Francesca Papa

Famiglia è il luogo dove ci si ritrova tutti insieme, non solo per abitudine, ma soprattutto per amore.

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Francesca Papa è una giovane scrittrice romana, autrice delle storie di Pongo, Penny e Rughetta, un gruppo di tartarughe che dalle pagine elettroniche delle sue pubblicazioni intrattengono da alcuni anni bambini e genitori. Dopo “Semplicemente Pongo”, “Il commissario Pongo e il mistero dei gamberetti” e “Il ritorno di Pongo” editi da Photocity, annunciamo l’uscita di un altro libro: “Aspettando te… ti racconto una storia”. Scritto durante l’attesa della piccola Elisabetta, che oggi ha più di due anni, il testo va a completare le avventure precedenti con il racconto dei retroscena delle storie. Francesca Papa non ha solo scritto libri per i più piccoli, ma si è dedicata recentemente anche al giallo per adulti. Ma l’amore per le tartarughe sembra non voler abbandonare la giovane romana per cui i più piccoli possono aspettarsi altre avventure. Per ora possono godersi l’ultima uscita.

Ciao Francesca, grazie per l’intervista. Per iniziare ci dici chi sei?

Grazie a voi. Sono una giovane scrittrice, con la passione per tutto ciò che riguarda arte e cultura.

Il tuo ultimo lavoro "Aspettando te... ti racconto una storia" ripercorre alcune vicende già pubblicate nei tuoi primi lavori, in particolare "Il commissario Pongo e il mistero dei gamberetti", intervallate da commenti e da una contestualizzazione di come sei arrivata a scrivere di tartarughe. Perché hai sentito l'esigenza di dare nuova veste alle storie di Pongo?

Mentre ero incinta di mia figlia Elisabetta, sentivo l’esigenza di mettere nero su bianco tutti i nuovi sentimenti che man mano provavo verso di lei, ricordando comunque quelli che ancora provo per i miei bizzarri animaletti da compagnia, le tartarughe che infatti vivono con me e con il mio compagno da molti anni. Ho scoperto questi animali quasi per caso in un negozio. Non potendo tenere cuccioli più ingombranti e impegnativi in casa ho preso Pongo e Penny, appunto. Da lì dopo alcune ricerche sul mondo dei rettili ho iniziato ad appassionarmi e non solo la famiglia è cresciuta, ma è diventata anche protagonista delle mie storie.

Come narri nel tuo libro, hai iniziato a scrivere per bambini come diversivo mentre scrivevi la tesi di laurea. Come invece si è trasformato in un viaggio continuo, ininterrotto da quel momento?

Pendo che per ogni artista sia un’esigenza innata e incontrollabile creare e proseguirne il cammino: è un modo per sentirsi sempre vivi e realizzati!

Convinciamo i lettori: perché una mamma o un papà dovrebbe leggere le storie di Pongo? E perché un bambino?

A detta dei miei lettori (piccoli e grandi), le storie dei miei piccoli rettili sono accattivanti, ironiche e scorrevoli nella lettura quindi mi sento di consigliarlo a chiunque voglia trascorrere dei momenti piacevoli.

La figura di Rughetta, la "cattiva", presenta due aspetti diversi: da un lato è astuta, furba e vendicativa; dall'altro è buona e rivela una storia pietosa. Avevi in mente questa complessità sin dal principio? C'è un intento didascalico in questa scelta? E in generale nelle tue storie?

Ogni storia sottintende una morale; nella mia è venuta fuori un po’ alla volta, seguendo le marachelle (realmente esistite) delle mie tartarughe, quando erano più giovani e agili.

Attraverso la fantasia, nei tuoi racconti hai provato a narrare le difficoltà e le scelte amorose di una coppia non convenzionale, Pongo e Penny, che dopo un amore forte, si allontanano, ma trovano ancora assistenza l'uno nell'altra. Mi sembra, quindi, che tu abbia provato a parlare dei modi di vivere sentimenti e affetti, tipici dell'età adulta, ai bambini. Come farlo? e perché?

Parlare ai più piccoli è sempre difficile: bisogna essere chiari, ma non troppo diretti; in ultima analisi, occorre parlare a cuore aperto, con molta dolcezza e pazienza, di quello che si è provato nella realtà quotidiana.

