergono quando la donna decide di terminare o chiudere una relazione, formalizzata o meno, o di non volerla ricominciare.

Questi dati allarmanti richiedono un'azione tempestiva e decisa da parte della società e delle istituzioni. È necessario promuovere una cultura di rispetto, uguaglianza ed educazione contro la violenza di genere. Solo attraverso un impegno collettivo e costante potremo sperare di porre fine a questa triste realtà e proteggere la vita e la dignità di tutte le donne.

Ricordiamo a chi si trova in una situazione di emergenza, che esistono diverse misure di tutela e prevenzione.

Vediamone alcune.

- E' possibile contattare il numero di emergenza 112 in caso di minaccia o aggressione, soprattutto se l’aggressore detiene armi e si sta scappando con i figli. In questo caso, diventa prioritario contattare le autorità per evitare eventuale denuncia di sottrazione di minore;

-Il   Il numero antiviolenza e anti stalking 1522 è attivo 24 ore su 24, è gratuito e accessibile da rete fissa e da mobile, con un’accoglienza disponibile in diverse lingue straniere. Al numero è collegata anche l’App 1522, disponibile sia per IOS che per Android e consente alle donne di chattare con le operatrici;

- L’App YouPol, realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, è utilizzata anche per i reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche ;

- Se si ha bisogno di cure mediche a causa di violenza, è necessario recarsi immediatamente al Pronto Soccorso più vicino. Il personale sanitario, oltre a fornire le cure necessarie, potrà indirizzare le vittime verso il percorso migliore;

- Sul sito del Dipartimento delle Pari opportunità, esiste l’elenco dei Centri Antiviolenza a cui ci si può rivolgere in caso di necessità;

- Ci si può rivolgere anche alla farmacia più vicina, se non è possibile contattare subito i Centri antiviolenza o il Pronto Soccorso;

-     - Se si è subita violenza sessuale, ci si può rivolgere al Telefono Verde AIDS e IST 800 861061. Gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00, informando la vittima sui possibili rischi di infezioni a trasmissione sessuale a seguito della violenza. Si può accedere anche al sito www.uniticontrolaids.it

 Benedetta Zibordi



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