Si è conclusa la V° edizione di Roma Arte in Nuvola la kermesse che ha portato nell’imponente spazio espositivo all’Eur arte moderna e contemporanea proveniente da tutto il mondo.
Un’edizione, come espresso dagli addetti ai lavori migliore almeno per quanto riguardava la qualità degli espositori, 140 come l’anno precedente, ma che ad occhio sembravano meno, forse anche per una ottimizzazione degli spazi, che quest’anno sono sembrati più curati. Io ho partecipato solo all’edizione 2024 e 2025, un giudizio critico globale non lo posso esprimere, posso affermare che, a mio parere personale, questa edizione mi è sembrata nettamente migliore rispetto a quella del 2024.
Ideata e organizzata da Alessandro Nicosia, con la direzione artistica di Adriana Polveroni e promossa da EUR S.p.A., Roma Arte in Nuvola si avvale della partecipazione attiva del Ministero della Cultura, di Roma Capitale e della Regione Lazio e del Patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione della Città del Vaticano, ed è organizzata e prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con Costruire Cultura.
Ad accogliere il pubblico in entrata, che ha affollato la tre giorni di esposizione, le opere di Gino Marotta, Universo Naturale-Artificiale (in Nuvola), curata da Andrea Viliani, l’omaggio a Mario Airò con la mostra Tra acqua e luce, curata da Adriana Polveroni e Fabrizio Clerici con Ultra Memoriam. L’immaginario fantastico tra Archivi e Collezioni, a cura di Giulia Tulino.
Ho trovato particolarmente interessante la mostra Fever State della Repubblica di Corea, paese scelto come ospite, che ha presentato un mix & match di artisti noti a livello internazionale ed emergenti: Yun Choi, Jongwan Jang, Minhoon Kim, Yuja Kim, Yanghee Lee e Kai Oh, che esplorano le intersezioni tra tradizione e contemporaneità, tra materia e digitale, tra memoria personale e immaginario collettivo.
Anche quest’anno Banca IFIS main sponsor della manifestazione ci ha regalato il suo spazio arricchito con delle opere di Banksy di pregevole livello.
Quello che segue è il mio racconto personale su gallerie, opere ed artisti che mi hanno incuriosito, convinto o che hanno consolidato le loro scelte artistiche, tra new entry e vecchie amicizie.
Bettini & Co. Gallery di Eriberto Bettini, ci porta direttamente ai Caraibi, a Cuba, nella Isla Grande con i suoi artisti internazionali di particolare impatto visivo i lavori di Elieser Gomez Amador e Yasiel Elizagaray, lavori e tecniche diametralmente opposte che mi hanno affascinato.
Da un lato i colori e i volumi delle opere di Elieser Gomez Amador, che strizzano l’occhio al riuso, infatti nelle sue creazioni vengono utilizzate le manichette antincendio come strutture, che vengono rimodulate dipinte a mano e inserite in cassette di legno internamente dipinte di nero, per creare veri e propri oggetti di design. Lo spirito dell”objet trouvé” si lega nel suo caso al rapporto osmotico con l’acqua che caratterizza l’esistenza di ogni cubano (come afferma Luciano Caprile).
Diversa è invece l’opera pittorica di Yasiel Elizagaray, con i suoi ritratti dai mille occhi e dalle mille anime, con le sue sovrapposizioni stratificate di olii e tecnica mista su tela che sembrano volerci parlare, per essere salvate per darci il senso di vite travagliate, enigmatiche, in alcuni casi, inquietando l’osservatore.
La Galleria Borghini Contemporanearte di Roma ha ospitato, invece il progetto site-specific PAXLUX di Angelica Romeo. Paxlux nasce dall’esigenza dell’artista di misurarsi con il concetto più ampio possibile della parola pace e attraverso l’arte attuare la ricerca di nuovi spazi interiori che si possano coniugare con temi di riflessione per analizzare aspetti della vita e del mondo circostante.
Simboli come: l’albero di ulivo, fazzoletti bianchi modulati su piccole tele, fili che si intrecciano, forme che si stringono in un abbraccio, raccontano un piccolo viaggio virtuale e personale verso uno “Stato mentale”. Un nuovo modo di sentirci nell’atmosfera creata dall’artista per trovarci e ritrovarci insieme.