Credi che la letteratura per l'infanzia subisca l'influenza della produzione animata dedicata ai più giovani? Cosa pensi del successo delle fiction per bambini (come Violetta e Hanna Montana per esempio)?

La televisione e i cartoni animati hanno sempre influenzato i gusti personali dei bambini e di riflesso quelli dei grandi. Sono, però, orgogliosa di poter affermare che il commissario Pongo è unico nel suo genere perché è vivo, ben accudito e con un caratterino molto vispo e simpatico, a dispetto di altri format di successo mondiale, a volte asettici e convenzionali.

Sia nei tuoi testi per bambini sia nei tuoi gialli per adulti c'è una componente thriller. Mi sembra chiaro che ami questo genere. Ti va di parlarne?

In realtà l’espressione più corretta sarebbe: «adoro i gialli!». Il mio idolo, in assoluto, è l’inossidabile “Signora in giallo”, interpretata dalla splendida Angela Lansbury!

All'inizio del testo fai un breve commento sul mondo editoriale, evitando di entrare nel merito. Qual è la tua esperienza con questa realtà? In formato digitale Pongo riesce ad arrivare più facilmente nelle case dei tuoi lettori?

Per i giovani e sconosciuti scrittori, ma estenderei il concetto a tutti gli artisti emergenti, è difficile farsi ascoltare dalle grandi case editrici; invece quelle medio-piccole, specialmente digitali, ti danno libertà di agire, visibilità su internet e qualche diritto d’autore ogni tanto.

Hai presentato i tuoi lavori in biblioteche e scuole. Cosa amano di più i lettori dei tuoi personaggi? Quale è il tuo rapporto con loro?

I bambini amano sentir parlare, prima di tutto, delle mie tartarughe e di come sono cresciute insieme a me e al mio compagno; come del resto spero che continuino con mia figlia! Alcuni, alla fine, le chiedono anche ai loro genitori…

In questo periodo il dibattito pubblico ha affrontato il cambiamento delle famiglie oggi e delle unioni civili. Cosa ne pensi? Cosa vuol dire essere famiglia, secondo te?

Famiglia è il luogo dove ci si ritrova tutti insieme, non solo per abitudine, ma soprattutto per amore. Quindi sono favorevole alle unioni civili e spero che si realizzino presto in tutto il loro concetto più esteso!

Cosa pensi dell'offerta formativa e assistenziale per i genitori della tua città? Ci sono abbastanza asili a Roma?

Non è abbastanza per tutti i bambini, almeno quella pubblica; comunque ci sono dei criteri oscuri, che fanno vincere altri ormai da anni, ahimè!

Le tartarughe sono le protagoniste delle tue storie e sono anche tue compagne di vita, si può dire. Nel libro racconti il tuo primo incontro con loro. Cosa ami di questi animali?

Sono buffi, curiosi, a volte dispettosi, intelligenti. Prima erano più birichini adesso, per fortuna, sono molto più tranquilli.

Il rispetto della natura e i temi dello sviluppo sostenibile del pianeta sono fra quelli di particolare importanza e urgenza che il mondo contemporaneo si trova ad affrontare. Cosa pensi al riguardo?

Sono temi che saranno sempre più pressanti nel nostro futuro, a cui prima o poi dovremo tutti dare una risposta seria e completa, per noi e per i nostri figli che non meritano di vivere in un pianeta malato. Sta a noi occuparcene al più presto.

Empatia e sensibilità sono importanti per chi ama gli animali. Come si dovrebbe rapportare l'uomo con queste creature?

Quello che dico sempre a chi mi chiede come si allevano le tartarughe, è che si devono amare, rispettando i loro bisogni e curandole nel modo più opportuno quando sono malate, proprio come si fa con gli essere umani.

Stai lavorando ad un'altra storia? Progetti per il futuro?

Per adesso scrivo degli articoli on line. Ho appena finito un breve racconto inedito da presentare ad un concorso letterario. Vorrei, però, riprendere a scrivere un romanzo più spontaneo e che riecheggi vecchi ricordi senza il solito alone di malinconia: vedremo se riuscirò! Comunque, a fine di questa intervista, vorrei ringraziarti per le domande ma, soprattutto, per aver letto con la dovuta attenzione il mio libro: è questo, infatti, lo scopo principale del mio lavoro.

Michele Cella

www.francescapapa.it

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