Nel giorno dei Natali di Roma e del finissage della mostra “Dacia, l’ultima frontiera della romanità” ha sfilato, nella splendida cornice delle Terme di Diocleziano “Dacica, il tempo che si rinnova” della nota stilista rumena Daniela Otea.
Un fashion show, tra moda e arte che è stato patrocinato dall’Ambasciata di Romania in Italia e dalla Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati, organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale Romano, da Civita Mostre e Musei, con la supervisione artistica di Cornelia Bujin e il coordinamento di Georgiana Ionescu.
Un evento che ha messo in luce la grande connessione e collaborazione tra l’Italia e la Romania, come detto da S.E. Gabriela Dancau - Ambasciatore di Romania in Italia, e ribadito dall’On. Federico Mollicone - Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati e dal Prof. Stéphane Verger - Direttore del Museo Nazionale Romano, a cui sono stati affidati i saluti istituzionali.
La conduzione dello show è stata affidata a Nino Graziano Luca, impeccabile come sempre che ha dato inizio “alle danze” - è proprio il caso di dirlo - con un'esibizione di danza antica delle Nimfe Dace e da un momento di rievocazione della Colonna Traiana eseguito dal Gruppo Storico Romano.
E’ poi stata la volta del fashion show di Daniela Otea: 28 le creazioni portate in passerella, ispirate all'antico patrimonio culturale dei Daci in connubio con la romanità.
Tessuti lievi, quasi impalpabili, colori tenui, dal bianco all’écru, poi nero impreziosito da fili d’argento e maglie d’argento e oro per gonne peplo, pantaloni palazzo, abiti scivolati e mantelle con cappuccio ispirati alla romanità, in un trionfo di delicate morbidezze che avvolgevano sinuosamente il corpo delle modelle, fino al trionfo finale della sposa, resa ancora più scenica dal tessuto riflessato metallico, con uno splendido bouquet di dalie.
Tutti i modelli erano impreziositi da accessori a tema, come i bracciali alla schiava per un effetto ancora più etnico e che è un rimando ai tesori archeologici proprio della Dacia, così come le calzature che ricordano i calzari dell’epoca.
In un dialogo tra passato e presente senza tempo che sublima la femminilità.
Una sfilata accurata, ricercata, dove nulla è stato lasciato al caso, come anche la scelta delle modelle, che, come la stessa couturier ha ammesso: “Creare 28 abiti è stato difficile, ma è stato ancor più difficile scegliere e capire la persona che li avrebbe indossati per avere un effetto ottimale.”
Abbiamo voluto fare un paio di domande a Daniela Otea al termine del fashion show.
Che effetto fa sfilare nelle Terme di Diocleziano, durante la mostra Dacia?
Veramente un privilegio immenso, ringrazio tutti quelli che mi hanno dato fiducia, soprattutto la nostra Ambasciatrice.
Tessuti utilizzati per le sue creazioni?
Tutti tessuti pregiati dal lino, al cotone raffinato, alle garze di lino, garze di cotone, garze di seta.
L’effetto metallico di alcuni capi, come l’ha ottenuto?
L’effetto metallico richiama la Dacia, un tessuto laminato, insieme alla seta con l’aggiunta di un filo d’oro o un filo d’argento. Anche gli accessori sono una mia creazione, che richiamano la preziosità dei capi.
Una sfilata molto bella, che ha esaltato la femminilità attraverso un design rigoroso, sostenibile, per una moda non urlata ma sussurrata nella sua semplicità e nella sua indubbia preziosità.
Stefania Vaghi
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