Milan - Sassuolo

Locatelli fa le cose per bene, la difesa un po' meno

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Da quando ha fatto il suo esordio in Serie A, il Sassuolo ha rappresentato più di una volta un crocevia importante per le ambizioni del Milan, purtroppo per i rossoneri quasi sempre negativo, fin da quando ci fu il famoso esonero di Allegri dopo la brutta sconfitta contro i nero-verdi. Lo scorso anno, proprio a San Siro, ci fu però una svolta: l’esordio di Donnarumma, il portierone che da quel momento non si è più schiodato dalla porta rossonera ed è diventato uno dei punti di forza della squadra.

A distanza di 11 mesi, la storia si ripete e questa volta il nome è quello di Manuel Locatelli: entra col Milan sotto per 1-3 al posto del contestatissimo Montolivo, segna il goal del pareggio al minuto 73 (come il numero che porta sulla maglia) e guida la carica dei rossoneri verso la vittoria finale, meritandosi il titolo di uomo partita che gli viene assegnato.

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La partita era iniziata con una sorpresa per parte, nelle formazioni: tra i rossoneri si rivedeva Luiz Adriano dal primo minuto, esterno al posto di Niang come provato in settimana da Montella, mentre Di Francesco dava spazio al diciottenne Adjapong, facendo di necessità virtù a causa dei numerosi infortuni e del turnover dovuto all’impegno infrasettimanale in Europa League. Esordio dal primo minuto anche per il paraguaiano Gomez, nel Milan, al posto del titolarissimo Romagnoli fermato da una botta presa in allenamento.

Rispetto al solito, il Milan aveva provato ad entrare in campo con uno spirito diverso da quello delle ultime partite, qualcosa su cui Montella lavora sul campo ogni giorno ed il risultato di questo forcing iniziale si era tramutato in un goal nel giro di 9’: bravissimo Bonaventura a partire in percussione centrale, saltare due difensori avversari e andare al tiro, lasciando di sasso un incolpevole Consigli. Un vantaggio durato poco, anzi pochissimo, perché nel giro di un minuto era arrivato l’erroraccio di Abate a rovinare quanto di buono aveva fatto la sua squadra fino a quel momento, regalando di fatto a Politano un pallone che non poteva non spingere in porta, a tu per tu con Donnarumma.

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Dopo un primo tempo piuttosto vivace, conclusosi con un’altra occasione sui piedi di Bonaventura e l’espulsione di Montella per proteste, ci si aspettava un secondo tempo spettacolare e così è stato, ma nella maniera che nessuno si sarebbe onestamente aspettato. Dopo un avvio arrembante del Milan (con Niang al posto di un Luiz Adriano spaesato nella posizione di esterno), infatti, è stato il Sassuolo a portarsi in doppio vantaggio con le reti di Acerbi e Pellegrini, quest’ultima complice un Gomez tutt’altro che perfetto, arrivate nel giro di due minuti l’una dall’altra.

Quando la partita sembrava ormai essersi messa su binari ben precisi e col Sassuolo avviato verso la vittoria, però, ecco l’episodio della svolta: poco dopo l’ingresso di Locatelli, l’altro subentrato Niang si procura un rigore, complici l’ingenuità di Antei e la generosità dell’arbitro Guida, Bacca trasforma e i rossoneri accorciano le distanze. Da qui si torna a quanto già raccontato all’inizio: al 73’ arriva l’eurogoal di Locatelli, con un tiro al volo di sinistro che non lascia scampo a Consigli, mentre pochi minuti dopo è ancora decisivo Niang, bravo a mettere un cross sulla testa di Paletta, che svetta sulla retroguardia neroverde ed insacca nell’angolo.

Le emozioni non sono però finite qui, perché ormai il Sassuolo attacca con la forza della disperazione ed il Milan si chiude nella propria metà campo per provare a ripartire in contropiede, ma l’ultima emozione è ancora una volta per gli ospiti, che al 90’ reclamano un rigore per una situazione simile a quella che aveva visto in precedenza Guida assegnare il penalty ai rossoneri, ma questa volta l’arbitro è meno generoso e lascia correre, estraendo anche un giallo per proteste.

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Dopo una girandola di eventi, la partita si conclude con la vittoria dei rossoneri per 4 – 3: un punteggio che si potrebbe definire meritato per l’impegno e la voglia di crederci fino alla fine, ma che si può rileggere in maniera negativa sia per gli errori difensivi che sono tornati a fare capolino non appena il reparto ha perso due uomini importanti come Calabria e Romagnoli, sia per la fortuna che ha comunque avuto la sua parte nella rimonta.

Si dice che vincere aiuta a vincere e Montella ha la possibilità di affrontare la pausa per le nazionali con il relax che soltanto una vittoria può dare ad un allenatore, ma soprattutto una posizione in classifica che siamo sicuri gli sta già facendo sentire quel “profumo d’Europa” di cui aveva parlato nella conferenza stampa precedente il match. La strada da percorrere è ancora lunga, ma per la prima volta negli ultimi anni sembra che sia stata imboccata quella giusta ed è una strada costruita da un Milan giovane ed italiano, proprio come quello che ha paventato negli ultimi anni la società guidata dal Presidente Berlusconi, i cui 80 anni sono stati festeggiati anche oggi a San Siro, pronto a dare il cambio alla cordata cinese da qui alla fine dell’anno.

Matteo Tencaioli

FOTO: AC MILAN

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