Napoli Roma Serie A Tim 2023 2024

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Un pari che pesa, che sposta molto se si guarda alle pretendenti al quinto posto, ma che sposta poco se la Roma riuscisse comunque a mantenere la posizione attuale; come al solito per noi nulla è semplice, dobbiamo soffrire fino alla fine. E sia!

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Osare o non osare? De Rossi si lancia di nuovo nelle sfida di costruire una formazione che tenga conto di diverse variabili; la possibilità di avvicinarsi ancora di più al quarto posto, il ritorno alla forma sperata di Abrham, un altro match importante tra pochi giorni, il rientro di N'Dika i giocatori sono quelli, carichi ma spremuti e le scelte cominciano ad essere difficili e molto delicate. Il Napoli  si presenta contro la Roma fomentatissimo, parte forte tiene il gioco, incalza e si muove bene, il primo brivido lo provoca Anguissa che però sbaglia l'incontro di testa con la palla e, nei primi minuti per la Roma c'è solo un'azione poco incisiva su calcio d'angolo che Pellegrini manda alta sopra la traversa. Poi il pallino del gioco è tutto del Napoli che tenta in ogni modo di bucare la porta giallorossa con Ndika che salva su Osimenh e Svilar che dice no a Di Lorenzo.  Una Roma stanca che riesce però a tenere testa ad un Napoli davvero in forma forse il migliore delle ultime giornate, le azioni si susseguono, ancora Osimenh alla mezz'ora murato dal portiere giallorosso che replica con determinazione anche a Kvara, lanciandosi in un tuffo insperato, nel complesso la Roma può contare su  una difesa molto compatta che replica bene alle imbeccate azzurre ed uno Svilar monumentale. L'aria di Napoli si fa pesante quando i tifosi alzano la voce aumentando la protesta contro società e giocatori, insoddisfatti dei risultati di un Napoli che, nemmeno un anno fa, si trovava in cima alla classifica pronto a festeggiare lo scudetto.
Ma anche nella ripresa l'impegno degli azurri sembra totale, ci prova Lobotka ed è ancora Svilar a dire no, per poi cedere il testimone a Mancini che anticipa Kvara lanciatissimo in porta, il Napoli si muove bene coprendo gli spazi a tutto campo, furbe le fughe di Osimenh che si porta dietro sempre due uomini, un po' meno preciso Juan Jesus che, (vecchia conoscenza giallorossa...che per una volta non si regala il gol dell'ex, ma...lo regala) sbaglia l'approccio con Azmoun e lo mette giù, nessun dubbio, rigore per la Roma che Dybala trasforma meravigliosamente e freddamente nel vantaggio giallorosso : 0-1 forse insperato per come si era messo il match, sicuramente provvidenziale, ma davvero ingiusto per un Napoli che fino a quel momento aveva condotto il match con grande personalità. E come si dice, il calcio dà, il calcio toglie, stavolta è Kristensen l'inconsapevole assist man che, sul tiro da fuori di Olivera, regala con la sua deviazione la giusta traiettoria alla palla che finisce inevitabilmente alle spalle di Svilar, nemmeno cinque minuti dopo il vantaggio di Dybala. 
Sicuramente una Roma un po' spenta che non avremmo voluto vedere, forse consumata dall'impegno ravvicinato contro l'Udinese, di certo combattiva ma sicuramente più smarrita e a tratti nervosa.. Un atteggiamento da parte della squadra che nessuno si aspettava, un calo sicuramente fisiologico dopo aver macinato risultati senza sosta, è chiaro che alcuni giocatori, come  Mancini, Pellegrini e Dybala siano quelli che  risentono maggiormente del carico., stasera la Roma fatica a creare il giropalla, non riesce a costruire e regala palloni e occasioni agli avversari. Poca qualità a centrocampo, stavolta Cristante e Pellegrini non riescono a filtrare la palla,  Spinazzola non riesce a rubarla per le ripartenze, così i movimenti si perdono tra le fila dei giocatori del Napoli sicuramente più veloci e attenti; anche Bove non arriva ad accompagnare l'azione sulla fascia,- tanto che De Rossi decide di farlo uscire in favore di Sanchez- e Spinazzola da solo fatica a caricarsi il lavoro dall'altro lato. Il Napoli gonfia il petto e comincia ad inanellare una serie di occasioni: parte Politano che la regala ad Osimenh, colpo di testa che sfiora il palo, non contento cerca la giocata solitaria trovando però ancora Svilar a chiudere i varchi, poi però è un altro errore giallorosso a regalare il vantaggio agli azzurri, Sanchez stende Kvara da terra, il gioco continua ma il Var richiama l'attenzione: rigore per il Napoli che, quasi a partita terminata, Osimenh realizza in un 2-1 per i padroni di casa. Il bello però è che la Roma regge botta, tira su le maniche e abbassa lo sguardo, un po' in ritardo rispetto alle aspettative, quando forse si attendeva una fiammata del Faraone che, stavolta non c'è stata, anche per lui partita sottotono, senza polemica perchè il ragazzo ha davvero dato tutto quello che poteva in quasi tutte le partite, forse l'ansia del 4 posto, la pressione e la stanchezza. Negli ultimi  minuti la Roma cerca di recuperare e dare tutto, moto d'orgoglio e la consapevolezza di aver sprecato un'occasione, sicuramente si sarebbe potuto fare di più, la consapevolezza è che tutta la squadra non è riuscita a organizzare il gioco, quasi tutta la partita ha girato in blocchi, non si è vista fluidità nelle azioni con le ripartenze sulle fasce e il movimento a creare confusione in mezzo, è mancato Dybala a portarsi via mezza difesa, Mancini non è salito come al solito a creare numero e gol, lasciando al Napoli ampi spazi e destrezza nei movimenti. Corner per i giallorossi, allunga Ndika per Abrham che la piazza alle spalle del portiere partenopeo e con grande freddezza conquista un pareggio davvero insperato. 2-2. Una Roma che fa storcere il naso ma che nel complesso delle prestazioni, forse comprensibile. Un pari che pesa, che sposta molto se si guarda alle pretendenti al quinto posto, ma che sposta poco se la Roma riuscisse comunque a mantenere la posizione attuale; come al solito per noi nulla è semplice, dobbiamo soffrire fino alla fine. E sia!
Laura Tarani

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