Gianluca Cococcia

La nudità penso sia un tema fondamentale per tutto ciò che riguarda l’estetica, dall’arte alla pittura alla moda. Ogni artista prende come punto di riferimento il corpo, che sia vestito o no. Quindi penso non ci sia nulla di scandaloso nella nudità.

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Ciao Gianluca, partiamo da una domanda molto semplice, chi sei?
Sono Gianluca Cococcia ho 21 anni e attualmente sono al secondo anno in un’accademia di moda, l’accademia Koefia, e studio progetto e ricerca e ricerca di tendenza. Fondamentalmente il designer è quello che ho sempre voluto fare della mia vita e penso che il mondo della moda è l’unico in cui posso veramente riuscire e che mi appassiona veramente. Come esperienze per avvicinarmi al mondo della moda ho iniziato a 15 anni scrivendo prima per Repubblica giovani, e poi aprendo un mio blog personale, e questo mi ha permesso di conoscere persone importanti, persone del mondo della moda a cui mi ispiro. Fondamentalmente adesso sono uno studente che sta studiando moda e che sta per lanciare la sua prima linea.
Parliamo di Dolce e Gabbana, dal reggiseno a vista al velo per le musulmana. La loro collezione «Abaya», prende il nome dalla tunica scura e lunga, è dedicata alle donne musulmane. Le modelle indossano l’hijab e sono super accessoriate: secondo il tuo punto di vista può essere interessante?
Senza dubbio è molto interessante in quanto Dolce e Gabbana parte prendendo i codici classici dell’abbigliamento musulmano e medio orientale, che dà molto risalto agli occhi che sono da sempre il punto forte di seduzione delle donne orientali. Per farci arrivare questo messaggio di seduzione mescolano i codici orientali a quelli occidentali, rivisitando gli abbigliamenti musulmani nella nostra versione erotica, e quindi con le trasparenze. E’ bello vedere come la donna di Dolce e Gabbana sia un mix di seduzione orientale e occidentale. 
Parliamo del calendario della dea eventi: è stato complicato creare il capo utilizzato dalla modella per ottenere quel magnifico risultato che abbiamo visto nelle foto ? Ti sei ispirato alla bellezza degli anni 30?
Sì, perché il tema proposto è stato quello della seduzione negli anni 20 e 30 in relazione anche al cibo. Realizzarla non è stato difficile, ci ho messo molto perché è stata la mia prima veletta realizzata con pizzo, è stata un po’ particolare, però è stato molto interessante, e appena mi è stata proposta questa cosa insieme al fotografo Carlo Ottaviani mi è venuto in mente di fare questa veletta accostata con dei guanti in pizzo. 
Nei giorni scorsi è morta Silvana Pampanini :aveva compiuto 90 anni a settembre. Negli anni ‘50 era stata tra i simboli della bellezza italiana. Aveva recitato con Alberto Sordi, Totò e Marcello Mastroianni;la mia domanda è questa: esiste ancora nella moda l'ispirazione a quegli anni ma sopratutto quale diva ti piacerebbe vestire?
Nella moda e soprattutto nell’alta moda, l’ispirazione a quegli anni è fondamentale e costante, in quanto gli anni 50’ gli anni della Dolce Vita, sono quelli che vedono il trionfo dell’alta moda, soprattutto quella italiana e romana. Personalmente io adoro molto e prendo come ispirazione le sorelle Fontana, ma anche Emilio Schuberth, che era napoletano ma aveva il suo atelier a Roma. Per quanto riguarda la diva che vorrei vestire, a me piacciono molto le dive del passato come Greta Garbo. Attualmente mi piacerebbe vestire Angelina Jolie o Keira Knightley.
