Lazio - Sassuolo. Il Report Match Di Mirko Cervelli

Finisce la rincorsa all'Europa.

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Se rincorrere il treno dell’Europa sino ad ieri era impresa ardua, dopo la sfida persa con il Sassuolo diventa praticamente impossibile. La sconfitta contro una diretta concorrente equivale ad un’umiliazione abbastanza grave di faccia e credibilità. Troppe chiacchere, troppo nervosismo, gente che ha praticamente disertato ad oltranza l’Olimpico per protesta, divisioni in curva, depressione totale, in un’unica parola: fallimento. Però, paradossalmente, rimane ancora l’Europa. Per Pioli è davvero l’ultima spiaggia e non è detto che ci sarà il tecnico emiliano a condurre la squadra nella prossima stagione. Lui, come tanti altri giocatori, sono sulla graticola. Rimane ancora un anno di contratto ma a queste condizioni, sinceramente, si fatica a vederlo sulla panchina anche nella prossima stagione. Candreva sta vivendo il momento più difficile da quando è a Roma, con l’attenzione puntata addosso e con dei risultati scadenti che non facilitano le cose in mezzo al campo. Qualcosa c’è, la Lazio è come se fosse spaccata al suo interno in maniera abbastanza palese. La società sembra meditare sulle scelte future, tra volontà di investire ( solo a parole in questo momento ) e situazioni pregresse di un equilibrio precario da gestire con diversi giocatori sotto esame. A farne spese, però, è sempre il tifoso. pochi tagliandi staccati in una notte che doveva regalare il rilancio anche in campionato dopo la bella prova in Europa League. La gente non segue più la Lazio, è disinnamorata e tutto questo sta pesando in maniera predominante. Lazio – Sassuolo lo scorso anno rappresentò la gara della protesta contro Lotito, il "libera la lazio" diventò un motto sia parlato ma soprattutto scritto attraverso delle locandine. Ad un anno esatto la storia sembra ripetersi. Da una protesta civile e numerosa, ad un abbandono totale degli spalti. Per il futuro, sarà difficile rivivere una finale di Supercoppa ed un preliminare di Champions insieme.

Ad oggi Pioli non è soddisfatto e neanche sereno. Se non fosse per il percorso in Europa e per qualche brillante idea nel cambiare alcune partite in corso, l'esonero sarebbe stato più che reale. Per Lotito un elemento da valutare dato che il tecnico è sotto contratto ancora per un anno. Il comportamento di entrambi a Giugno chiarirà tanti aspetti ad oggi oscuri o detti a mezza bocca. I risultati, intanto, sembrano davvero condannare le scelte di tutti, su tutti di Igli Tare: bravo in alcune circostanze, pessime in altre. Quest'anno, al dirigente albanese, è andata decisamente male. 

Sul campo, un rigore di Berardi per un'entrata fallosa da dilettante di Mauricio spiana la strada verso la vittoria per il Sassuolo, bravo a raddoppiare nel secondo tempo con la rete di Defrel grazie ad un altro orrore della difesa firmato Bisevac.

Finisce tra le proteste laziali un cammino in campionato davvero mediocre, un balzo indietro di 25 anni con diverse sfumature. Bene Konko che merita il rinnovo di contratto per questa ultima parte di stagione in alternativa a Basta; entrambi hanno dato e stanno dando le uniche garanzie in difesa. Per il resto risolvere i dissidi interni e terminare dignitosamente la stagione. Per ora solo fischi. Meritati e giusti. Resettare tante cose e ripartire, magari con Di Francesco in panchina.

Mirko Cervelli

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