Dario Torre

Dario Torre

Il senso del fantasy ti rimane dentro

stampa articolo Scarica pdf

Dario Torre nasce a Napoli nel Novembre del '75. Una laurea in Storia e Filosofia che a suo dire sono «studi troppo classici, perchè se facevo il meccanico era meglio, così avevo più soldi». Insegnante precario, e poi mille altre cose nel tempo libero: si definisce musicista a tempo perso, con un gruppo con cui suona ormai da anni anche in giro per l’Italia, e poi scrittore a tempo pieno. Lo incontriamo proprio per parlare della sua attività di scrittore e del suo primo romanzo “Dominio” per Milena edizioni, in realtà primo capitolo di una trilogia.

L’intervista procede veloce parlando del suo libro e di tutto quello che di sè e del suo sapere ci ha messo dentro. La sua simpatia napoletana viene fuori quando scopro che in realtà mi trovo al telefono con un uomo che fa la fila all'ufficio postale per spedire un pacco. Quindi lo immagino seduto su un’anonima sedia, con il numeretto ed un pacco ben avvolto in una mano e il telefono nell’altra, tra due vecchine anche loro in attesa ma per ritirare la pensione. Un veloce calcolo matematico ci fa capire che l’attesa sarà lunga e quindi un’intervista ci sta! Con gli occhi sul display del turno che scorre lento, noi al telefono parliamo di libri, di storia, di filosofia, di cinema. La situazione genera ilarità ma dopo qualche attimo torniamo seri…

Dunque Dario non penso di sbagliare dicendo che la tua formazione ha contribuito alla stesura di questo romanzo...

Sì, per forza, puoi inglobare altre letture di miti e leggende, ma insegnando Storia al 90% influisce. Volevo prendere un'altra laurea in Teologia ma poi dopo qualche esame, ho mollato. Ho messo dentro un po’ di studi sull'ebraismo, gnosticismo, ecc..... Tutta questa macedonia di cose è confluita nella mitologia del libro.

Come ho già scritto nella recensione, è un libro ricco di riferimenti storici nascosti tra le righe che ad una prima occhiata sembra per soli appassionati, ma non lo è. La particolarità sta nel fatto che entrambe le componenti sono indipendenti, quindi non c'è bisogno di essere un appassionato di fantasy o necessariamente un appassionato conoscitore di Storia...

La mia formazione classica influisce così come la mia conoscenza molto vasta di argomentazioni storiche ma ci sono anche influenze cinematografiche derivanti dall'amore per il cinema anni 80. Per cui chi legge questo libro troverà anche citazioni e situazioni che definirei "marchi d'amore". Film, fumetti ed altro che in un modo o nell'altro mi hanno segnato. Crescendo con Goonies, Alien, ecc..il senso del fantasy ti rimane dentro. Molti criticano il genere ma è molto di qualità. Un genere di evasione che rompe la tradizione anni 70 dove necessariamente si doveva parlare di qualcosa di politico ed opprimente.

Come dicevamo ci sono molti riferimenti biblici e storici, dall'Ebraismo al Deuteronomio, dal conflitto Israelo-Palestinese fino al nazismo ecc... tutti argomenti molto forti che però sei riuscito a ben sposare con tutta una filosofia orientale e della meditazione. Una frase su cui ruota tutto il percorso dei personaggi: "Non sprecare la vita significa fermarsi un attimo e provare a capirla, penetrarla. Comprendere che noi siamo, in quanto noi stessi, irripetibili. 

Mi piace tantissimo il periodo nazista e quindi sono partito da quello rendendomi conto che potevo anche inserire altri riferimenti storici. I cattivi della storia non potevano non essere nazisti. Mi interessa molto il Taoismo ma deriva tutto dalla mia convinzione che la cultura, la Storia, la Filosofia e le usanze dei vari popoli derivino tutte da un ceppo comune, quindi il discorso della possessione della realtà che ti circonda, filtrata da te stesso, e poi rapportata alla stessa realtà, quindi essere parte di tutto è un concetto che esisteva già nelle civiltà pre-greche. Anche la cultura Zen ne parla e quindi mi sembrava la cosa più naturale. Essendo già stato scritto tutto, ci ho messo cinque anni per capire cosa dovevo utilizzare per spiegare una realtà fantascientifica e sono andato avanti solo nel momento in cui ho trovato soluzioni pratiche e materiali in certi aspetti.

Quindi hai fatto molte ricerche?

sono partito da alcuni testi sull'Ebraismo, lo Zen e lo Gnosticismo ho riletto un'altra volta la Bibbia e quindi la parte dei profeti, l'Apocalisse, tutto il Pentateuco, la simbologia di Giordano Bruno ecc...ho messo dentro il libro un po' di tutto! Io non mi ritengo ancora uno scrittore e non so come fanno gli altri ma mentre scrivevo veniva tutto naturalmente, ad un certo punto si è quasi scritto da solo! Non so spiegarlo...

