Enrico Melle

Enrico Melle

L’arte non si insegna la tecnica si.

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Oggi incontriamo Enrico Melle artista, scultore figurativo, che ci accoglie nel suo studio in zona Eur a pochi passi dal quartiere Mostacciano.

Enrico intanto in cinquanta parole raccontaci un po' di te ?

Lavoro spesso per la fabbrica di San Pietro tra i lavori più importanti: il calco di una parte del portone d' ingresso della Basilica opera del Filarete, il calco del Ciborio di sisto IV che si trova negli archivi segreti del Vaticano opera sostituita con il baldacchino del Bernini e molte altre opere; la realizzazione di una colonna per l’artista americano Aaron Young, montaggio e restauro della pala d’altare di Giovanni XXIII del maestro Emilio Greco, nel museo di Orvieto. Ancora un modello in gesso dal quale è stato realizzato il bronzo che si trova nella basilica di San Pietro, svariati calchi di statue greche e romane eseguiti per gli scavi di Ostia antica, musei capitolini, villa colonia, museo di palazzo massimo, museo di Fano e molto altro.

Da dove nasce la tua carriera come artista ?

Mio padre dipingeva.Sono cresciuto circondato dall’ arte. Lo zio di mia madre era uno scultore del legno e, quando ne avevo l’opportunità, rimanevo ore ed ore ad osservarlo...ma ne potremo parlare più avanti…..

Con quali stati d’animo un artista riesce ad esprimere la sua creatività? Quando è sereno oppure si trova in difficoltà?

A mio parere quando sei più tranquillo sei più portato alla creatività. Penso che quando non si è sereni ci si blocca soprattutto nell’ ispirazione. Le opere che possono darmi serenità si ritrovano nel mondo dell' arte classica poichè lavoro nelle figure interpretate dalla mia anima.

Questa tua inclinazione per l' arte  figurativa è emersa mentre frequentavi l’accademia?

Si da sempre.

I tempi di realizzazione ?

Non ho tempi. Dipende sempre dall’ interpretazione che ritrovo e dalla stesura del soggetto che ho sotto gli occhi.

Mi piacerebbe approfondire questo argomento dell’Accademia e dell’insegnamento.Ti senti pronto per insegnare se ti fosse data l’opportunità?

Penso di si, ma la prima cosa che direi ai miei studenti è “’imparare a osservare” per un artista figurativo una buona analisi visiva è l’inizio di un progetto importante. Molto più importante che  lavorare con le mani.

Come definiresti la tua arte?

La mia arte è figurativa. Ovviamente con una mia interpretazione, non mi piace dare nome alle opere; punto molto alla tridimensione, non progetto mai. Tutto parte di getto per poi prendere la forma che più mi appaga.  Amo moltissimo la natura che viene raffigurata soprattutto negli animali che danno un senso di potenza: cavalli in primis! Adesso mi sto avvicinando anche alla figura del Toro.

Hai intenzione di fare qualche mostra?

No. Ho scelto un mio percorso artistico particolare poichè il lavoro in Italia che racchiude il 70% delle opere mondiali, è un' occupazione superflua. Lavoro, su commissione per altri artisti, per musei, per fonderie e per gallerie...se ispirato. Ricreo opere  e ribadisco che eseguo calchi di riproduzione di statue e su calchi di pezzi originali, riproduco opere  in vetroresina e polvere di Marmo.

 Quindi lavori con tanti committenti?

(Ride)Ho cercato di lavorare con tante figure ,sono stato serio e professionale, poichè sono uno scultore ed un artista preparato e mi sono reso conto di essere diventato schiavo di certe situazioni, nel bene e nel male, ed ho mal sopportato di ricevere le briciole dal mio lavoro.

Noi abbiamo intervistato altri artisti: che opinione hai dei critici d’arte?

Sinceramente sottostare al bello e cattivo tempo di un critico d’arte per certi aspetti mi irrita e mi fa sorridere. A mio giudizio molti critici cercano di fare mercato, cercando personaggi che non sono artisti puri, (quest’ultimi poi non si rendono conto di diventarne pedine),con installazioni veramente orribili. Penso che il mercato sia soggetto a queste figure e in balia a persone che hanno studiato storia dell’arte ma scrivono delle eresie mostruose senza cognizione di causa parlando di colori e tecniche. Questi signori non hanno mai lavorato nelle botteghe,nelle fonderie con grandi artisti. Ho fatto la gavetta sin da ragazzo; ho trentanni di esperienza, ho imparato a mie spese che i loro giudizi, detto alla romana: "mi rimbarzano".

