Festa Di Noantri

Tradizionale ricorrenza dei trasteverini e dei romani tutti, dedicata alla Madonna Fiumarola

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Inizia nel fine settimana la storica "Festa di Noantri", tradizionale ricorrenza dei trasteverini e dei romani tutti, dedicata alla Madonna Fiumarola nelle due settimane di culto a Lei dedicate.


I Noantri sono i trasteverini, così qualificati per distinguersi dagli altri rioni di Roma, ovvero i Voantri, come narra l'antica leggenda della festa legata alla Madonna del Carmine, che cade il 16 Luglio.

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Il culto della Vergine risale a metà del 1500 quando fu ritrovata alla foce del Tevere una statua di legno della Madonna. La statua fu consegnata dai marinai ai Frati Carmelitani della Basilica di San Crisogono, che riconobbero in essa la vergine del loro ordine. La Madonna “fiumarola” divenne in questo modo protettrice dei trasteverini. Dopo vari spostamenti la Madonna fu collocata nella Chiesa di Sant’Agata dove ancora si trova. Da qui la vergine esce soltanto una volta l’anno, il sabato successivo al 16 Luglio; rivestita di preziosi abiti e gioielli donati dai fedeli, la statua è portata in processione da San’Agata a San Crisogono, dove rimarrà otto giorni per l'adorazione da parte di tutti i fedeli. Fin dall’inizio del secolo i trasteverini venivano avvisati dell’inizio della festa dai mandatari delle confraternite che percorrevano il quartiere accompagnati da tamburini dei granatieri. La statua portata in spalle da robusti “cicoriari” veniva accolta ovunque con rispetto e devozione. Passando in Via San Francesco a Ripa, riceveva gli onori militari dallo Stato Maggiore del Reggimento di Bersaglieri di stanza a Trastevere fin dal 1870. Il popolo che aveva seguito la processione si riversava nelle piazze e nei vicoli, dove venivano sistemati tavolini all’aperto per la mescita del vino, mentre i cocomerari, fusajari, grattacheccari e altri venditori esponevano la propria merce.

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La Trastevere di oggi, in questo periodo si riempie di bancarelle, di manifestazioni musicali e teatrali e le osterie all’aperto si riempiono di gente e turisti. Ma la festa popolare non è antica come quella liturgica; essa risale infatti agli anni venti del XX secolo, promossa dal Fascismo con intento di risvegliare feste e tradizioni popolari in Italia.


Nel tempo la festa si è trasformata per venire incontro alle esigenze turistiche, perdendo così il suo carattere popolare, ma conservando il suo forte sentimento religioso.


Stefano Boccia

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