Pago

Se fossi rimasto chiuso tra le mie quattro mura non avrei mai saputo cosa c'era al di fuori. La voglia di far sentire la mia musica era troppo forte per rimanere nella mia bellissima isola!

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È uscito lo scorso 24 giugno il videoclip del brano “El Camino del Amor”, nato da una collaborazione tra Pago e i Gipsy Gold. Si tratta di un lavoro discografico completamente inedito, che mixa le sonorità gitane del gruppo con la musica pop del cantautore. Per la registrazione del video è stata scelta la città di Venezia, luogo in cui gli artisti si sono conosciuti.

Pago, all'anagrafe Pacifico Settembre, nasce a Quartu Sant'Elena il 30 agosto 1971. Inizia la sua carriera musicale in Sardegna, cantando nella band “New Rose”. Successivamente decide di lasciare l'isola per cercare fortuna nel continente e, dopo una breve parentesi napoletana, si stabilisce definitivamente a Milano. Nel 2005 esce il suo primo singolo “Parlo di Te” e nel 2006, dopo aver vinto il talent show Music Farm condotto da Simona Ventura, pubblica il suo primo album “Pacifico Settembre”.

Nel 2009 pubblica il suo secondo album “Aria di settembre” preceduto dalla cover “Un'estate fa” in cui Pago canta insieme a Franco Califano.

Il nostro magazine ha il piacere di ospitarlo

Partiamo dall'inizio, raccontaci i tuoi esordi....

Ero un ragazzo innamorato della musica e volevo solo fare il cantante, così cominciai a suonare tutto ciò che mi capitava dall’organo bontempi di casa all’armonica a bocca per imitare i cantautori americani e il nostro Bennato, dalla chitarra di mio zio con tre corde al primo basso comprato con i primi risparmi. Negli anni ottanta, quando non entravo a scuola, mi ritrovavo con gli amici per strimpellare le nostre canzoni preferite. Un giorno decidemmo di formare la classica band da oratorio e da lì cominciai a fare sul serio… Da subito capii che quello era il mestiere che avrei voluto fare da grande e cominciammo immediatamente a proporci e a suonare dal vivo!

Durante la tua lunga gavetta hai fatto prima il bassista, poi il chitarrista acustico e infine hai deciso di vestire i panni del cantautore. Come è stata la tua evoluzione musicale? Quando hai capito che volevi scriverti da solo i pezzi?

In realtà la voglia di scrivere canzoni l'ebbi quasi subito, già a 14 anni scrivevo i miei primi pensieri in rima. Suonavo il basso perché non trovavamo un bassista disponibile, ma mi ero già innamorato da tempo della chitarra acustica e della possibilità di creare con questo meraviglioso strumento le mie canzoni.

Dopo aver iniziato la tua carriera in Sardegna hai deciso di migrare nel continente. Come mai l'hai fatto? Hai creduto che nella tua terra d'origine non potesse esserci per te un futuro?

Se rimani chiuso tra le tue quattro mura è chiaro che non saprai mai davvero cosa c'è al di fuori . Al tempo non c'era ancora internet e la voglia di far sentire la mia musica a più persone possibili era troppo forte per rimanere nella mia bellissima isola! 

Dopo Napoli ti sei trasferito a Milano. Come ti sei trovato in questa città? Cosa ti piace di più del capoluogo lombardo e cosa invece rimpiangi della tua terra d'origine?

Dopo Napoli toccai altre città importanti italiane alla ricerca disperata di un contratto discografico e di una meta dove poter coltivare i miei sogni musicali! Milano mi folgorò, la trovavo e la trovo ancora adesso una città meravigliosa per chi fa il mio mestiere. Hai la possibilità di incontrare artisti di ogni genere e questo aiuta a crescere, in più è strategica dal punto di vista logistico, raggiungi mete europee, e non solo, con molta facilità. Per chi ama suonare dal vivo è basilare!

Milano ha da poco cambiato il sindaco. Come vedi Giuseppe Sala, ex amministratore delegato di Expo 2015, alla guida della città?

Seguo la politica, ma ormai mi tengo distante. Faccio parte di tutti quegli italiani, e sono la maggior parte ormai, che si sentono traditi. È possibile che non ci sia qualcuno che abbia davvero voglia  di pensare agli italiani? Voglia di migliorare davvero il nostro paese? E questo discorso vale anche per chi governa le nostre belle città. Non ho più voglia di dare giudizi, se non a conti fatti! 

Nel 2006 hai vinto il talent show Music Farm condotto da Simona Ventura. Cosa pensi dei talent show? Credi che i giovani che vi partecipano oggi vivano questa esperienza in modo differente da come l'hai vissuta tu dieci anni fa?

