Milan - Fiorentina 19.10.2025

Leao is on fire. I rossoneri volano in vetta.

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Serata di ricordi a San Siro, col ritorno di Pioli da avversario nella sua vecchia casa, intenzionato a festeggiare i 60 anni e le 500 panchine in Serie A facendo uno scherzetto alla squadra che gli portò la gioia dell’unico Scudetto, tatuato sul suo braccio e nella sua memoria. Dall’altra parte, Allegri cercava di fare il possibile con i pochi giocatori tornati vivi da una sosta particolarmente ricca di infortuni, che l’aveva privato di giocatori chiave come Pulisic e Rabiot, ma pure di Estupinan, Loftus-Cheek e Nkunku, scegliendo di schierare Saelemaekers largo in attacco al fianco di Leao come centravanti, con Ricci al fianco di Modric e Fofana a centrocampo.

Nel primo tempo, a dominare è stata la noia, come purtroppo è accaduto in molte altre partite di questa giornata di Serie A, complice da una parte una Fiorentina molto più abbottonata di quanto ci si potesse aspettare e dall’altra un Milan completamente privo di idee, con il portoghese totalmente a disagio nel giocare da prima punta: un ruolo che ormai dovrebbero avere capito tutti non essergli minimamente congeniale. Non è un caso se, prima del duplice fischio, l’unico sussulto per i tifosi presenti allo stadio sia arrivato quasi casualmente, a metà frazione, con un pallone carambolato sui piedi di Pavlovic, non abbastanza freddo da gestirlo nel migliore dei modi, a tu per tu con De Gea.

Tutt’altra storia la ripresa, con l’inaspettato vantaggio della Fiorentina al primo tiro in porta, che ha colto di sorpresa Massimiliano Allegri, già pronto ad inserire Gimenez al posto di Atekhame (ammonito) per dare un assetto maggiormente offensivo alla squadra e liberare Leao dai compiti di manovra. Una rete arrivata per un pasticcio difensivo dei rossoneri, con Gosens lesto ad infilare in porta il pallone, carambolato sul corpo di Gabbia dopo la parata di Maignan e probabilmente già destinato a finire nello specchio senza il suo tocco.

A questo punto è iniziato il Rafa-show, col portoghese che di colpo è sembrato essersi levato dei pesi alle caviglie per comnciare a giocare sul serio, trovando il pareggio nel giro di cinque minuti con una grandissima conclusione da fuori area, dopo avere ricevuto il pallone da Pavlovic. Una rete a San Siro arrivata ben 513 giorni dopo la precedente, almeno in campionato, che fa capire molto bene le difficoltà patite dal ragazzo nelle ultime due stagioni, soprattutto di fronte al proprio pubblico. 

Decisivo per innescare tutto l’ingresso di Gimenez, che a poco meno di un quarto d’ora dalla fine del tempo regolamentare ha costretto De Gea alla gran parata sulla sua girata di sinistro e poi è andato a guadagnarsi un calcio di rigore decisivo nel finale, costringendo Parisi a fermarlo con le brutte maniere in area. Un po’ esagerata, in verità, la reazione del messicano al fallo subito, ma non sufficientemente da essere considerata dall’arbitro nel valutare le immagini del VAR. La responsabilità di andare sul dischetto, fatale per ben cinque volte nelle ultime sette per il Milan, se l’è presa proprio Leao, che calciando perfettamente ha siglato una doppietta che gli mancava da quasi un anno e soprattutto ha portato tre punti decisivi alla sua squadra.

Durante il lungo recupero, i cambi difensivi di Allegri hanno permesso ai padroni di casa di gestire il vantaggio senza patemi e i rossoneri sono tornati in vetta alla classifica da soli, proprio nella serata del ritorno dell’ultimo allenatore ad esserci riuscito in precedenza.

TABELLINO:

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame (57’ Gimenez), Fofana, Modric, Ricci, Bartesaghi; Saelemaekers (90’ De Winter), Leao (93’ Balentien). All. Allegri

FIORENTINA (3-5-1-1): De Gea; Pongracic, Marì, Ranieri; Dodo, Mandragora (88’ Dzeko), Nicolussi Caviglia (87’ Sohm), Fazzini (70’ Gudmundsson), Gosens (69’ Parisi); Fagioli; Kean (77’ Piccoli). All. Pioli

MARCATORI:

55’ Gosens (MIL), 63’ – 86’ Leao (MIL)

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