Da cosa nasce l'esigenza di scrivere?

Per autodifesa. Mi piace un certo tipo di cinema. Ho letto in passato certi tipi di fumetti con atmosfere tipo Blade Runner, il Corvo, ecc... e amo gli scrittori cyber punk. In tutte queste letture però non trovavo quello che mi soddisfaceva a pieno, mancava sempre qualcosa. Anche in Star Wars che io adoro ed è per me una religione, manca l'elemento gotico, scuro e violento che io amo. Quindi ho deciso di creare la mia opera perfetta!

A proposito di creazione, all'interno del libro usi una lingua, è inventata o esiste realmente?

E' inventata da me. Nel primo libro è appena accennata ma nel secondo è molto presente e vi è anche la grammatica. Avevo bisogno di una lingua con un ritmo preciso quindi ho creato anche un minimo di sintassi, di frasi interrogative ecc.. Vorrei provare a studiare un po' di lingue antiche ma non ho avuto ancora il tempo. Ho fatto giusto qualche lettura e ci sono alcune parole persiane ed altre ebraiche anche un po' modificate

Sei molto simile a Vaiush (il protagonista)?

No in realtà, abbiamo soltanto gli studi in comune ma caratteri diversi anche se in molti vedono questa somiglianza. Per molti personaggi del romanzo mi sono ispirato ai miei amici.

Andiamo avanti. Il libro è pieno di opposti: ad esempio, vecchio e nuovo che si mischiano nelle città, nei mestieri (vecchi libri da tradurre e riversare su "ololibri"), ma soprattutto anche essendo un libro molto maschile, le figure femminili sono molto più pronte rispetto ai ragazzi che invece hanno paura, sono insicuri, cadono in battaglia e così via

Viene da un discorso filosofico, partiamo da Eraclito (gli opposti che si attraggono) quindi dove c'è opposizione c'è creazione e distruzione. E' fantascienza filosofica e ci sta tutta. Per quanto riguarda il contrasto tra vecchio e nuovo deriva dal fatto che mi piace lo Steam Punk. Nel romanzo c'è molto contrasto tra una natura fortissima che esplode fuori dalle città che sono estremamente cementificate. Ed è il mondo ideale in cui mi piacerebbe vivere, come il centro direzionale a Napoli, quindi un agglomerato di palazzi costruiti da un architetto giapponese negli anni 80, stile Blade Runner. Agglomerati urbani che nascono in mezzo alla natura, ai fiumi, laghi. E' una realtà che mi ricorda anche fumetti manga.

Per quanto riguarda le donne, il fatto è che io ho una visione molto poco maschilista. Odio l'espressione "Donna con le palle". Secondo me la donna non deve avere le palle, deve avere carattere. Le palle non c'entrano niente. Le donne hanno carattere perché sono autodeterminate in questa realtà. La società ha tolto il "carattere" alla donna, ma la donna ne ha moltissimo e mi piacerebbe che la smettessero di sentirsi meno di quello che in realtà sono. In questo primo libro gli uomini hanno bisogno di essere guidati perchè ancora molto giovani ma nel secondo sarà diverso...

Quindi c'è molta Napoli tra le righe?

Sì ce ne tantissima, la città di base dei protagonisti è proprio Napoli, ma è stato semplicemente un omaggio, perché poi non mi piace sbandierare ai quattro venti da dove vengo.

Una colonna sonora per un libro...

sì certo non potevo evitarlo visto che suono da 25 anni ed ho una band con cui suono in giro per l'Italia. Ho avuto l'idea ed ho chiesto alla mia band di aiutarmi. Improvvisando è venuta fuori questa colonna sonora. Volevamo allegare il cd al libro ma non è stato possibile. E' venuto fuori qualcosa sul genere di Vangelis...

Abbiamo parlato di anni 80, che differenze generazionali noti? anche come insegnante...

Ho molta fiducia nei ragazzi ma non nei genitori...rispetto alla nostra generazione i ragazzi sono molto svegli ma sono molto pigri, intelligenti ma pigri senza voglia di scoprire nulla. Noi forse eravamo più impegnati a scavare, a cercare perchè non c'erano i mezzi che ci sono adesso

E le nuove tecnologie, da questo punto di vista sono un vantaggio o uno svantaggio?

Non posso dire che sono uno svantaggio anche perchè sarei in contrasto con quello che scrivo che è molto futuristico. Penso che come tutte le cose dipende dall'uso che se ne fa.

