La Foto Del Carabiniere Di Claudio Boccaccini Al Teatro Marconi

La Foto Del Carabiniere Di Claudio Boccaccini Al Teatro Marconi

"E poi sappiate che Salvo è il diminutivo di Salvatore…"

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Anche se ho già visto lo spettacolo, non posso fare a meno di dire che l'ho rivisto e lo rivedrei ancora, Uno spettacolo ricco di emozioni, scritto con uno stile che affascina e stupisce lo spettatore. In occasione dell'ottantesimo anniversario della scomparsa del carabiniere Salvo D'Acquisto alla giovane età di soli 23 anni Claudio Boccaccini porta nuovamente sul palco del teatro Marconi uno spettacolo da lui scritto, diretto ed interpretato, onorando un eroe che attraverso un semplice "gesto" ha salvato la vita di ventidue uomini. Successivamente allo scoppio accidentale di una cassa di munizioni a Torrimpietra, i militari tedeschi imputarono la morte di due loro commilitoni ad un attentato, e proprio per questo attuarono una vendetta. Sarebbero state giustiziate venti persone, anche se come in altre occasioni ne venne rastrellata qualcuna in più, ventidue furono le persone che vennero giustiziate. La mattina del 23 settembre del 1943 il vicebrigadiere Salvo D'Acquisto, per evitare una carneficina, chiese di essere giustiziato come il solo colpevole e fece liberare i ventidue ostaggi. Per questo atto eroico gli venne conferita una Medaglia d’oro al Valore Militare e l’apertura di un processo canonico per la sua beatificazione ancora in corso. Ed è da qui che nasce questa storia, perché uno dei ventidue condannati era proprio Tarquinio, il padre di Claudio. Una storia emozionante che nasce dalla curiosità di un bambino di 7 anni, Claudio, il quale trova casualmente custodita nell'interno della patente del padre la foto di un giovane carabiniere, ed è proprio grazie al desiderio del bambino che Tarquinio racconterà questa meravigliosa storia della quale Claudio ci renderà partecipi, in modo emozionante e poetico ma soprattutto reale. " Perchè... I gesti contano più delle parole". Una frase che Claudio ripeterà spesso durante lo spettacolo, infatti è proprio dei gesti che si parlerà, anche se tante saranno le parole che verranno dette. Boccaccini è un grande artista, che intrattiene, rapisce e affascina il pubblico, con un monologo di circa due ore attraverso il quale rivive giornate, momenti, attimi della sua vita, dove troviamo un padre a volte severo a volte generoso a seconda delle occasioni. Un padre che "usciva la mattina per andare al lavoro e tornava la sera” come tutti i padri a quei tempi, mentre le madri erano coloro che si occupavano dei figli, sgridandoli, o lodandoli. "I padri di una volta sempre e comunque presenti anche se assenti". Una storia che ci riporta ai giochi, alle merende fatte nel cortile di casa, all'emozione del primo amore per Patrizia liquirizia con le labbra nere come la liquirizia, ad un viaggio in macchina per andare ad uno "sposalizio" finito in fumo per un incidente ad una interminabile giornata al mare. Lo spettacolo viene accompagnato per tutta la sua durata da canzoni che erano di moda quell’anno come “La gatta”, “Il cielo in una stanza”, ed è qui che giunge il fatidico momento in cui Claudio tira fuori il suo coraggio e chiede al padre il motivo di quella foto del giovane carabiniere trovata nella sua patente. Un spettacolo che ci farà ridere ed al contempo un racconto toccante, commovente. Una serata che in qualche modo diventa una commemorazione, una forma di ringraziamento a questo giovane eroe, che,  se non avesse salvato Tarquinio Boccaccini, quel 23 settembre 1943,  non avrebbe permesso neppure a suo figlio Claudio di esistere e di farci riflettere. Un piccolo  gesto di un giovane carabiniere che ha trasformato il destino di ventidue persone. Uno spettacolo semplicemente meraviglioso in replica il 23 settembre al teatro Marconi assolutamente da non perdere. Stefania Petrelli

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