Cris Gucci L'artista Che Rappresenta Emozioni

Cris Gucci L'artista Che Rappresenta Emozioni

Intervista all'illustratrice che sarà presente con la sua opera alla collettiva "Libera Mente in Libero Corpo" organizzata da T-Queef e Quirinetta

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Incontriamo la  giovane e promettente artista italiana Cris Gucci ,  presente anche lei con la sua opera alla collettiva "Libera Mente in Libero Corpo” in programma domenica 24 aprile al Quirinetta Caffè Concerto in via Marco Minghetti, 5 a Roma. La mostra si inserisce nell’evento “PièceOFF - Visioni senza filtri" ‪‎organizzato da T-Queef - Storielle che fanno rumore , il gruppo fb creato da T-Squirt, T-Queef, in collaborazione con Quirinetta e si svolge dalle prime ore del pomeriggio fino a tarda sera comprendendo anche Cinema , Workshop, Reading, Performance, Dj Set. Ma conosciamo meglio Cris Gucci, attualmente freelancer indipendente ma già pronta a sviluppare progetti e promuoversi attraverso la streetart. Quelle che ci presenta sono opere veramente interessanti dove traspare tutta la forza di un’artista destinato a diventare personaggio.

Se potessi scegliere di cristallizzarti in un ruolo tra illustratrice, pittrice,  writer… quale pensi ti renderebbe più appagata, emotivamente e professionalmente?
Credo che riuscire a mescolare il tutto, sarebbe veramente l’ideale. Comunque, serve tanto esercizio e diciamo che attualmente mi piace identificarmi nel ruolo di illustratrice.

Essere un  disegnatore freelance consente di vivere il mestiere in modo differente…?
Certo, i guadagni non sono costanti, ma lasciano il tempo per lavorare anche per se stessi e portare avanti il proprio stile. In più, diversi tipi di incarichi possono farti trovare in situazioni diverse e stimolanti.

In molte tue opere c’è una commistione fra elemento umano e animale. Ma sono gli uomini a trasformarsi in animali o il contrario…?
Animale e uomo sono la stessa cosa. Fin da piccola ho sempre disegnato solo animali umanizzati ,  poi mia sorella un giorno mi chiese il perché  non disegnavo le persone  e da li  ho iniziato a fare anche solo persone umane. Comunque  anche quando non sono evidenti i tratti animali dei miei soggetti, qualcosa di selvatico emerge sempre.


Nel tradurre il pensiero  in immagine, secondo te, c’è qualcosa che si perde o qualcosa che si guadagna rispetto all’originale?  Ci fai un esempio tratto dai tuoi lavori?
Dipende, le cose che si perdono  preferisco immaginare che si trasformino , quando inizio a disegnare , mi faccio trasportare in quel momento preciso dalla musica ,dall’umore , dal presente quindi se sto rappresentando un’emozione,  cerco di avvicinarmici il più possibile con una consapevolezza di cui conservo il sapore,  restando spontanea il più possibile e lasciandomi trasportare dalla composizione estetica e dalla gestualità della linea,  a volte ne colgo una ,subito giusta e continuo da quella.  Parto sempre da un vissuto che cerco di sintetizzare anche con simboli più o meno espliciti. ‘’ Legami’’, per esempio  è partito tutto da un ricordo e volevo  mantenere vivo lo stesso pathos . Nel disegno ci sono due corpi di donne legate insieme, immerse in un mare scuro, trafitte da un grosso ramo pieno di spine che entra in una di loro (o è addirittura inserito da una di loro) e fuoriesce dall’altro corpo con una rosa rossa non del tutto appassita . Le cose che vengono fuori dal disegno hanno una vita a sé, scollegate dal presente, e diventano comprensibili anche per me solo in un secondo momento.

Come definisci qualche elemento più erotico che traspare da qualche tuo lavoro…espressione di libertà in tutti i sensi o una sensualità che vuole mettersi in mostra…?
L’eroticità è chiaramente consapevole e voluta, prendendo spunto da ciò che vivo ,dai momenti, dalle esperienze quindi  immagino e disegno un pò tutto quello che voglio. Ma come l’erotico può diventare un’esperienza artistica, qualsiasi altra cosa può prendere il suo posto, si tratta sempre di svelare e mettersi in gioco.


Cosa significa per te partecipare a una collettiva come PièceOFF   “Libera Mente in Libero Corpo"…?
Questa volta parteciperò con una mia illustrazione ma non sarò presente, non essendo a Roma. Di solito tendo ad esserci sempre,  mi piace curiosare e vedere anche altre visioni diverse dalla mia. Ci tenevo ad esserci in qualche modo; poi il titolo “Libera mente in libero corpo”, mi piace.

Quanto è importante per te il colore nelle tue opere e più, in generale, nella tua vita…?
Il colore è fondamentale, parto dalla grafite con tonalità grigie e poi mi sbizzarrisco con le varie tinte digitalmente super sature . Ultimamente mi sono riavvicinata ai pastelli, più gestuali e infantili. Di solito parto mescolando forme e colori e solo in un secondo momento do un senso inserendo un contesto e soggetti.  Nella vita anche mi diverto con il colore, anche se ci sono periodi in cui il nero prevale di più, tendo però a spezzarlo con piccoli bagliori o segni quasi grafici ben definiti, come un bel rossetto rosso.


Si afferma  che nel writing è molto importante la componente di ribellione e vandalismo perché  rende questo fenomeno un qualcosa di molto energico. Sei d’accordo con questo…
Per quanto riguarda il writing, ci sono filoni di pensiero differenti e se ne potrebbe parlare e parlare. Io penso che ognuno sia sempre libero di fare e interpretare ciò che fa come meglio crede. Se ti commissionano un lavoro, serrande ,muri ,e quant’altro, non vedo perché non farlo, probabilmente non è in linea con la filosofia del vero writer, però l’importante per me è che ci sia uno spazio da riempire , dove riversare la propria visione del mondo e della bellezza, anche con ironia.


Al momento stai lavorando su un nuovo progetto?  Come pensi si evolverà la tua carriera di artista?
Diciamo che attualmente  sto lavorando per varie cose, quella che più mi esalta è in collaborazione con altre persone.  Ora con Rossana Calbi, che cura le mostre, voglio creare delle patch, in pratica delle toppe, tipo gli adesivi con la Signora scimmia che spargo in giro, solo sul tessuto, quindi mi si apre un nuovo universo di giacche e cappelli. Poi sinceramente non riesco troppo a pensare a lungo termine. Sono aperta a nuove occasioni . Il motto è ‘’non se sa mai’’.

                                                                                         Rosario Schibeci

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