Una gioventù frizzante, l’entusiasmo di tanti artisti in erba, un’ottima organizzazione, sono gli ingredienti che hanno reso grande l’inaugurazione della mostra “Chiamata alle arti” promossa dalla Regione Lazio come progetto per valorizzare i giovani talenti delle Accademie delle Belle Arti italiane. Una location prestigiosa come la WeGil di Largo Ascianghi 5 a Roma ha dato la possibilità di essere il teatro ideale per l’esposizione curata da Giulia Abate, che ha rappresentato un'occasione unica per esplorale le nuove tendenze dell'arte contemporanea e valorizzare il talento la ricerca e l'espressività delle nuove generazioni creative provenienti da diciotto prestigiosi istituti come Bari, Bologna, Catania, Firenze, Frosinone, Genova, L'Aquila, Lecce, Macerata, Brera- Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Ravenna, Roma, Torino, Urbino e Venezia. E ad essere presente un pubblico delle grandi occasioni con cariche istituzionali, docenti e tanti appassionati che hanno potuto apprezzare i lavori dei giovani artisti che già possono denotare una certa originalità anche e soprattutto nella ricerca di materiali inusuali.
Tutte le opere hanno il merito di andare oltre l’aspetto puramente estetico per rivelare aspetti del contemporaneo ma anche del passato quasi a creare un filo logico che guarda al presente e al futuro senza volere dimenticare determinati valori. Come giustamente affermato dall'Assessore alla Cultura Simona Renata Baldassarre “Chiamata alle Arti” vuole dare voce a una generazione di creativi in dialogo costante con il territorio, le istituzioni e la società. Anche il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ci ha tenuto a sottolineare il sostegno che si vuole offrire ai giovani artisti offrendo loro occasioni concrete di visibilità, confronto e crescita.
Molto rappresentativa l’opera di Yiwen Zheng dell’Accademia torinese che utilizza la tecnica dei nodi come l’espressione che può registrare la nostra vita. Grandi lampade di corda intrecciata riportano al pensiero buddista di fonte di luce per illuminare la vita delle persone sul loro passato e sul loro futuro. E l’artista interpreta questa luce quasi come un risveglio non in un luogo qualsiasi ma in piena natura rappresentata da un enorme strato di lana bianca dove si possono vedere montagne innevate, fiori, piante e mani che si incrociano in una nuova fratellanza. Yiwen Zheng invita a toccare il suo tappeto sperando che dal tocco di quella lana il pubblico possa avere la sua stessa sensazione di sicurezza. Molto particolare anche l’opera di Maria Luciana Dilluvio “Little girl in the Bathroom” un’installazione site-specific composta da un abito da sposa taglia 3 anni, fotografia frammentata e fili tessili. Così come il lavoro di Alessandro Giove “Etoile” e di Irene Bella “Una mattina al parco delle stelle” che riporta al mondo dei fumetti,
Ma ad essere degni di nota sono state tutte le opere esposte che hanno come autori Samuele Angemi, Aysegul Aydin, Giulia Bartolini, Alice Bomberini, Serenella Bozhanaj, Erika Calogiuri, Alessia Cassol, Erica Cicchini, Ariela Coco, COLLETTIVOB1, Gennaro De Luca, Miriam De Vita, Camilla del Signore, Greta di Naccio, Matilda Elia, Benedella Felci, Domenico Ferrulli, Jolanda Jakupi, Xia Lingjie, Clara Mannino, Elia Nardin, Alessia Natale, Eleonora Orsini, Rosmara Pappapicco, Mirko Puliatti, Tahita Sbragi, Daniele Scutece, Manfredi Sorichetta, Valerio Tirapani, Wendi Yang, Eleonora Zambon, Carolina Zanelli, Marica Zanga.
Ideata da Delfina Bergamaschi, la mostra in programma fino al 28 giugno ha avuto un allestimento progettato dagli studenti di La Sapienza Università di Roma e del Politecnico di Milano, Prisca De Cinque, Roberta Piscopo, e Elisabetta Pileri sotto la guida dell'Architetto Alfonso Giancotti e dello studio Fosbury Architecture anche per mettere in evidenza il processo collaborativo virtuoso dove viene valorizzato il lavoro di giovani architetti in parallelo a giovani artisti.
Rosario Schibeci
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