Mary Sarnataro E L'eterna Lotta Dei Sessi Sul Palco Di Zelig

Mary Sarnataro E L'eterna Lotta Dei Sessi Sul Palco Di Zelig

Scusate, non posso essere anche intelligente. La recensione di Unfolding Roma

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“Ho due lauree, una in filosofia e una in lingue. In fondo, avevo già capito tutto: nella vita bisogna saper usare la lingua, con filosofia”

Non è facile riuscire a fare ridere con uno spettacolo di cabaret interamente incentrato sulla lotta dei sessi: il rischio è quello di cadere nel banale, o in facili luoghi comuni. Eppure, Mary Sarnataro, nel suo “Scusate non posso essere anche intelligente”, centra pienamente l’obiettivo.

Il pubblico si diverte, grazie all’ironia e all’esuberanza di Mary, unite alla sua consueta irriverenza e al cinismo sarcastico già ammirato durante le interviste come inviata per Le iene. Un atteggiamento che da un lato fa molta presa sul pubblico, ma che dall’altro ribalta i consueti cliché legati ai rapporti maschio/femmina, senza risparmiare battute sferzanti e piccanti né all’uomo, né alla donna, forse il vero obiettivo delle sue frecciate.

Dalla mamma, grande femminista negli anni Settanta, fino alle insopportabili ragazze bambole di oggi, un po’ sciacquette e un po’ svampite, diventate ormai simbolo della femminilità moderna: nessuno si salva dalle sue malignità. Perché, dice Mary, essere donna è diverso dall’essere femmina: non basta un bel corpo o un atteggiamento frivolo. Il tutto con una fortissima dose di autoironia: Mary si prende continuamente in giro, giocando con la sua presunta mancanza di femminilità, imputata da lei stessa all’infanzia passata con otto fratelli maschi. E lo fa senza snaturarsi, anzi.

Tutte quelle componenti artistiche, che hanno contraddistinto i suoi lavori a Colorado e a Le iene, emergono sul palco, convivendo e, talvolta, combinandosi tra loro. Ecco allora l’ironia dei monologhi scritti accanto alla cattiveria che caratterizza le sue interviste scomode. Vincente, proprio a questo proposito, è la scelta di puntare sullo sketch che l’ha resa celebre al grande pubblico, quello dei cartelloni scritti a mano, con l’accompagnamento, in sottofondo, di un pezzo di pianoforte, soprattutto in apertura: in questo modo, gli spettatori vengono coinvolti fin da subito, risultando parte integrante dello spettacolo.

Il refrain “Ciao, sono Mary e ho una malattia” garantisce risate e applausi, anche perché, di volta in volta, il nome di questa famigerata malattia cambia: ora è l’essere donna, ora il matrimonio, con il marito e la vita coniugale che diventano bersagli delle sue freddure ciniche e ammiccanti.

Ottimo lo scambio di battute con l’attore Alessio Parenti, voce fuori campo e spalla ideale per l’esuberanza di Mary: una sorta di Grillo Parlante che la rimprovera, la prende in giro, ne incanala la grande verve comica. Il ritmo dei loro dialoghi è rapido, coinvolgente, assolutamente divertente. Il pubblico ha apprezzato moltissimo la performance, partecipando anche ai vari sketch, soprattutto per merito della grande capacità della protagonista, in grado di coinvolgerlo continuamente con domande e battute sferzanti e maligne. Ma d’altro canto, non sarebbe Mary senza questa sua dose di irriverenza.

Riccardo Proverbio

Scusate, non posso essere anche intelligente- regia di Angelo Pisani, scritto con Alessio Parenti e interpretato da Mary Sarnataro, in scena venerdì 15 e sabato 16 gennaio alle ore 21.00 al Teatro Zelig Cabaret, in Viale Monza 140 a Milano.

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