Bernini E I Barberini, La Grande Mostra A Palazzo Barberini

Bernini E I Barberini, La Grande Mostra A Palazzo Barberini

A cura di Andrea Bacchie, Maurizia Cicconi

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“Gran fortuna è la vostra, o Cavaliere, di veder Papa il Cardinal Maffeo Barberino, ma assai maggiore è la nostra, che il Cavalier Bernino viva nel nostro Pontificato” queste le parole con le quali, papa Urbano VIII, fresco di nomina, accoglieva alla sua corte il genio di Gian Lorenzo Bernini, giovane scultore, architetto, pittore, urbanista, scenografo e costumista.

In mostra, fino al 14 giugno 2026, “Bernini e i Barberini”, alle Gallerie di Arte Antica, presso le sale di Palazzo Barberini a Roma. Il progetto espositivo è una ricostruzione visiva e cristica, basata sullo speciale rapporto, personale, intellettuale e politico tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini.

Nel quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro, “Bernini e i Barberini”, riunisce a Roma, importanti prestiti , provenienti da prestigiosi musei quali la National Gallery di Londra all’Albertina di Vienna, dal Thyssen Bornemisza di Madrid al J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Musée Jacquemart-André e il Louvre di Parigi, la Morgan Library di New York, la National Gallery of Art di Washington, fino alla Fabbrica di San Pietro in Vaticano, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, l’Accademia Carrara di Bergamo.

La mostra racconta la storia del Bernini, e il dialogo dello stesso con il Cardinale Maffeo Barberini, suo primo e decisivo committente. Tutto il progetto ruota sulla figura di Maffeo Barberini, eletto papa nel 1623 con il nome di Urbano VIII, che ebbe un ruolo fondamentale per le più radicali trasformazioni della storia dell’arte europea e la nascita del Barocco romano.

Tante le opere importanti in mostra, tra queste il San Sebastiano del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e il Putto con drago del Getty Museum testimoniano l’alba della scultura barocca, ed ancora prestiti eccezionali, quali Le Quattro Stagioni dalla collezione Aldobrandini, regalano al visitatore l’opportunità di approfondire il confronto di Gian Lorenzo con il padre Pietro. Incisioni, disegni e modelli, invitano ad approfondire il ruolo di Bernini nei grandi cantieri di San Pietro, dal Baldacchino alla crociera, dalla spettacolare Cattedra alla tomba di Urbano VIII.

L’esposizione a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, ricostruisce la nascita e lo sviluppo del Barocco, narrato attraverso un itinerario suddiviso in sei sezioni, per mezzo delle quali il visitatore può ripercorrere la carriera dell’artista, dagli esordi nella bottega paterna, alla piena maturità. Da Maffeo ‘scopritore’ di Bernini, alla nuova San Pietro, all’attività di Bernini come ritrattista pontificio. La quarta sezione è un capolavoro corale dedicata a Palazzo Barberini, luogo simbolico della Roma barberiniana e sede della mostra. Disegni, modelli e opere raccontano la nascita di un edificio, che rappresenta uno dei primi e più riusciti esempi di architettura barocca “corale”. Bernini, Borromini e Pietro da Cortona, collaborano e competono alla definizione di uno spazio che fonde la tipologia del palazzo urbano con quella della villa suburbana. «Apes Urbanae»: volti della Roma barberiniana, presenta una vera e propria antologia di busti della Roma di Urbano VIII, a la libertà di Bernini, il potere di Urbano VIII. Chiude la mostra, un ritratto pittorico di Urbano VIII attribuito a Bernini, immagine meno ufficiale e più intima, che suggella un rapporto fatto di protezione, controllo, complicità e tensione.

Stefania Petrelli

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