Pedigree Al Teatro India

Il lavoro di Enrico Castellani inaugura con successo la ventitreesima edizione della rassegna romana Garofano Verde, scenari di teatro omosessuale realizzata quest’anno grazie all’appoggio del Teatro di Roma.

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La rassegna romana Garofano Verde, scenari di teatro omosessuale ideata e curata da Rodolfo di Giammarco, festeggia quest’anno la sua ventitreesima edizione e riesce a realizzarla grazie all’appoggio generoso del Teatro di Roma che ha messo a disposizione per tre sere il Teatro India.

Una onorata carriera quella del Garofano Verde che, ormai, può dirsi fra le più esperte nell’approfondimento del sentire intellettuale e sociale di seria derivazione GLBT,  generando cultura in risposta a forme di violenza e di emarginazione oltre ad incrementare l’inserimento delle tematiche omosessuali nei palcoscenici italiani con pari dignità di qualunque altra corrente teatrale.

E, nonostante le difficoltà e la mancanza di sostegno, anche questa volta è stata organizzata un’edizione di tutto rispetto che ha previsto un calendario che, seppur ridotto, si rivela di grande qualità grazie anche alla disinteressata ed etica disponibilità di artisti e compagnie che hanno aderito a proporre uno spettacolo fondato su una creazione attuale ad hoc, un omaggio drammaturgico a un testo finora sconosciuto, o una replica straordinaria di una lettura scenica di un’opera di culto. 

Ad inaugurare la rassegna al Teatro India lo spettacolo “Pedigree” con cui Babilonia Teatri con la scrittura e la lettura di Enrico Castellani, e la cura di Valeria Raimondi, ha inteso esplorare la condizione delle conseguenze esistenziali dei vincoli tra esponenti dello stesso sesso, in questo caso due compagne-madri, approfondendo la psicologia di un giovane che è in sintonia (apparente) con le due genitrici e in conflitto (molto) con l’assente datore di sperma.

Ad essere presentata è stata una prima lettura del testo ancora in lavorazione che racconta, appunto, la storia di un giovane uomo, della sua famiglia con due madri, del padre donatore e dei suoi cinque fratelli di sperma sparsi per il mondo.

Castellani si presenta solo in scena aggrovigliato in una vecchia poltrona da dove comincia la sua lettura racconto che mescola il passato infantile con il presente ma anche con un futuro fatto di aspirazioni che non sa bene se realizzare. La domanda che gli fa un compagno di studi sull’identità del padre per la prima volta fa apparire come anormale quello che fino ad allora era stato normale ovvero il fatto di crescere con due madri. Ma a sconvolgerlo è soprattutto il fatto che la richiesta  non è solo quella ingenua di un bambino coetaneo.

Da quel momento, infatti, si rende conto che tutti quelli che lo circondano vogliono saperne di più su quella famiglia un po’ anomala che lui continua a difendere soprattutto in considerazione dell’amore che le due madri gli hanno dato e che si sono date fra loro.

Un’ottima prova di attore capace di rendere palesi le difficoltà di una nuova generazione che può trovarsi alle prese anche con genitori biologici e genitori di fatto, con nuove problematiche di identità e di coscienza.

Pedigree, ispira allo stesso tempo tensione e tenerezza portando a riflettere sui dubbi, sui diritti, sulle paure che può avere chi è nato in provetta anche se lascia spazio, comunque, a una ventata di ottimismo con un finale in cui il personaggio sembra trovare una sua pace interiore che può condividere ad ogni Natale anche con i suoi fratelli che lui definisce di “sperma”.

                                                                                                       Rosario Schibeci

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