L’Orgasmo Di Cristo Ovvero Uno Studio Su Wilhelm Reich

L’Orgasmo Di Cristo Ovvero Uno Studio Su Wilhelm Reich

Al teatro Studio 1 ottima prova di Simone Castano con un monologo da lui scritto e interpretato sull'opera del medico e psicanalista austriaco

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Un piccolo teatro, il buio, un uomo solo in scena, un pathos tanto forte da poterlo toccare e plasmare.

Simone Castano è pienamente padrone della situazione forse perché quel testo intitolato “L’Orgasmo di Cristo” che si appresta a recitare è suo in ogni sfumatura e frutto di una conoscenza che non è stata originata da una lettura ma da un vero e proprio studio fatto prima di tutto con passione.

Inizia così al Teatro Studio Uno la rappresentazione ispirata all’opera dal medico e psicanalista austriaco Wilhelm Reich, allievo diretto e stimatissimo di Sigmud Freud, noto per le sue ricerche sul ruolo sociale della sessualità.

Una vita da genio non proprio facile ma, comunque, un carattere ostinato a portare avanti le proprie idee nonostante la chiusura morale e politica della sua epoca. Per Reich l’ incapacità di arrendersi all’orgasmo portava le persone verso la nevrosi tanto che sperimentò un metodo terapeutico che doveva aiutare i pazienti a superare i blocchi fisici che impedivano loro di provare il piacere, per lui assolutamente centrale per la salute psichica.

In più considerava la repressione sessuale come la causa di traumi precoci che portavano verso il fascismo e l’autoritarismo inducendo una certa rigidità, nel fisico e nello spirito. Queste sue convinzioni lo costrinsero a  fuggire negli Stati Uniti a causa del nazismo dove continuò gli studi e la cura dei  pazienti ma, dopo alcuni anni, venne arrestato e rinchiuso in un centro psichiatrico dove morì per “morte accidentale” alcuni giorni prima del suo rilascio.

Un personaggio tanto affascinante da colpire Castano che partendo da lui si chiede come l’uomo e più in generale una certa società possa annientare chi si fa innovatore di nuove teorie che, comunque, potrebbero portare beneficio a tutta la collettività. 

Reich, infondo, era solo uno studioso  che ha prodotto delle scoperte preziose, allargando la riflessione alla natura dell’uomo e agli impulsi che lo inducono a uccidere e a fare guerre, piuttosto che vivere la propria vita in pace. Eppure è stato arrestato e poi assassinato perché pretendeva dai suoi simili un cambiamento di pensiero, e quindi di società, troppo impegnativo.

Da qui la genialità dell’autore e dell’attore di andare a ritroso nel tempo partendo dalla creazione dell’universo  fino a incontrare quegli uomini che condannarono Gesù Cristo solo perché non parlava la loro stessa lingua.

Al di là di un titolo forse troppo forte ma che, comunque, sortisce il suo effetto se non male interpretato, “L’ Orgasmo di Cristo” con assistente alla regia Valentina D’Andrea, ambiente sonoro Samuele Cestola, immagini video Davide Coluzzi, è una serie infinita di “perché” che trovano risposta proprio grazie all’opera di Wilhelm Reich che ci insegna che l’uomo, prima che trasformi la sua energia vitale in energia negativa e distruttiva,  non è cattivo come vogliono farci credere.

Il più grande pregio è la capacità dell’interprete di trasmettere ma non di imporre così come anche Reich forse avrebbe voluto fare. Simone Castano possiede, infatti, quella forma comunicativa che non vuole rivelare verità assolute ma lasciare a chi ascolta il grande dono della “riflessione”.

E lo spettatore se chiude gli occhi non ritrova più solo Castano ma i numerosi personaggi che l’attore con immensa bravura riesce a creare con un gioco unico di voce e mimica.

E per l’epilogo l’interprete si tira indietro lasciando la parola ai bambini perché “Cristo nasce ogni giorno in ogni bambino, ed ogni giorno viene ucciso da chi nega che un’altra strada è possibile, da chi non osa staccarsi dal così è e così sia”.

                                                                                         Rosario Schibeci

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