Eduardo De Felice

Eduardo De Felice

Per me il successo è già essere riuscito a trasformare in canzoni quel che avevo dentro

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Dal 30 settembre 2016 è online il video “Succede così”, nuovo progetto discografico del cantautore Eduardo De Felice, che anticipa l'uscita, prevista per dicembre, dell’album “E’ così”, prodotto da Apogeo Records. Il videoclip, che accompagna l'omonimo singolo presente su web radio ed FM dal 19 settembre, è stato girato all’interno del Sanità Music Studio di Napoli con la regia di Mario Pistolese.

Napoletano, classe 1981, Eduardo de Felice è cresciuto con i dischi di Battisti, dei grandi cantautori e gruppi degli anni 70-80. Il 2014 è l’anno del suo esordio discografico con l'uscita dell’Ep “Viaggio di Ritorno”.

Il nostro magazine ha il piacere di ospitarlo.

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Cominciamo dall'inizio. Ti sei avvicinato alla musica a 12 anni, ma quando hai capito che avresti voluto farne la tua professione?

In realtà mi sono avvicinato alla musica da piccolissimo, ascoltando i vinili di mio padre di Battisti, Dalla, De Gregori e tanti altri cantautori e gruppi di quegli anni. All’età di 12 anni poi ho cominciato a studiare pianoforte, proseguendo successivamente da autodidatta. Credo di non aver mai pensato seriamente di farne la mia professione, in primis perché su certe cose sono molto realista, e poi perché l’ho sempre vista come uno sfogo, un ambiente in cui rifugiarmi, uno strumento per esprimere i miei stati d’animo e le mie sensazioni. Quindi in assenza di tutto questo, e ci sono dei periodi in cui capita, di certo non mi siedo a scrivere forzatamente qualcosa.

Mentre studiavi musica hai preso anche una laurea in “Tecniche di Radiologia”, come hai fatto a conciliare due percorsi formativi così diversi?

Infatti ho dovuto purtroppo, per un determinato periodo, privilegiare dapprima il corso di laurea e poi il lavoro, a discapito della musica. Anche se questa situazione non ha mai fermato il mio processo compositivo, tuttalpiù ha rallentato quello “divulgativo”.

Tra le tue influenze musicali possiamo citare i grandi cantautori del passato. In che cosa ti ispiri a loro ed in che cosa invece ti senti diverso?  Che cosa significa essere un cantautore oggi, rispetto a 30 o 40 anni fa?

Più che ispirarmi a loro, posso dire di averli ormai praticamente dentro. La musica di Battisti mi accompagna quotidianamente, ed è quella alla quale maggiormente mi ispiro; quella sua capacità di spaziare tra stili differenti, come il rock, il pop, la discomusic, l’elettronica, creando canzoni semplici, immediate ed eterne, ma scritte, suonate ed arrangiate in maniera spettacolare, meticolosa, e non lasciando mai nulla al caso, risultando così mai banali.
Ed io mi sento come un grande contenitore che ha acquisito nel corso degli anni tutte queste influenze e, prendendo inconsciamente qualcosa da ognuno di questi artisti, costruisco le mie canzoni in maniera comunque personale.
Oggi essere un cantautore è totalmente diverso rispetto a tanti anni fa. Io sono convinto del fatto che se Battisti o Dalla fossero nati 40 anni dopo, avrebbero incontrato tantissime difficoltà e magari non sarebbero nemmeno divenuti ciò che sono stati. Purtroppo è anche una questione socio culturale, perché il mondo è totalmente cambiato rispetto a 40 anni fa e, di conseguenza, sono cambiate le mentalità e le esigenze delle persone. Una volta bastava un juke box, un mangiadischi, una radio, o semplicemente una chitarra, ed ecco che si creava la magia che accomunava tante persone in spiaggia, fuori da un bar, su un muretto, su un prato, o all'interno di feste casalinghe dove le puntine dei giradischi consumavano i vinili. Oggi è tutto più frenetico, la gente non ha voglia di perdere tempo, di fermarsi e pensare, e la maggior parte delle canzoni di successo di oggi sono quasi costruite ad hoc: non sono altro che innumerevoli files, scaricati all’interno di una playlist di un lettore mp3. Fortunatamente ci sono anche tantissime eccezioni, ma purtroppo sono seguite soltanto da un pubblico di nicchia.

Quali sono a tuo parere i requisiti che servono a diventare un cantautore di successo? Che consiglio daresti ai ragazzi che si avvicinano a questo tipo di carriera?

Come ho detto prima dipende da cosa si intende per successo. Per me il successo è già essere riuscito a trasformare in canzoni quel che avevo dentro e che immaginavo soltanto, all’interno della mia stanza seduto al pianoforte, e di essere quindi riuscito a farle ascoltare ad altre persone, non importa se a 10, 100 o 10mila. Per cui l’unico consiglio che mi sento di dare è quello di crederci sempre, anche nei momenti di sconforto che purtroppo saranno tanti, perché si fa musica prima di tutto per se stessi.