Ti piacerebbe fare il giudice di qualche concorso artistico?

No! Penso che non vorrei giudicare gli altri. Forse lo farei solamente nel mio ambito: quello figurativo.

Giudice di un reality sulla scultura?

No ,non bastano 8-10 puntate per diventare un artista ,ci vogliono disciplina , voglia di imparare nonché un ottimo insegnate che faccia emergere la vena artistica del proprio allievo. L’arte non si insegna la tecnica si.

Sogni che i tuoi figli possano intraprendere la tua stessa carriera artistica?

Se lo volessero li aiuterei come mio padre e la mia famiglia ha fatto con me. Ognuno è libero di intraprendere la propria strada anche quella non artistica. La carriera artistica è difficile piena d’ostacoli e dà pochissime certezze.

Parliamo di scultura e cinema?

Premetto che il cinema mi piace. Ho fatto qualcosa a livello scenografico in tempi passati. Ho trovato ottimi artigiani, a volte anche migliori di certi artisti in circolazione, ma, essendo un perfezionista, resto dell' idea che  in quell’ ambiente si lavora in maniera troppo veloce.

Domanda oramai obbligatoria: vinciamo con i nostri film Oscar e Palma D’Oro con la scultura italiana come la mettiamo ?

Si, sono contento di queste vittorie ,ma aprirei una parentesi su questo Paese: qui ci si è dimenticati delle nostre tradizioni, di quello che ci ha reso ineguagliabili al mondo, di cosa abbiamo di meraviglioso: opere che ci invidiano, molte sono accatastate in musei chiusi.   Mi è capitato di lavorare a Firenze, se non erro proprio a palazzo Pitti, dove ho trovato delle opere salvate dall’ alluvione del 65, abbandonate: una vergogna per un paese civile!

Parliamo di soluzioni allora ?

Intanto valorizzare il nostro patrimonio artistico, che ignorato dalla stanza dei bottoni ci risolverebbe molti dei nostri problemi anche economici.

A Roma si è svolta la notte dei musei: una tua opinione a riguardo di questa iniziativa ?

Una buona iniziativa. Qui a Roma abbiamo un patrimonio inestimabile, i nostri musei sono in crisi per una pessima gestione. A Parigi il direttore del Louvre è un’ italiana e lì troviamo  sempre file interminabili per accedervi. Guadagnano cifre astronomiche. Domandiamoci il motivo!?

La tua città Roma viene espressa e raccontata nelle tue opere?

Non prendo ispirazioni dalla mia città, ma il patrimonio artistico di Roma è sempre fonte di ispirazione ed è una realtà carica di energia: non riuscirei a vivere altrove.

A Roma capita di trovare all’ improvviso opere installate, senza autorizzazione, di fronte al Circo Massimo..

Non l’ho vista! Ti dico la verità, però mi è capitato di realizzare una colonna per l’artista americano Aaron Young nei pressi del teatro Marcello che anche essendo autorizzata ha creato enormi polemiche.

Che cosa attira la tua creatività?

Non c’e qualcosa in particolare tutto può essere fonte di ispirazione: la natura, l’ambiente che mi circonda o qualsiasi cosa che attira la mia attenzione.

Come trovi nuove ispirazioni pur rimanendo fedele al tuo stile oppure al tuo tema di base?

Non penso di aver mai rubato dagli altri ,sicuramente alcuni artisti, a livello inconscio, possono influenzare la mia arte ma ammiro molto Stefano Piali, mio caro amico, scultore e pittore.

Un’opera del passato che avresti voluto creare ?

L’Ercole Farnese! Una scultura straordinaria che mi ha sempre affascinato. Questa statua greca con rifacimenti romani si trova nel museo nazionale di Napoli.

Arte a parte quali sono i tuoi interessi?

Oltre allo scultore e formatore, sono operatore di sicurezza, guardia del corpo e  da circa 4 anni costruisco pinne per windsurf in carbonio. I miei interessi, al di fuori dell’arte, sono prettamente sportivi: windsurf, sci e wing tsun.

Grazie Enrico per la tua disponibilità, complimenti per i tuoi splendidi lavori.

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