Non C’è Più Religione Al Teatro Tordinona

Non C’è Più Religione Al Teatro Tordinona

La regia esilarante di Pietro De Silva e la scrittura della regista cinematografica Laura Girolami al suo debutto teatrale sono gli ingredienti dello spettacolo in scena fino al 30 ottobre con protagonisti Fabio Galadini e Cristina Pedetta.

stampa articolo Scarica pdf

Laura Girolami, regista sceneggiatore, montatore del mondo del cinema, debutta felicemente anche nel teatro con lo spettacolo “Non c’è più religione” in scena in prima nazionale al Teatro Tordinona di Roma fino al 30 ottobre in apertura della nuova stagione.

Sin dall’apertura del sipario, lo spettatore si trova coinvolto nel dialogo accesso dei due protagonisti che, attraverso metafore e frasi sottintese, cercano di non svelare, per pudore vero o falso che sia, quello che è e che è stato il rispettivo ruolo di vita.

L’una, moglie e madre tanto devota da sacrificare la propria vita sessuale, l’altro ex porno attore che pur non essendo avvenente, ha basato tutto il suo successo sul fatto di essere super dotato. Una professione che si può definire anche come rivalsa di chi ha avuto l’adolescenza difficile di non essere accettato dai compagni del liceo fra cui anche di quella ragazza, che, diventata ormai donna, viene quasi a implorare per potere godere di quegli stessi piaceri di cui ha potuto fino ad allora godere solo guardando tutti i film del suo ex compagno di classe.

Il bravissimo attore Fabio Galadini bene rende l’imbarazzo del suo personaggio capace di rimanere galante fino alla fine nonostante la paura di quella proposta indecente. Un aspetto trasandato e goffo, accentuato anche dalla scenografia della casa curata da Rosa Bernardini, sembra non rispecchiare affatto quel passato di gloria cinematografica e anche il suo rifugio nella fede sembra nascondere qualcosa di più compromettente.

La parte più movimentata della scena è sicuramente Cristina Pedetta nel suo ruolo di donna quasi isterica che arriva a tutto pur di concretizzare le sue fantasie sessuali. L’attrice non si risparmia nella sua recitazione frenetica che bene rivela tutte le caratteristiche del personaggio.

Pezzo dopo pezzo la storia di “Non c’è più religione” con l’ottima regia di Pietro de Silva, si costruisce attraverso il passato dei due con continui battibecchi che, a volte, possono generare un sorriso, altre volte attimi di riflessione. E addirittura può diventare facile per il pubblico schierarsi a favore dell’uno che non vede l’ora di cacciare quella donna dalla sua casa o dell'altra con il concretizzarsi di quel tanto sospirato e immaginato rapporto sessuale.

Ma forse il messaggio più bello che può venire dallo spettacolo è quando ciascuno dei due riesce a liberarsi dai proprio tabù dichiarando quello che sono e che provano apertamente senza più paura di essere giudicati.  

E il colpo di scena finale non è l’omosessualità dichiarata dall’ex porno divo rivelata anche dall’entrata in scena del  terzo attore Francesco Guglielmi (anche assistente alla regia), bensì il fatto che, senza saperlo, sin dall’inizio si è giocato a carte scoperte e che, forse, gli altri non sempre sono così inclini a condannarci per il nostro modo di essere. 

                                                                                               Rosario Schibeci 


© Riproduzione riservata