Champions League Roma-Bate Borisov

Così è Se Vi Pare

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Roma(4-3-3): 25 Szczesny; 24 Florenzi, 44 Manolas, 2 Rudiger, 3 Digne; 15 Pjanic,16 De Rossi (C),4Nainggolan;7Iturbe(58′Salah),9Dzeko, 14Falque(82′Ucan)
Adisp.26DeSanctis,13Maicon,5Castan,20Keita,21Vainqueur
All. Garcia 

Bate Borisov (4-2-3-1): 16 Chernikov; 15 Zhavernerchik, 33 Polyakov (56′ Dubra), 19 Milunovic, 25 Mladenovic; 10 Nikolic (78′ Karnitski), 5 Yablonski; 22 Stasevich (C), 81 Hleb, 62 Gordejchuk; 18 Mozolevski (59′ M. Volodko)
A disp. 34 Soroko, 9 Aleksievitch, 11 Jevtic, 23 Olekhnovich
All. Yermakovich

Arbitro: Martin Atkinson (ENG)
Assistenti: Michael Mullarkey (ENG), Stephen Child (ENG)



Così è se vi Pare è un'opera teatrale realizzata da Pirandello nel 1917, una commedia degli equivoci dove la verità è sempre celata e dove nemmeno nell'ultimo atto si riesce a svelare il mistero.

Bene, ieri il Mister sosteneva di dover affrontare la partita contro il Bate Borisov come fosse un Derby dimostrando una “voglia feroce” di passare il turno a prescindere dal risultato in Germania, due giorni di proclami e dichiarazioni d'amore, determinazione, coraggio, equilibrio e tenacia, tanti aggettivi, ma come per Pirandello ad andare in campo è stata una Roma diversa, brutta, lenta imprecisa, agonizzante, dove solo all'inizio del secondo tempo ha tirato fuori il carattere, superando in alcune fasi un Bate che di cuore ne ha messo fino all'ultimo secondo, scarso tatticamente ma “quadrato” e determinato durante tutto il match, capace di spaventare la Roma che si è vista baciare dalla Dea Bendata in almeno tre occasioni, due delle quali clamorose, con uno Szczesny smagliante concentrato e sicuro l'unico giocatore nella Roma ad aver dato sostanza in questa serata davvero triste; ci troviamo così di fronte a due squadre, quella mediatica e quella sul campo, quella composta da grandi giocatori e quella che deve ringraziare uno Iago Falque che gioca con le infiltrazioni e non ha ancora i 90' nelle gambe e a questo punto, dov'è la verità?

Garcia ha poche alternative, proprio durante la rifinitura Gervinho deve lasciare il posto ad Iturbe, ma l'inconsistenza di gioco, la mancanza di iniziative, la lentezza nei movimenti non ne riconoscono la caratura da bomber, ed il mancato supporto a Dzeko in fase offensiva lo offuscano definitivamente come giocatore. Florenzi fa quello che può, anche lui poco presente nel primo tempo, risale lentamente di tono nel secondo, prima al 71' prova con un accentramento fino al limite dell'area con il mancino, parato in due tempi,subito dopo trova il muro di Chernik, ed infine in un duetto con Salah (subentrato proprio ad Iturbe al 59') manderà la palla alta sopra la traversa. Per tutto il primo tempo la Roma ed il Bate si studiano da lontano rinunciando allo spettacolo ed all'agonismo in virtù di uno stallo tattico noioso e deludente, due o tre le punizioni sui piedi di Pjanic che avrebbero potuto cambiare volto alla partita, ma il clima di arrendevolezza generale sembra aver colpito anche la voglia di calciare dello stesso centrocampista, a dare qualche segno di vitalità un Dzeko rassegnato a costruire in solitaria le azioni, duramente colpito in questi giorni dalle critiche di alcuni sul suo scarso rendimento e sulle sue mancate realizzazioni da campione...avrei invitato chiunque stasera a giocare nelle sue penose condizioni, costretto a recuperare palloni nella propria metà campo ed a inventare giocate fantasiose per rubare palla, solo, sconsolato ed abbandonato, solo dopo l'entrata di Salah cerca di recuperare una partita che sente sfuggirgli di mano, ma assolutamente incolpevole anche la sua mancata realizzazione davanti al portiere. 45' dove ogni flebile tentativo della Roma viene bloccato dal Bate, strozzati dalla copertura della difesa e le poche intenzioni risultano troppo arrangiate per essere sfruttate, si ripiega continuamente su una gestione sterile della palla anche se la prima ed unica occasione del Bate nel primo tempo arriva al 36' con una conclusione di Zhavnerchick dai 25 mt alta sopra la traversa.

La prima porzione di gioco si conclude con uno 0-0,tra i fischi di un Olimpico semi-vuoto ed un occhio al parziale del resto del girone...

Il secondo tempo comincia sotto una buona stella per la Roma, il Bate crolla un attimo pensando al peggio e la Roma ne approfitta sferrando diversi attacchi, spazio a Florenzi e Dzeko, ma buone anche le incursioni di Nainggolan., poi il Bate si scuote prende coraggio e tenta l'impresa aumentando l'intensità del pressing, al 67'Volodko sfugge a Manolas arriva sul fondo e mette sulla sinistra per Gordejchuk che di potenza tira in porta ma Szczesny para miracolosamente un pallone ormai considerato dentro, al 72' (dopo l'ingresso di Salah) cross di Digne sul secondo palo per Dzeko, Chernik anticipa e respinge sui piedi di Salah che lascia a Pjanic, ma il bosniaco a porta vuota sbaglia e si fa parare il tiro dalla scivolata di Milunovic, la partita prosegue e la squadra di casa cade di nuovo sotto le sferzate della squadra bielorussa, ci riprova Dzeko, ma al 78' è ancora il Bate vicino al vantaggio, Florenzi non contiene sulla fascia e Szczesny salva...questione di minuti, questione di secondi, nonostante abbia combattuto a bassissimi ritmi la Roma appare stanca e svogliata, gli unici brividi sono stati perlopiù di paura, (mista a rassegnazione), per un gioco sfatto ed inesistente, Rudiger, preferito ancora una volta a Castan ha evidenziato in questo frangente tutti i suoi limiti, tattici e psicologici, si può considerare responsabile di diverse incursioni pericolose e sebbene abbia per ben due volte salvato la palla sul limite , le due buone giocate non ne giustificano il mediocre rendimento, che nonostante lo scollamento totale del gioco e della squadra, sono tanto nette quanto deleterie. Fischio finale ed uno 0-0 d'oro grazie ad un pareggio in quel di Leverkusen. La costruzione delle azioni della Roma appaiono faticose e complicate, piuttosto prevedibili e si, “arzigogolate”,ar-zi-go-go-là-te ci vuole un po' a leggere questo aggettivo, esattamente com'è diventato complicato leggere la Roma ed i suoi giocatori, a fine match il presidente Pallotta si è dichiarato sorpreso dai fischi e dall'atteggiamento di contestazione dei tifosi: passare il turno, conquistati i 15 mln di premio, forse da un punto di vista manageriale diventa il miglior risultato raggiunto con il minimo sforzo ( vedi la juve ieri sera), ma per chi vive veramente di calcio, non è così che si affronta una Champions League.


Laura Tarani







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