Parlaci del video “Succede così”, online da oggi. Come si è sviluppata la regia? Da dove è nata l'idea di esasperare il contrasto tra la tua immagine, quasi immobile mentre canti, e il frenetico susseguirsi delle diverse situazioni dietro di te: sfondi che cambiano ed una ragazza che compie innumerevoli azioni?

Faccio una premessa. La canzone parla di un incontro casuale avvenuto su di un treno, è la descrizione di tutto ciò che avviene, in maniera del tutto “inaspettata e semplice”. Per cui l’idea più immediata sarebbe stata quella di un videoclip con ambientazione ferroviaria, ma era proprio ciò che non volevo, perché già il mio lavoro precedente,“Viaggio di ritorno”, aveva come copertina un treno in corsa, e nel videoclip del singolo di quell’EP, “E se per caso”, c’erano scene ambientate in una stazione ferroviaria. Per cui, non volendo apparire come il cantautore dei treni o addirittura come un dipendente delle Ferrovie dello Stato, ho deciso di comune accordo col regista Mario Pistolese, di ideare un videoclip che avesse soltanto nel susseguirsi delle scene e nella freneticità dei movimenti della ragazza l’idea della velocità e del movimento di un treno, in contrasto con la mia staticità.

Puoi anticiparci qualcosa dell'album “È’ così” in uscita a dicembre? Che tipo di disco dobbiamo aspettarci? Quali saranno i temi delle tue canzoni?

Per chi ha avuto modo di ascoltare il mio precedente Ep, posso dire che sicuramente sarà diverso da quello, è più veloce e meno di sottofondo. Stavolta sto curando io la parte dedicata agli arrangiamenti, per far si che, nel complesso, il disco possa suonare così come l’ho pensato  mentre componevo e arrangiavo i provini a casa con il computer. Anche per questo, e non solo per il ritornello di “Succede così”, ho pensato di intitolarlo “è così”. Il tema principale sarà sempre quello del rapporto tra l’essere umano e l’amore, visto sotto vari aspetti, ma non ci sarà solo quello..

Come nasce la collaborazione con la Apogeo Records?

Un incontro nato da una amicizia in comune. Un mio caro amico, al quale ogni tanto chiedo consigli, e al quale ho fatto ascoltare qualche mio provino, mi consigliò di rivolgermi ad Andrea De Rosa, e così feci. Lo contattai, gli proposi il progetto, gli feci ascoltare dapprima “Succede così” e poi tutti gli altri provini, e devo dire che lui fu da subito entusiasta. Da lì è nata una bella collaborazione.

Sei nato e cresciuto a Napoli. Com'è la vita di un'artista nella capitale del Mezzogiorno?

Esistono tante difficoltà in questa città, ed io ne sono un esempio, dato che per lavoro sono stato costretto a trasferirmi in Piemonte, dove ho vissuto per quasi 5 anni. Ma dal punto di vista artistico è davvero una città che non eguali al mondo. È unica e ti arricchisce ogni giorno, soltanto respirandola,  senza che te ne renda conto.

Un parallelismo con la tua città natale?

Credo che non se ne possano proprio fare, perché sono davvero due realtà completamente diverse.

Che futuro vedi per la tua città?

Negli ultimi anni c’è stata una crescita esponenziale del turismo, che fa molto bene ad una città meravigliosa come la nostra, che potrebbe vivere solo di questo. Per cui bisogna continuare su questa strada. Ma il cambiamento più importante credo che debba avvenire proprio in ognuno di noi, singolarmente. Dovremmo cercare di essere un po’ più educati, e più rispettosi verso la nostra città. Così Napoli potrebbe veramente essere il posto più bello del mondo, sotto tutti i punti di vista.

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Qual è il tuo punto di vista sull'immigrazione? Cosa dovrebbe fare l'Unione Europea per gestire quest'emergenza umanitaria?

Sinceramente è un argomento molto complesso e difficile. Perché ci sono troppi interessi in ballo che premono per far sì che la situazione sia quella attuale. Io ho capito, con il passare del tempo, che se alcune cose vanno in un certo modo è perché qualcuno di molto potente, oscuro ed influente, ha deciso, insieme ad altri pochi suoi simili, che così doveva andare. Perché altrimenti credo che basterebbe veramente poco...

Se avessi la lampada di Aladino e potessi esprimere tre desideri, quali sarebbero?

Mi piacerebbe avere una macchina per viaggiare nel tempo.

Puoi usare le pagine di Unfolding Roma per mandare un messaggio a qualcuno. Che cosa diresti e a chi?   

Direi a tutti di ascoltare ed acquistare il singolo e poi il disco, appena sarà pronto! Siate curiosi e seguitemi su Facebook, Twitter, YouTube, SoundCloud, Spotify e Deezer.  Qualora doveste ritenere interessante la mia musica, mi raccomando, supportatemi!


Adriana Fenzi

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