Quanta attualità c'è in questo libro?

Ce n’è tanta, la guerra è attualità. Non ho scelto di parlare di guerra perchè va sempre di moda, come dire "parla di guerra tanto prima o poi una guerra scoppia", no, il punto è che noi siamo sistematicamente in guerra solo che nessuno se ne accorge. Per esempio: il problema del medio oriente è una cosa che va avanti da anni ma nessuno lo sa, se poi scoppia una guerra effettiva, quello è contingente, ma è così sempre.

"La storia tende a ripetersi": in base agli avvenimenti riguardanti l'immigrazioni, l'integrazione ed in generale l'onda xenofoba che serpeggia in po’ in tutta Europa, pensi che ci sia la possibilità di cadere negli stessi errori ideologici fatti in passato?

L'uomo è uguale, non è cambiato rispetto a cento anni fa, ma non penso si possa tornare a certi errori. La guerra e le varie situazioni che ho citato sono più che altro di carattere psicologico. Questa è una guerra psicologica che è più forte e subdola della guerra fisica. Fin quando si parla di guerra fisica se ne prende atto, è palese. Il problema nasce quando ti dicono che va tutto bene e in realtà non è così. Passa il messaggio secondo cui un popolo che vive una certa situazione è "il male". A quel punto non è più una guerra dove ti rendi conto di quello che succede, ma diventa tutto più subdolo, e adesso è così. C'è la guerra su internet, ci sono gli attentati, e tutto questo non fa altro che aumentare la nostra paura verso altre popolazioni ed altre razze e cresce il pensiero secondo cui vanno sterminate perchè pericolose. Ma questo non puoi saperlo se non studi la Storia e non capisci e non filtri quello che dicono i politici. Quindi siamo in guerra tutti i giorni ma è difficile rendersene conto.

Quanto, secondo te, in questo i media hanno la loro parte di responsabilità?

Il giornalismo oggi è immorale al 90%. Dovrebbe essere di denuncia ma punta al sensazionalismo, alla notizia. Tutto quello che vedo in tv per me è falso e non potendo andare a verificare sul posto, ti fidi ma non ti fidi, ascolti molti telegiornali ma sono comunque controllati. La gente dovrebbe studiare la Storia. Per fare un esempio: i talebani non nascono nel 2001, quindi il problema non è "Parigi" o Charlie Hebdo quelle sono scaramucce. Questi eventi fanno preoccupare la gente, il popolo, ma il problema non è quello, è molto più antico…

Pensi che il tema fantascientifico abbia lo stesso spazio che ha all'estero?

Assolutamente no! Il che è paradossale! Parliamo di fantastico che è meglio. Anche Dante è fantastico, anche Collodi, GianBattista Basile, Calvino ecc.. In italia c'è una bella tradizione che poi però si è bloccata. L'italia vive di questa sua presunzione di essere molto intellettuale. Quindi tutto ciò che è fantastico e fantasioso è serie B. Ma in realtà non è così...

forse si tende ad identificarlo come roba per bambini...

sì esatto, una cosa per bambini. Ma non mi pare che Salgari sia per bambini! Quindi l'Italia per certe cose vive molto di presunzione culturale. Per esempio agli Oscar non va "Gig Robot" ma "Fuocoammare". Poteva essere un'occasione per presentare una cosa diversa. Io conosco molti registi che hanno fatto dei corti autoprodotti molto interessanti anche di fantascienza. Quindi il materiale umano c'è, la capacità di realizzazione pure ma in Italia non si investe in queste cose perchè non è sicuro, meglio puntare su Muccino perchè ti fa gli incassi o su Zalone...ovviamente non ho niente contro Zalone!

Quindi è possibile una trasposizione cinematografica del tuo libro?

Ha già un taglio cinematografico, ma non so...lo dovrei tradurre e mandare all'estero. L'intenzione c'è perchè poi nella vita bisogna provare, ma in Italia no perchè ci sono troppi effetti speciali e quindi si spaventano! oppure me lo fanno diventare una smielazzata!

Il seguito?

Sono tre libri, il primo ha la copertina nera, il secondo rossa e il terzo bianca. Il secondo dovrebbe uscire l'anno prossimo. Ho già scritto i primi quattro capitoli ed è più pesante e angosciante. Anche il terzo è nella mia testa, quindi ho già un finale tranne qualcosa che devo rivedere. Per scaramanzia non scrivo nulla. Se questo va bene mi rimetto al lavoro...

Vuoi aggiungere qualcosa?

Assolutamente niente! Anzi come diceva Robocop: "Non siate indisciplinati".

Grazie a Dario Torre 

Francesca Uroni 

© Riproduzione riservata