Genoa - Milan

L’aeroplanino finisce il carburante. Juric riscatta il derby.

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Non è mai facile confermare un risultato eclatante come la vittoria sulla Juventus di tre giorni fa: non c’era riuscita l’Inter e non fa eccezione il Milan. Montella aveva avvisato del pericolo e dalle sue parole in conferenza traspariva una certa preoccupazione per il mancato recupero di energie fisiche e mentali dopo il big match di sabato sera ed il campo ha confermato le sue paure, nonostante il tentativo di cambiare qualcosa mettendo dall’inizio Poli al posto di Abate e Honda in luogo di Suso, uno dei pochi che finora non aveva mai riposato.

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L’inizio della partita non è dei più confortanti e fa capire un po’ come andrà la serata: dopo i primi dieci minuti di sostanziale equilibrio, un clamoroso errore del giapponese nell’attuazione del fuorigioco permette a Rincon di servire Ninkovic, esordiente dal primo minuto e fargli siglare il suo primo goal in Serie A. Il Milan non sembra in grado di reagire: senza i titolari, la fascia destra è spenta, dall’altra parte Niang sembra stanco ed incapace di incidere e, come spesso accade in questo tipo di partite, Bacca sembra uno spettro che si muove per il campo.

Adagiato sul vantaggio, il Genoa si accontenta di contenere il Milan e ci riesce senza troppi problemi: a fine primo tempo, per i rossoneri si registra soltanto un tentativo da fuori di Romagnoli al 25’ di poco a lato.

La ripresa inizia con gli ospiti volenterosi di recuperare lo svantaggio, ma senza grandi idee e la partita si complica ulteriormente quando al 56’ Paletta si dimentica di essere il migliore difensore rossonero della stagione e commette un ingenuo e pericoloso fallo su Rigoni, che l’arbitro decide di non perdonare estraendo il cartellino rosso diretto. Parte quindi una girandola di sostituzioni, che vede prima entrare Gomez al posto di Bacca e poi Luiz Adriano “ripescato” al posto di Niang, ma l’occasione giusta capita sui piedi di Poli, che solo davanti a Perin non trova la porta e spreca la possibilità di riportare il punteggio in parità.

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La regola più vecchia del mondo del calcio, quella del “goal sbagliato = goal subito” si concretizza all’80’: questa volta è Kucka il protagonista involontario dell’ennesimo episodio negativo della serata, deviando nella propria porta un tiro di Lazovic e portando il Genoa sul 2 -0. A questo punto, il match è praticamente finito ed il Milan smette sostanzialmente di giocare: ne approfitta Pavoletti che, sfruttando un errore di Romagnoli, si toglie la soddisfazione di tornare al goal e fissa il risultato sul 3 -0 finale.

La squadra di Juric festeggia, mentre Montella avrà da riflettere su quando successo questa sera: il problema principale non è stato tanto la mancanza di gioco, almeno in parte prevedibile dopo un match intenso come quello contro i bianconeri di tre giorni fa, quanto gli errori di alcuni giocatori che sono sembrati poco concentrati, sia chi avrebbe dovuto sfruttare il match per farsi notare (in particolare Honda), sia chi finora aveva contribuito a portare il Milan al secondo posto in classifica.

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Domenica ci sarà una sfida casalinga importante contro il Pescara, di quelle dove una squadra che punta all’Europa deve pensare soltanto ai 3 punti: questa volta ci sarà qualche giorno in più per ricaricare le pile e gli errori visti contro il Genoa dovranno essere studiati per non essere più ripetuti. In difesa ci sarà certamente da aggiustare qualcosa, vista la squalifica di Paletta e bisognerà capire se arriverà il momento di Gomez o si punterà sull’esperienza di Zapata, rivistosi stasera in panchina dopo il lungo infortunio. A centrocampo non si escludono sorprese, a partire da Sosa (finora uscito sconfitto dal ballottaggio con Locatelli), fino all’oggetto misterioso Pasalic, gioiellino proveniente dal Chelsea e finora impiegato soltanto in amichevole. Scalpita davanti anche Lapadula, sicuramente desideroso di essere in campo contro la squadra che ne ha fatto la fortuna e forse più in palla del Bacca visto nelle ultime giornate.

Matteo Tencaioli

FOTO: AC MILAN


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