Ieri sera l’UnfoldingRoma era allo storico Teatro Ambra Jovinelli per l’inaugurazione della stagione teatrale 2016-2017. Ha aperto la stagione, lo spettacolo portato in scena da Elio, il celebre cantante milanese del gruppo rock demenziale Elio e le Storie Tese, in collaborazione con il pianista Roberto Prasseda.
“Largo al Factotum” in scena fino al 30 ottobre, è questo il titolo dello spettacolo, è un viaggio originale, raffinato e divertente nella storia della musica classica. Elio di musica se ne intende, è dal 1978, anno di nascita della band Elio e le Storie Tese, che calca i palcoscenici di tutta Italia e non solo. Come poter dimenticare le esilaranti esibizioni durante le varie kermesse sanremesi a cui ha partecipato assieme al suo gruppo.
Musica colta in vesti demenziali, perché i vari componenti del gruppo che si sono successi negli anni, sono degli ottimi musicisti capaci di spaziare dalla musica classica, al jazz, al rock, al punk e alla disco con estrema facilità ed altrettanta bravura.
Per tornare ad Elio, che è stato da sempre l’anima della band, gli si deve sicuramente riconoscere una comicità non-sense a volte difficile da recepire e digerire, ciò nonostante rimane un artista particolarmente eclettico capace di cantare, recitare, comporre e di prendere persino (2002) una laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano.
Il Teatro non è particolarmente affollato, quando arrivo penso di essere in forte ritardo perché non vedo la solita folla che riempie il foyer del teatro. Ordinatamente la gente inizia ad entrare e dopo essermi accomodato, vedo il teatro riempirsi, man mano, lentamente ma non è il pubblico delle grandi occasioni. Dopo il consueto quarto d’ora accademico, le luci si abbassano, una voce invita gli spettatori a spegnere i telefonini ed invita tutti ad accomodarsi. Lo spettacolo sta per iniziare.
Pianoforte a coda sul palco. Entrano Roberto Prasseda, è seguito da Elio vestito di un acceso completo rosso con sotto una camicia bianca che spezza decisamente con tutto il resto. Una ragazza giovane segue il maestro Prasseda vicino al pianoforte. Elio prende il microfono saluta tutti e avverte gli astanti di aver impegnato quasi tutte le risorse economiche dello spettacolo per ingaggiare la migliore gira pagine del mondo ed indica la ragazza che rossa di vergogna sorride alla battuta di Elio. Applausi.
Silenzio. Inizia lo spettacolo. Le note del Don Giovanni di Mozart riempiono la sala, Elio canta “Madamina, il catalogo è questo”. Il Celeberrimo elenco delle conquiste di Don Giovanni che Leporello fa a Donna Elvira nella scena quinta del primo atto di una delle più belle e famose opere del genio Salisburgese, scritto su libretto dell’italiano Lorenzo da Ponte.
Un’aria da Basso che Elio canta ed interpreta con discreta bravura. Applausi, applausi anche per la gira pagine sempre indicata e ricordata da Elio.
Torna il silenzio e Prasseda introduce “Non più andrai farfallone amoroso” ulteriore aria per Basso scritta da Mozart e tratta da Le nozze di Figaro. Di nuovo applausi.
Sembra di essere ad un concerto serio, sebbene Elio non dimentichi mai di non essere un cantante d’Opera, sebbene la voce ci sia ed anche la tecnica.
Da Mozart si passa a Gioacchino Rossini ed Elio assieme al maestro Prasseda ci dona una versione seria e faceta di Largo al factotum, celeberrima aria tratta dal Barbiere di Siviglia. Inizia a venir fuori l’Elio che tutti conosciamo: comico, divertente, serio, battute e improvvisazioni sul cantato. Qualche purista storcerebbe il naso, ma in fondo siamo venuti a teatro per veder cantare Elio e non certo Placido Domingo. Quindi, abbandonata la facciata seria e seriosa, lo spettacolo vira verso toni molto più rilassati e divertenti, ecco quindi una versione divertentissima di Un petit train de plasir scritta sempre da Rossini con i recitativi indicativi di Elio. Ci avviciniamo alla musica contemporanea, da L’opera da tre soldi di Kurt Weill passando per due canzoni di anonimo giapponese, a dir la verità non troppo divertenti.
Lo spettacolo si chiude quindi con la musica contemporanea di Luca Lombardi e le sue bizzarre miniature sonore dedicate ai piccoli animali a cui si aggiungono gli esilaranti testi di Elio: Minima Animalia. Ode ai pidocchi, zanzare e moscerini. Ho le lacrime agli occhi, lo devo ammettere. Finisce lo spettacolo ma Elio concede il bis con un’ode al Criceto sempre tratto da Minima Animalia. Applausi per il maestro Lombardi, il maestro Presseda, Elio ed ovviamente anche per la validissima volta pagina.
Alessio Capponi
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