Sogni mai di disegnare abiti per il teatro?
Si, e per un periodo ho anche “rischiato” di doverli disegnare. C’era un progetto in collaborazione con un teatro svizzero, e avrei dovuto realizzare dei costumi per uno spettacolo di Peter Pan in versione moderna, poi però non è più andato in porto questo spettacolo ed è saltato tutto. Però il fatto di studiare i personaggi, le scenografie è stato molto bello e mi ha fatto vedere la progettazione di un capo sotto altri livelli, sotto varie angolazioni. Lavorando al teatro devi pensare non solo al lato estetico, ma anche a quello emozionale e funzionale. Mi piacerebbe fare qualcosa per il teatro.
Mentre per quanto riguarda il cinema ? Di quale film ti sarebbe piaciuto firmare gli abiti?
In particolare tutti i film in costumi. Sarebbe scontato dire solo “Il gattopardo”, quindi dico anche Moulin Rouge con Nicole Kidman. 
In Germania a Colonia ,polemiche per il consiglio della sindaca di tenersi a distanza di un braccio dagli sconosciuti - al prossimo atto di violenza collettiva, consiglia di rinunciare alle gonne e di infilarsi dentro uno scafandro? - la profezia della Boldrini: a Colonia vince l'accoglienza: che idea hai sulla vicenda e se ti piacerebbe creare abiti contro le violenze sulle donne?
Fondamentalmente penso che non sono per niente d’accordo con il sindaco, perché non combatterei mai queste azioni, facendo il gioco di chi le ha fatte, e quindi coprendo le donne, anzi per come sono io farei proprio il contrario. Abiti contro la violenza delle donne? Se preso come tema potrebbe essere interessante, ma sempre dalla parte della donna, quindi non coprendole. Il 900 è stato importante per la liberalizzazione della persona, del proprio fisico. Le donne sono consapevoli del proprio corpo, e sono anche padrone del loro corpo e non vedo perché dovremmo tornare indietro.
Leale, sincera o distratta? Quale donna ami vestire?
A me hanno sempre affascinato le donne intellettuali, nella moda, nella storia, quelle forti e potenti. Quelle che sanno, conoscono, sono sicure della loro bellezza ma non la ostentano. Quindi una donna che sappia abbinare i capi con una certa sprezzatura, con un modo di fare tranquillo. 
Il 2015, è stato l’anno dei “nude look”, del divorzio di Raf Simons da Dior, di Caitlyn Jenner sulla copertina di 'Vanity fair' e dei modelli di Rick Owens con i genitali al vento: Qual è il tuo pensiero della nudità nella moda?
La nudità penso sia un tema fondamentale per tutto ciò che riguarda l’estetica, dall’arte alla pittura alla moda. Ogni artista prende come punto di riferimento il corpo, che sia vestito o no. Quindi penso non ci sia nulla di scandaloso nella nudità. Ok che il nudo vende ed è la base del marketing, ma penso non ci sia nulla di sbagliato. Il nude look di quest’anno in ogni caso non mi fa impazzire.
Nel 2016, l'orologio di lui diventerà a tutti gli effetti uno degli accessori femminili più richiesti. E a sorpresa si indosserà con capi sexy e da sera. Ti trova entusiasta questa notizia?
Io non indosso orologi. Non apprezzo tutto quell’interesse che vi gira intorno. Secondo me non è un accessorio così fondamentale. Non sono molto d’accordo, non mi entusiasma, ma comunque ci sta che le donne prendano dal guardaroba maschile. E’ sempre stato fatto, tutte le grandi invenzioni vengono dal guardaroba maschile che con il tempo passa e viene acquisito dal guardaroba femminile.

