In contemporanea alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, abbiamo avuto modo di assistere ad un evento a dir poco raro, singolare ma, soprattutto, storico.
Per un giorno la città dei Doge ha ospitato all’interno del prestigioso Palazzo Donà dalle Rose il progetto culturale Leoni, Gattopardi di Sicilia. Il Gran Ballo al Palazzo dei Dogi, organizzato dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica con la Fondazione Donà dalle Rose per il The Doge Venice Red Carpet, il tappeto rosso del Doge di Venezia.
All’interno del palazzo nella sala dei Dogi, sono conservate da oltre 600 anni le vestigia
ed i ritratti dei Dogi Francesco, Leonardo e Nicolò Donà dalle Rose nel 1500,
nonché del grande filosofo letterato diplomatico Girolamo Donà dalle
Rose nel 1400 e dell’architetto governatore Antonio Donà dalle
Rose della città pentastellata di Palmanova.
Il Palazzo detiene un tesoro inestimabile non solo in termini di quadreria e
mobilio, per essere l’unico Palazzo di Venezia che è rimasto
di proprietà nei secoli dei discendenti diretti che lo hanno edificato che ne
portano ancora oggi il nome e lo abitano, ma è anche chiamato il Palazzo del
principe perché fu costruito da Leonardo Donà dalle Rose mentre era Doge e
viveva a Palazzo Ducale a San Marco, finanziato e ricostruito dopo un grave
incendio dal suo antenato Doge Francesco Donà dalle Rose. Leonardo Donà Doge è celebre
oltre che per il suo governo della Repubblica Serenissima di Venezia anche per
avere ospitato Galileo Galilei in fuga da Roma e per avergli finanziato la
costruzione dei primi 70 telescopi facendo lavorare i maestri vetrai di Murano.
Recentemente negli anni 2000 i coniugi Conti Francesco Donà dalle Rose e Chiara
Modìca Donà dalle Rose hanno promosso numerose iniziative a Palermo, creando un
fitto ponte tra le due isole Venezia e Sicilia, tra cui si ricorda: la totale
ristrutturazione di Palazzo Imperatore Gaetani dei principi di Bastiglia di
proprietà della Contessa ove hanno promosso ed ideato numerose iniziative ormai
iconiche del tessuto e della storia di Palermo e della Sicilia, in particolare
la “Via dei Librai” nelle prime due
edizioni, lasciando poi l’intera gestione alla neo associazione
Cassaro Alto; la prima Biennale internazionale d’arte spirituale, ispirata al grande pittore Kandinsky che
scrisse la spiritualità dell’arte, denominata BIAS che ha portato
in Sicilia dal 2014 in poi numerose iniziative di arte contemporanea che hanno
girato i luoghi iconici dai siti archeologici ai palazzo storici, spingendosi a
portare la Sicilia alla Biennale di Venezia, alla Biennale del Cairo a
Cairotronic, nel Sinai, in Spagna, in Sardegna, ed in Africa. Le iniziative
promosse dai due coniugi tra Venezia e la Sicilia non si contano. Considerato
che entrambe le loro dimore di Venezia, Palermo e Porto Rotondo, sono stati set
cinematografici di film iconici del cinema italiano ed internazionale, non
ultimo New Pope di Sorrentino e tanti altri con Jude Law, Vanessa Redgrave,
Christopher Reeve, Wendy Hiller come altri tra fiction film con Vittoria
Puccini, Lino Guanciale.
L’evento, diretto da Nino Graziano
Luca, è stato da lui ideato insieme alla Contessa Chiara Modìca Donà dalle
Rose e gode del patrocinio della Commissione Cultura della Camera dei
Deputati, del Consiglio Internazionale per la Danza UNESCO.
Il palazzo ospita anche mostre di autori o tematiche contemporanee come quella del “National pavillion of Republic of Cameroon” Nemo Propheta in Patria.
L’evento si è svolto in un’atmosfera molto suggestiva, tanto da sembrare reale, un tuffo nel passato: il Gran Ballo in Costume dell’800 al Palazzo dei Dogi era composto da circa 100 danzatori in costumi ottocenteschi, provenienti da molte città italiane e da alcune capitali europee, che hanno partecipato ricreando le incantevoli ed eleganti feste da Ballo organizzate nella Sicilia del XIX secolo.
L’evento ha avuto come input quello di celebrare un
gemellaggio culturale nella storia della danza ottocentesca tra Venezia e la
Sicilia, funge da fil Rouge un emozionante repertorino: Valzer a la Paganini da “I Leoni
di Sicilia”, Valzer, Mazurca e Galop da "Il Gattopardo", Upon a Summer’s Day, Comical Fellow, Duke of Kent’s Waltz, Virginia Reel, Orpheus Quadrille e Marcia Radetsky
da “I Leoni di Sicilia”, contraddanza da Bridgerton, Rinka,
Facher Polonaise, Marine Two Step, Questa o Quella da “I Leoni di Sicilia”, Quadriglia da "Il
Pipistrello", And for the Young One’s, St. Bernard Waltz, Suite opera n
3, Schottish Roulette.
Nel corso dell'iniziativa sono stati conferiti i Premi
Cultura. Uno è andato a Stefania Auci,
autrice del romanzo I leoni di Sicilia, da cui è tratta l’omonima serie Disney, poi allo scrittore Pietrangelo
Buttafuoco, al ballerino Joaquin Cortes, al
costumista Stefano Nicolao e al sarto Franco Puppato. I
premi, realizzati dal M° Orafo del Festival di Sanremo Michele Affidato.
Altri premi sono andati a personalità che con il loro
operato incarnano l’emblema del dialogo tra le culture e ad artisti la cui
opera è riconosciuta come sensibilmente meritoria di rappresentare la grande
cultura italiana nel mondo.
L’evento è stato anche un’occasione per valorizzare e diffondere l’immagine più meritocratica e profonda del sud Italia, della
Calabria e della Sicilia che diedero l’una i natali alla Famiglia Florio, e l’altra li consacrò al successo internazionale a tutti noto.
A riprova delle tante risorse del meridione, il progetto culturale è stato
arricchito da una eccezionale proposta enogastronomica.
Monia Manzo
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