La vivono diversamente perché in realtà il nostro non era un talent, era una gara tra artisti già conosciuti; come Califano  che si mettevano in gioco con emergenti come me ed ognuno aveva già, più o meno, detto la sua nel panorama musicale. Nei talent a mettersi in gioco sono artisti sconosciuti, che vedono, giustamente, in questi programmi televisivi la possibilità di diventare qualcuno. Purtroppo sono veramente pochi quelli che poi raggiungono un risultato; forse perché sono ormai veramente troppi, sia i talent che gli artisti. C’è una cosa che  accomuna Music Farm e questi nuovi prodotti, il fatto che siano tutti  show televisivi, come il Festival di Sanremo del resto.

Successivamente hai partecipato anche a Uomini & Donne. Come mai hai deciso di farlo? Non hai mai pensato che, essendo tu già un cantautore conosciuto, la tua partecipazione ad un programma per gente comune avrebbe potuto minare la tua credibilità professionale?

Io non ho mai partecipato a Uomini e Donne, forse vi ha confuso il fatto che sono fidanzato felicemente da quasi quattro anni con Serena Enardu, tronista che ha avuto molto successo…vista la quantità di bei ragazzi che girano all’interno del programma comunque… lo prendo come un complimento :-)

Tornando alla musica... Nel 2009 hai avuto un'importante collaborazione con Franco Califano. Come è stata questa esperienza? Cosa puoi dirci di Franco “persona” al di là del personaggio?

Chiaro che collaborare con una persona così ti lascia il segno; ha scritto pietre miliari della canzone italiana e stargli affianco in un progetto musicale non può che accrescere il tuo bagaglio. Un uomo all’apparenza cinico,dal cuore di pietra, che invece ho scoperto essere d’animo gentile, con molto amore da dare, sensibile e capace anche di emozionarsi; con me lo fece quando gli regalai una settimana di vacanza a Costarei in Sardegna, non lo dimenticherò mai.

Durante il tuo percorso di crescita professionale hai cercato ispirazioni anche viaggiando. Qual è un luogo che ti è rimasto nel cuore? Quale invece ha condizionato di più il tuo modo di fare musica?

Nel cuore ho senza dubbio Parigi, dove per amore della musica mi misi a fare pure l’artista di strada, mentre posso dire che non c’è un posto in particolare che mi sia rimasto nel cuore, che l’unico luogo che mi condiziona davvero è proprio il palcoscenico.

Parliamo ora della collaborazione con i Gipsy Gold. Come vi siete conosciuti? Da dove è nata l'idea di suonare insieme il brano “El Camino del Amor”?

Ci siamo conosciuti a Venezia grazie al Casinò che organizzò una serata in compagnia dei Gipsy Kings. All’interno di quella formazione vi erano i gitani più giovani, la nuova generazione , i Gipsy Gold appunto. Io ero lo special guest, l’artista italiano di quella serata. Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di stringerci la mano che già suonavamo insieme con allegria, un feeling nato immediatamente. Avevo scritto la canzone qualche mese prima; così, visto il rapporto creatosi, chiesi loro prima di ascoltarla e poi di farne una versione tutta loro e nel giro di poco decidemmo di far nascer questo progetto, col benestare dei leggendari Gispy Kings.

Loro sono un gruppo che fa musica gitana, tu sei prevalentemente un cantautore pop. Come avete fatto a fondere insieme le vostre sonorità? Il risultato finale è qualcosa che già vi aspettavate o è il frutto quasi casuale di un lavoro sperimentazione?

Visto le differenze ci aspettavamo di tutto, eravamo e siamo disposti a stravolgere qualsiasi cosa, se ci piace. Il lavoro che è stato fatto ha visto cambiare forma più volte alla canzone.

Come location per il videoclip avete scelto Venezia, città in cui vi siete conosciuti. Hai altri ricordi che ti legano alla città sull’acqua?

Nel 2006, quando venni a ritirare un premio della musica con la messa in onda su Rai Uno da un teatro di cui non ricordo il nome, facemmo il classico viaggio in motoscafo ed insieme a me c’erano altri artisti, fra cui in particolare Massimo Ranieri, che ho sempre adorato e che mi fece molti complimenti; fu una sensazione bellissima.

Come promuoverete questo singolo? Sono previste esibizioni live?

Useremo tutto ciò che è in nostro possesso: la mia App, Pago, dove c’è praticamente tutto,  e i vari social come Facebook (Pago Profilo Originale, Pacifico Settembre, Pago Fan Club), Instagram (pagoufficiale), Twitter (pagomusic) e il nuovo canale Youtube Pagomusic, dove invito tutti ad iscriversi, non solo per vedere il video della nuova canzone, ma anche perché a breve ci saranno delle vere e proprie chicche per gli amanti della musica e non… All’interno di tutto ciò si possono trovare le date dei concerti che faremo. 

Prossimi progetti... Puoi anticiparci qualcosa?

Stiamo pensando di coronare questa nostra collaborazione con un album, abbiamo già scritto delle tracce insieme e altre ne scriveremo, presto vi faremo sapere.
Un abbraccio forte e grazie per la chiacchierata. 

Adriana Fenzi

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