Antonio Tallura

Ho seguito un percorso che apriva, man mano, a gioie, desideri e prime conferme. Da quel punto in poi ho dedicato a questo lavoro anima e corpo.

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Oggi Unfolding Roma incontra a Locri, Calabria, Antonio Tallura. Attore, vanta un curriculum di tutto rispetto: ha recitato al cinema, in tv e alla radio. Conosciuto nel piccolo schermo per aver interpretato la nota serie Tv Incantesimo per 8 anni, è recente il suo impegno nella Nazionale Calcio Attori.

Antonio, siamo felici di ospitarti. Nel 1981 ti sei diplomato presso l'Accademia d'Arte Drammatica di Roma. Com'è nata la tua passione per la recitazione?

Il mio amore per questo lavoro è nato a Locri, in Calabria, dove sono nato e cresciuto. Ho recitato al saggio della scuola ed è tutto iniziato come un gioco. Mi ci sono appassionato ed ho proseguito anche al liceo, mettendo sù un gruppo teatrale. Si trattava di un passatempo, nato anche un po' per noia, in una Calabria di metà anni Settanta, un modo per stare insieme. E' stato dopo il liceo che il gioco è diventata effettivamente una passione, perché mi sono trasferito a Roma ed iscritto all'Accademia d'Arte Drammatica. Lì ho seguito un percorso che apriva, man mano, a gioie, desideri e prime conferme. Da quel punto in poi ho dedicato a questo lavoro anima e corpo.

Attore teatrale, televisivo e cinematografico, hai all'attivo moltissime esperienze. Nel 2013 hai presieduto la giuria del Cinema di Tropea, chiamato a giudicare 10 cortometraggi in gara, e nel 2012 sei apparso nel corto pubblicitario di Pappi Corsicato per il brand Garofalo. Tra cinema, teatro e televisione vi è un genere a cui sei più legato?

Beh, l'amore vero è per il Teatro. Ho avuto la fortuna di entrarvi dalla porta principale con le grandi compagnie, da Giancarlo Sepe a Franco Zeffirelli. Il mio è stato un percorso teatrale ventennale, dopodiché è arrivata la televisione e poi il cinema. Nel tempo ho scoperto che non c'è poi questa grande divisione, eccetto forse per il metodo di rapportarsi ad un determinato genere. Certo in teatro sei sul palcoscenico, davanti ad un pubblico fisico ed hai modo di dare passione, respiro e parola ai personaggi testando la reazione dello spettatore istantaneamente.

La Locandiera, Medea, Riccardo III, Romeo e Giulietta: sono solo alcune delle opere per le quali hai recitato. Per la televisione, invece, hai fatto parte del cast di Incantesimo per 7 anni, ma anche di altre soap quali Vivere e Centro Vetrine. Come hai coniugato il successo teatrale alla vasta esposizione mediatica di una serie tv così popolare?

Sono stato uno dei personaggi di punta di Incantesimo, Nicola Freddi, con cui ho avuto un grande riscontro a livello nazionale. Il successo mediatico ha portato anche le prime conferme, come la nomination al premio Saint Vincent come attore non protagonista. E' stata una bellissima soddisfazione, ed il personaggio che ho interpretato per 7 anni aveva delle peculiarità ben distinte. Ero un medico, ma oltre alla professionalità, ero al centro di determinate trame perché punto di riferimento per altri personaggi, che si rivolgevano al dottor Freddi per problemi e paure di ogni tipo. Al contrario per Vivere ho interpretato un personaggio cattivo, e devo dire di essermi divertito molto. In Cento Vetrine ero un fascinoso medico di frontiera, anche in questo caso il successo è stato grande, inizi a percepire l'affetto delle persone perché sei inevitabilmente esposto ogni giorno, agli orari di punta, in casa dello spettatore.

Al di là del successo mediatico, quindi, i personaggi interpretati ti hanno lasciato tutti indistintamente qualcosa.

Assolutamente, e il pubblico era realmente affezionato al personaggio, perché entra in qualche modo nel quotidiano. E' stata proprio la quotidianeità della soap opera a comportare un cambio di rotta nella mia carriera, ancora oggi ci sono persone che ricordano con nostalgia Incantesimo (anche per le repliche che vanno regolarmente in onda). Un successo ed un momento molto bello condiviso indistintamente da uomini e donne.

Sei stato Docente di dizione presso la Scuola di Cinema e Televisione di Roma, raccontaci della tua esperienza con gli studenti.

