Giusy Busco

Scrivere con il fuoco

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Oggi incontriamo Giusy Busco, artista che si occupa di pirografia, dal greco antico: "scrittura col fuoco". Paesaggi e figure, un gioco di forme sottomesse alla maestria delle sue mani e alla potenza del fuoco.

Cos’è arte per Giusy?

Non c’è un termine che può essere usato per definirla.

Cosa ti ha portato alla pirografia?

A 12 anni mi appassionai al restauro di mobili d’epoca, e l’arte in generale mi affascinava, ebbi la possibilità di approfondire imparando presso una bottega di restauro del mio paese. Col passare degli anni mi sono dedicata al disegno sino a quando un giorno girando sul web vidi la foto di un lavoro pirografato, all’epoca non sapevo nemmeno cosa fosse, mi incuriosì molto e cercai più informazioni, acquistai subito un pirografo, e iniziai a sperimentare tanto da appassionarmi e farla diventare la mia arte.

Sul tuo sito definisci la pirografia un’arte antica ma moderna per le sue caratteristiche, spiegaci perché?

Un tempo la pirografia era una tecnica essenziale, si scavavano persino le piroghe col fuoco, e durante il Medioevo si incideva il legno allo stesso modo. Questa tecnica era anche una forma di arte grafica. Grazie alla scoperta dell'elettricità nel XX secolo apporta poi una soluzione comoda per arroventare lo strumento con cui pirografare, le sperimentazioni hanno portato a modificare quest’arte ma allo stesso tempo mantenerla originale, un mezzo d'espressione come tutte le altre discipline grafiche, l’importante è che venga impiegata per dar vita ad un'opera originale.

Un’arte sconosciuta a molti, per quale motivo secondo te, gli si dà così poco spazio e dove trova più riscontro?

La pirografia è stata sempre considerata come un’arte rude, veniva utilizzata per incidere zucche secche, decorazioni su manufatti ecc .. L’originalità la rende diversa, un impatto che incuriosisce.. frutto di quello che l’artista possiede.

Sempre sul tuo sito leggo che: La pirografia è la metafora del controllo, ogni scelta è tua. Quanto ti definisce ?

In gran parte. Vorrei osare, ma nello stesso tempo la pirografia non ammette il caso il tratto deve essere ben deciso.

Alla voce pirografia su Wikipedia è menzionato il tuo nome oltre a quello di altri artisti Italiani. Lo ritieni professionalmente un punto d’arrivo?

Professionalmente mi gratifica, lo considero un percorso avendo anche la possibilità di far conoscere quest’arte poco nota alla gente.

Quanto “fuoco” c’è nella tua vita?

Abbastanza per essere ispirata anche nelle mie opere.

Oltre ad occuparti di pirografia ti occupi anche d’altro. Parlacene un po’.

Attualmente mi diletto anche con acrilici, carboncini e gessetti… insomma sono sempre in fase di sperimentazione..

L’artista oggi. Ti senti Bohemien o è solo una visione passata?

Per certi versi un po’ lo sono, e non la vedo come una visione passata…

Cosa t’ispira di più? Il tuo quotidiano, le tue emozioni, la vita e il mondo che ti circonda….

Vengo ispirata da quello che mi circonda, resto incantata ad osservare la bellezza della vita, della natura e del tempo che si è fermato nelle meraviglie che ci hanno lasciato gli artisti del passato e le emozioni sono da cornice.

Quanta arte c’è nel tuo futuro e soprattutto quanta pirografia?

Non potrei vivere senz’arte… vedo tanta pirografia e non solo, e sarò sempre alla ricerca della perfezione.

Quante scottature hai preso alle dita?

Mi capita ancora… e ogni volta sorrido.

Concisa, «si lo so me lo dicono in molti...ma io sono così» mi ha detto, durante una chiacchierata su FB, lasciamo quindi parlare le sue opere e a voi il giudizio finale.

Grazie a Giusy Busco

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