Atalanta Roma 2016

Grazie Francè!!! 301 volte grazie!

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ATALANTA (4-3-3): Sportiello; Masiello, Toloi, Paletta, Dramè; Kurtic, Migliaccio, Freuler; D'Alessandro, Borriello, Gomez. Allenatore: Reja

ROMA (4-3-3): Szczesny; Zukanovic, Manolas, Rudiger, Digne; De Rossi, Nainggolan, Florenzi; Salah, Dzeko, Perotti. Allenatore: Spalletti


Un vecchio adagio recitava: Aprile Dolce Dormire, inteso come quel torpore che ti invade nelle tiepide giornate primaverili quando anche alzarsi dal letto sembra un'impresa difficilissima.

A Trigoria stamattina deve essere accaduto più o meno lo stesso, giocare alle 12:30 implica un'alzataccia, forse mal digerita da tutto lo staff della Roma, perchè, non approfittare di un'opportunità come quella di oggi ha davvero del clamoroso, l'ultimo treno per il secondo posto perso miseramente per disattenzione ed imprecisione.

Dzeko... oggi ne sarebbe bastato uno, cinico ma efficace, si quello, quello che avremmo voluto vedere tutti.

Come accennavo, la Roma parte un po' addormentata, è presto, il sole è alto e la pratica viene chiaramente sottovalutata dalla squadra tutta, la sconfitta del Napoli galvanizza ma allo stesso tempo toglie cattiveria, toglie fame o forse più semplicemente la novità Spalletti ormai non è più una novità. Certo, non sono due pareggi a fare della Roma una squadra viziata e capricciosa ma un piccolo dubbio lo crea, anche perchè il buon Garcia si giocò la panchina proprio per una collezione smisurata di pareggiucci che non partano a nulla e la prestazione di oggi sembra davvero dura da digerire.

Un punto rosicchiato al Napoli ma aggrediti ai talloni dall'Inter, no, non l'ideale per questo fine di campionato dove tutti giocano sottotono e viene da rimpiangere anche il buon Borriello. Finisce 3-3, pur in vantaggio di due gol, i giallorossi non solo si fanno rimontare, ma anche superare, per poi chiudere faticosamente con un pareggio inventato dal sempre intramontabile Capitano.

Spalleti urla, impreca, gesticola, alza gli occhi al cielo fino a venire espulso, la Roma esce dal campo con aria di rassegnazione, tre punti che sembravano così vicini, ma la maturità mentale non si conquista con qualche vittoria. Alcuni equilibri in questa squadra sono fortemente legati al secondo posto, passato, presente e futuro racchiusi in un pugno di partite e forse noi spettatori che pensiamo di sapere tutto, sappiamo davvero poco.

Ci pensa Digne ad aprire le danze con un destro in diagonale che centra lo specchio della porta lasciando Sportiello a guardare le farfalle, 0-1, buona qualche minuto prima anche la chiusura su Dramè anticipando di un soffio Borriello, cattivissimo, eccitatissimo come un bimbo il primo giorno di scuola, fa la sua bella figura e si prende tutti gli applausi del caso, dal pubblico di casa e non. Il pubblico di casa. Bergamo è una ridente (forse) cittadina della Lombardia, sconosciuta ai più che sanno solo che si tratta di una città del nord, nord-est, nord-ovest, boh, una cittadina del nord che in fondo è conosciuta perchè ha dato i natali alla maggior parte dei “mille” nella spedizione di Garibaldi, e poi? E poi ancora boh, fortezze, torri, ma di storia veramente poca, la città e la squadra alla quale nonostante ciò il rispetto della maggior parte di noi non è mai mancato. Oggi i bergamaschi presenti allo stadio hanno dato prova di ignoranza e mancanza di rispetto, entra Totti, al quale anche il Bernabeu ha reso omaggio con applausi e standing ovation, ed il pubblico di casa lo accoglie con i fischi ma non ci aspettavamo tanto, cori di scherno nei confronti di un capitano che solo per la sua storia calcistica fa più notizia di 4 fiocchi di neve sulla quarta provincia Lombarda.

La squadra di casa ci prova al 27', grande recupero di Szczesny su cross di D'Alessandro, contropiede preciso e palla a Nainggolan che con uno schema perfetto Salah-Dzeko-Salah- Nainggolan sigla lo 0-2, la partita si mette bene e la volata per il secondo posto alla portata della squadra della Capitale. Digne non ce la fa chiede la sostituzione, ma mentre la panchina si scalda, il gol dell'1-2 dell'Atalanta arriva proprio su un suo ritardo nel coprire Gomez, cross per D'Alessandro che concluderà in porta 1-2, dove anche la mancanza di Szczesny pesa parecchio. L'Atalanta riprende sentimento e galvanizzata dalla bella prestazione che sta mostrando, si concede il lusso di avvicinarsi ancora con sfrontatezza nella metà campo giallorossa, sempre Gomez a creare confusione e Manolas abbandona la marcatura su Borriello che, colta l'occasione, trasforma nel 2-2 il parziale del primo tempo. Roma imbambolata o stregata, si tutta perchè al 41' Dzeko vince un contrasto sempre con un altro ex, Toloj, dribbla Sportiello e con un tiro a giro calcia verso la porta sguarnita...alto, clamorosamente alto sopra la traversa, anche i gabbiani in volo sull'Olimpico gli hanno garrito contro, su di lui mi fermo qui, deve crescere, deve giocare con continuità? Spalletti ha sbagliato, oggi ne ha avuto la certezza, l'impiego del tridente leggero aveva un motivo preciso, quella pareggiata era una partita delicata che poteva finire molto peggio. Gli ultimi fuochi del primo tempo sono tutti per gli ospiti, cross di Rudiger per Dzeko, ma Sportiello stavolta “presente” devia in angolo. Spenta ed affannata, poca voglia e poco impegno, nemmeno la scusa di qualche assenza importante, al momento salverei tutti e nessuno. Fa bene Spalletti in conferenza stampa nel dopo gara a rilasciare quelle dichiarazioni, l'entrata di Totti, il suo gol, lo sa anche lui che i suoi interventi sono risultati fondamentali, in questo momento se fosse caduto nel sentimentalismo avrebbe innescato una risposta pericolosa da tutta la squadra, è in questi momenti che rischiando di essere un po' “bastardo” che ottieni le risposte che cerchi.

Le squadre rientrano in campo con due animi diversi pur avendo lo stesso obbiettivo, Borriello cerca “vendetta” nei confronti di una squadra che in un certo senso l'ha snobbato e con l'ennesimo cross di Gomez sigla il gol del 3-2, bel gol per Borriello, buio profondo in casa Roma, che corre, spreca e si affanna, mal gestisce i palloni rischiando più volte un passivo molto più pesante. Borriello è irrefrenabile, sfiora la traversa prima e si vede deviare in angolo da Szczesny in angolo un pallone pericolosissimo, Spalletti gioca la carta El Shaarawy che al 65' prova a dare il suo contributo alla causa. Due minuti dopo la Roma ci riprova, Perotti crossa per Dzeko che di testa sbaglia ancora una volta mandando alto. Ultima carta a disposizione, entra Totti e sembra che la Roma riacquisti vigore, una delle sue “solite giocate”, colpo di collo esterno verso l'angolino il 3-3 ed un piccolissimo sospiro di sollievo, Grazie Francè!!! 301 volte grazie! Grazie anche per l'ennesimo assist per Dzeko, ma sai, ai piani alti tira una brutta aria!

Squadra spenta, una luce sola.


Laura Tarani

Immagine fonte: bliz quotidiano

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