La galleria d'arte Edarcom Europa ci ha presentato un progetto di dialogo e confronto tra le opere del Maestro Lino Tardia (1938-2021) e i dipinti di artisti nati tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Tra questi in particolare mi hanno colpito i lavori di Mauro Molle (1977), tre tele di formato verticale della serie Little stories: “All aboard”, "For a few dollars more", "Temptation”, in cui la tradizione della tecnica ad olio si mescola con l'attualità di un collage pittorico: maschile e femminile, umano e animale, vita privata e attualità si incontrano, si scontrano e si fondono per dare vita ad un racconto avvincente del nostro tempo.
La SUArte Gallery, direttamente dal centro di Roma, ci ha presentato tra gli altri, le opere di Simona G. Bonetti e le sue particolarissime “mappe”, un lavoro certosino ed incredibile che può essere apprezzato solo ad occhio nudo.
Tutte le opere sono realizzate su carta con disegni a china nera e di vari colori, tannini di castagno e oro, con ritagli e ricami. La loro originalità è data dalla tecnica dell’intreccio su carta, in cui due disegni identici si fondono in un’unica immagine. Una tecnica dell’artista protetta da brevetto. Assolutamente meravigliose!
Troviamo poi ArtHotel di Alessia Bennani con le opere straordinarie dell’artista della porcellana Yuriko Damiani, che per questa occasione ha presentato una serie di opere che parlano dell’armonia che da sempre lega estetica, etica e spirito dal Mediterraneo al Giappone antico. Così tra Antica Grecia e Giappone l'uomo cerca la stessa luce: che la forma riveli lo spirito e che la virtù abbia volto e respiro. Nelle opere della Damiani, nei suoi meravigliosi vasi troviamo tigri, ibiscus e gladioli, argento, oro, in un gioco di luci iridescente, che ammalia letteralmente.
Nella stessa galleria troviamo le 5 opere scultoree di Roberta Morzetti, OBSENTIA 25, BONADEA 25, UNI 25, VOLTUMNA_25, SATIVA_25 tutte dedicate all’universo femminile, realizzate in tecnica mista con resine lavorate a fuoco.
“Obsentia” indaga l’assenza come spazio di trasformazione interiore e rigenerazione profonda. Il titolo, che gioca tra absence ed essentia, suggerisce la tensione tra ciò che manca e ciò che permane come nucleo vitale dell’essere.
“Bonadea” è un’opera che riflette sulla forza rigeneratrice del femminile e sulla cura come atto sacro e quotidiano.
“Uni” celebra l’unità originaria tra l’essere umano e il mondo naturale, riconoscendo la salute interiore come armonia e non come conquista.
“Voltumnia” indaga la metamorfosi come forma naturale di equilibrio vitale e benessere.
“Sativa” esplora la cura del sé come pratica di coltivazione interiore lenta, ciclica, naturale.
Negli spazi della Regione Lazio, troviamo una storica galleria di Roma, Galleria Vittoria la più antica di Via Margutta che ha presentato un solo show di Guglielmo Mattei, tra piccoli e medi formati. Tra le “modelle” urbane di Mattei ci sono le stazione di servizio, la serie ‘L'ora delle streghe’, ritratte al crepuscolo, quell’istante sospeso in cui il cielo conserva ancora il bagliore del giorno mentre ai piedi dei palazzi cala già l’ombra. In questo dialogo Mattei trasforma la quotidianità in una scena sospesa, dove la luce sembra emanare una propria presenza silenziosa.
Una serie che incarna una dimensione più poetica, inquieta e riservata, un momento di passaggio in cui la città trattiene il respiro e la pittura diventa luogo di attesa, memoria e visione.
Mattei ci offre una sua riflessione sul tempo, dove ogni pennellata svela storie nascoste tra colori e stratificazioni materiche. La sua ricerca intreccia tecniche classiche e contaminazioni contemporanee, creando una sintesi perfetta tra passato e futuro.
Sempre negli spazi della Regione Lazio, veniamo abbagliati dal monocolore che campeggia alla Pavart Gallery di Velia Littera. La galleria di Monteverde Vecchio ci presenta la collettiva #Yellowmood
Esplorare il giallo come linguaggio visivo, un colore pensante, che vibra e trasforma sospeso sempre tra equilibrio ed euforia tra luce e follia.
In mostra le opere di Cleonice Gioia, Barbara Lo Faro, Valeria Magini, Prisca Tozzi, Marco Angelini, Davide Cocozza, Bruno Ferrari, Nino De Luca, Antonio La Rosa, Enrico Manera, Luigi Notarnicola, Pennyboy, Stefano Trappolini, Giovamni Trimani e Uter.
Il mio tour a Roma Arte in Nuvola finisce qui, l’appuntamento è all’edizione 2026!
Stefania Vaghi
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