Ho lavorato con la Scuola di Cinema e Televisione di Roma per 10 anni, ma ancora oggi incontro privatamente i miei studenti per consigli, opinioni o semplici aiuti per qualche esame. Ho semplicemente dato a loro ciò che ho ricevuto io, ciò che volevo mi arrivasse e ciò che ho ottenuto. Sono cresciuto in una piccola provincia calabrese, e le difficoltà per affrancarmi dal dialetto decisamente spiccato sono state forti. Ho avuto perseveranza e pazienza, perché lo strumendo della voce e della parola è la prima carta dell'attore. Mi sono divertito e sono cresciuto con loro.

Quindi hai rivisto un po' i tuoi primi passi.

Assolutamente. Ho iniziato la mia avventura in una Roma del '78, con tutte le problematiche del periodo. Di certo la mia famiglia non era molto felice della scelta, tra problemi economici e non, inoltre si trattava comunque di un distacco notevole. Dalla provincia calabrese alla Capitale andavi incontro ad un percorso decisamente nuovo, con paure e desideri contrastanti. Ho voluto quindi raccontare la mia esperienza ai ragazzi e continuo tuttora ad aiutarli a non desistere, a destare sempre l'interesse per il proprio sogno e soprattutto non arrendersi mai.

Hai nominato più volte Locri, la piccola provincia calabrese in cui sei nato e cresciuto. Hai scritto Poesie in vernacolo calabrese ed i racconti teatrali Nu Cuntu. Il legame con la tua Terra sembra veramente forte.

Sì, è inevitabilmente un legame stretto. Amo la mia Terra e la gente che ne fa parte. Scrissi Poesie in Vernacolo Calabrese e Nu Cuntu per non perdere me stesso. Per dire da dove provengo e mettere insieme tutti i ricordi di una giovinezza trascorsa nel modo più sereno possibile. I due libri che hai citato sono diventati dei anche spettacoli teatrali che ho messo in scena diverse volte.

Recentemente hai fatto parte della squadra Nazionale di Calcio Attori, raccontaci della tua esperienza in campo.

Ho abbandonato il calcio e lo sport tanto tempo fa, quando mi sono trasferito da Locri a Roma. Ho praticato diversi sport da ragazzo, calcio, basket, tennis, e sono stato realmente felice di aver accettato un invito diversi anni fa. Fui chiamato per una partita di beneficenza in Calabria, con altri attori, così da quella piccola esperienza sono attualmente costantemente impegnato con la Nazionale di Calcio Attori, di cui fanno parte diversi colleghi (tra cui gli attori Giorgio Pasotti, Edoardo Siravo, Carmine Recano, ndr). E' un mezzo per tenersi allenato e coniuga un progetto benefico a cui tengo molto. Il progetto ci ha portati a giocare anche oltreoceano. Siamo stati a New York, e a Montreal, dove siamo stati ospitati dalle comunità calabresi: abbiamo giocato per raccogliere fondi destinati alle tragiche conseguenze del terremoto in Calabria.

Un progetto che immagino si riveli soddisfacente e appagante.

Sì, perchè mi imbatto con una realtà di cui conosco l'esistenza, ma finché non l'affronti non te ne rendi conto di quanto sia devastante. Andare in giro con i colleghi e dare alle persone una semplice giornata spensierata, un sorriso, una mano, una fotografia...sono momenti che possono sembrare effimeri, ma che rappresentano, in determinate situazioni, forza, speranza e soprattutto coraggio.

Dove ti vedremo prossimamente? A teatro o di nuovo in televisione?

In tv mi vedrete in Squadra Antimafia Palermo Oggi. Ho avuto la fortuna di entrare a far parte di un cast molto affiatato, la serie ha avuto e continua ad avere un ottimo riscontro di pubblico. Interpreterò un boss della 'ndrangheta. E' stata un'esperienza forte, perché, anche se solo attraverso il mezzo della fiction, ho avuto modo di fronteggiare una realtà di cui il nostro Paese ha sempre pagato le conseguenze. Per il Teatro, invece, ho diversi progetti in cantiere, ma sono ancora ad una fase decisamente embrionale. Si saprà qualcosa di più in estate. Lo scorso anno ho recitato ne Il tartufo di Moliere con Franco Oppini e Corinne Clery, non vedo l'ora di tornare sul palcoscenico ed incontrare il pubblico.

Carmine Della Pia


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