Che errori commette l'uomo nel vestirsi?

La donna tende a vestirsi in base a determinate regole sociali, e a seconda degli eventi. L’uomo cambia abbigliamento solo in occasione dei matrimoni, invece la donna sa che se deve uscire con le amiche si vestirà così, se deve andare a un appuntamento si vestirà in un altro modo. E’ vero che il guardaroba maschile è più limitato rispetto a quello femminile ma è anche vero che l’uomo osa di meno. Quindi l’uomo sbaglia nell’osare poco. 

Ti piace la vanità di noi uomini?
Quando l’uomo è vanitoso è una cosa giusta, ma non deve essere vanitoso solo nel mostrare i muscoli, ma anche in altre occasioni. La vanità è buona se porta a qualcosa.
Che profumo ha la tua moda? Invece il colore?
Fondamentalmente io mi sono avvicinato da poco al mondo dei profumi. Se devo essere poetico la mia moda si avvicina al profumo di un libro usato, comprato in qualche mercatino, che attraverso il suo profumo riesci a immaginare il passato e a sognare, perché quando disegno prendo molta ispirazione dal passato e da personaggi del passato. Se invece devo essere un po’ più pratico al profumo della magnolia. Per quanto riguarda il colore amo l’oro.
Contrario o favorevole all'utilizzo delle pellicce?
Io per anni sono stato un grande attivista di Green Peace, e ho sempre avuto questo contrasto con il mio amore per la moda, visto che questa è tutto tranne che ecosostenibile. Io adesso sono favorevole alla pellicce e le utilizzo spesso. Però allo stesso tempo do molta attenzione all’ecosostenibilità, ma è difficilissimo perché ciò che lo è, di solito non è per niente di tendenza. In questo devo ringraziare Silvia Massacesi, che ho conosciuto anni fa e che ha realizzato una linea di borse in sughero. Io ho deciso che se avrò una mia linea di abbigliamento, voglio che sia attenta nei confronti dell’ambiente. 

Parliamo anche di lavoro: a tre anni dalla tanto sudata laurea, solo un giovane italiano su due ha trovato un'occupazione. Il mercato del lavoro in Italia è peggiorato?

Sì, senza dubbio è molto più difficile trovare lavoro o comunque il lavoro dei propri sogni. Questo è vero. Proprio perché non c’è lavoro ovunque bisogna studiare quello che ci piace. Però io penso che una volta finiti gli studi, secondo me il lavoro va anche inventato. Perché se non sono le aziende a cercare te, sei tu che devi crearti la tua nicchia. Poi io fondamentalmente parlo dal punto di vista della moda, perché è individuale come mondo e ti permette di viverlo in vari modi. Se non c’è lavoro bisogna osare e mettersi alla prova.
Consideri il medio oriente un ottimo mercato su cui puntare in futuro?
Assolutamente sì. Il mercato medio orientale o comunque dei paesi in via di sviluppo, che hanno una crescita esponenziale negli anni, sono ottimi dal punto di vista degli investimenti. Questo lo vediamo anche nei grandi marchi che fanno collezioni all’estero ma anche nelle collezioni prettamente finalizzate alla vendita nel mondo orientali. A me piacerebbe moltissimo lavorare in Quatar, a Dubai. E’ un opzione che tengo in considerazione per il futuro.
Ti interessi anche di calcio? Tifi una squadra in particolare? C’è un calciatore che desidereresti vestire?
Ne capisco poco di calcio. I calciatori che conosco sono quelli fidanzati o sposati con qualcuno che segue la moda. Per esempio Beckham. Se dovessi vestire un calciatore vorrei vestire lui, o Cristiano Ronaldo. 
Sei stato recentemente alle giornate della moda Pitti uomo, ti sono piaciute?
Io sono appena tornato dal Pitti. Mi è piaciuta questa edizione, anche se fondamentalmente, non lo considero mai completamente innovativo. Questo perché il guardaroba maschile è sempre fondamentalmente lo stesso. L’uomo si basa sui dettagli e niente più. La donna ha sempre preso dal guardaroba maschile ma l’uomo non può prendere dal guardaroba femminile, altrimenti vieni criticato dalle persone. Questo ti fa capire che non è vero che la gente è aperta, soprattutto nel mondo della moda. Questa è una battaglia che porterò avanti perché è una forma di libertà. Se nella moda uomo si vuole andare avanti bisogna sperimentare ed un esperimento potrebbe essere proprio quello di prendere dal guardaroba femminile.

Progetti per il futuro?

Io non voglio aspettare di finire gli studi per lanciare una mia linea, abbiamo già realizzato dei cappelli in collaborazione con Carpisa a Tivoli insieme ad una mia grande amica, Eleonora Coresi, che studia con me, ma adesso vorremmo realizzare entro la fine dell’anno una prima collezione di cappelli a nome nostro e con un nostro marchio. Non saranno dei veri e propri cappelli, ma saranno dei cerchietti scultura, cerchietti gioiello. Quindi accessori da festa, da party, destinati ad un pubblico di nicchia. Ma non anticipiamo nulla sul tema della collezione. Questo è il mio più importante progetto in programma per il futuro. Il designer è quello che voglio fare e diventare.

Valerio De Benedetti 


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