Salvatore Gorgone

Salvatore Gorgone

Correre rende più forti e abitua al sacrificio

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Non è mai troppo tardi per appassionarsi a uno sport e questo lo sa bene Salvatore Gorgone. Classe 1950, calabrese trapiantato a Milano, Salvatore Gorgone, nel 2012 si è avvicinato completamente all’atletica e in soli 4 anni ne ha fatto una ragione di vita girando il mondo. Si tratta di uno sportivo di 65 anni che in poco tempo è diventato un vero e proprio esempio: un corridore che ha partecipato a ben 167 maratone (tra percorsi lunghi, ultra e mezze maratone) percorrendo circa 8000 km e che nel 2015 ha raggiunto un record molto speciale correndo in ben 43 gare di cui 9 ultra maratone. Gorgone, laureato in ingegneria meccanica, professionista nel settore finanziario, marito e padre unisce tutti gli impegni alla passione per la corsa che l’ha portato a viaggiare molto visitando così numerose città, solo per citarne qualcuna: New York, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Gerusalemme, Colonia, Istanbul, Seoul, Nuova Delhi, Boston; e adesso, visto che il giro non si ferma è pronto per rappresentare l’Italia domenica 30 ottobre alla maratona di Shanghai, per trasferirsi poco dopo a New York e partecipare anche ai 42.195 km in programma il 6 novembre nella città americana.

Gorgone prima della prossima gara ha parlato di sé e della sua attività sportiva nel corso di un'intervista. Queste le sue dichiarazioni:

La prima domanda riguarda il prossimo impegno, la maratona di Shanghai. Cosa si aspetta da questa maratona (qual è il tempo da fare)? 

Per questa corsa non mi interessa il tempo di gara. Approfitterò della maratona per guardare con attenzione la città, quasi come se fossi un turista. Tempo previsto: 4h e 10 minuti. 

Dopo Shanghai andrà a New York e in questo caso è la terza maratona in 4 anni: che cosa ha di speciale e se ha un ricordo in particolare della maratona di New York?

Posti bellissimi, pubblico allegro, tanto tifo durante la gara: mi incitano scandendo il mio nome che leggono sulla maglia. Poi New York è la maratona più conosciuta e quella caratterizzata dalla maggiore partecipazione di pubblico al mondo. 

La sua passione per la corsa è iniziata nel 2012: può raccontare com'è successo e cosa l'ha spinta a correre?

Ho sempre corso, ma in maniera molto limitata e per piccole distanze. Nel 2012 un mio parente mi ha spinto a correre assieme la mezza maratona Roma-Ostia. Trovai la gara molto divertente e, soprattutto, non feci alcuna fatica per terminarla, con un tempo di 2 ore e 7 minuti. Quello fu il momento in cui scattò la scintilla.

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Lo sport oltre a essere importante per la salute incide sul carattere e la forza di una persona: da quando ha iniziato a correre lei è cambiato?

Ho sempre avuto un carattere forte e risoluto. La corsa ha ulteriormente aumentato tali caratteristiche. Inoltre, la possibilità di pensare durante lo svolgimento delle gare, mi ha reso più riflessivo e più portato al sacrificio, non solo fisico, ma soprattutto mentale.

Immagino segua un programma alimentare preciso: può descrivere qual è la sua dieta?

Immagina bene. La dieta per me è di fondamentale importanza. Mangio pochissimi carboidrati (al contrario di quanto normalmente si creda - quando capita si tratta comunque di pasta integrale), mentre sono un forte consumatore di verdura, frutta e proteine.

Ogni giorno corre 10 km, come si svolge la sua giornata visto che ha anche una vita lavorativa particolarmente impegnativa? Dove trova la forza?

I 10 Km giornalieri li faccio al mattino presto. Se non devo accompagnare i bambini a scuola esco verso le 7 e torno verso le 8. Nel caso opposto anticipo di un’ora l’uscita. Per le 8,30, massimo le 9 sono in ufficio tutti i giorni. Non è per me un grosso sacrificio in quanto mi bastano poche ore di sonno per riposarmi e il mio corpo si riprende molto velocemente dalle fatiche.

Questa dedizione per la corsa incide sulla sua vita e sulle persone che le stanno intorno? E come?

Certamente. Cerco di sopperire alle inevitabili mancanze portando spesso i miei figli con me in giro per il mondo.

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Ha partecipato in 4 anni a ben 167 maratone, qual è il ricordo più bello e quello più brutto (dove ha avuto difficoltà o problemi) di tutte queste maratone fatte in giro per il mondo?

In realtà 167 sono maratone, ultra maratone e mezze maratone. Il ricordo più bello è legato alla maratona di Gerusalemme (per i posti incredibili, per l’atmosfera particolare che si vive in quella città) e alla 161 Km di Berlino, che gira attorno all’ex muro di Berlino (per i tragici eventi storici legati alla presenza del muro). Il ricordo più brutto è legato alla maratona di Nuova Delhi a causa della monotonia del percorso e della totale assenza di pubblico.

Lo sport fatto a certi livelli nasconde sempre un risvolto negativo, mi riferisco al doping. Cosa ne pensa?

Mi dispiace molto per gli atleti che si dopano. Si prendono in giro da soli e distruggono la loro salute. Penso che siano deboli e per nulla convinti delle proprie possibilità. Lo sport dovrebbe essere un divertimento e il raggiungimento degli obiettivi dovrebbe essere una conseguenza.

Ha un'opinione anche in merito a quanto successo prima e durante le Olimpiadi con il caso del marciatore Schwazer?

Schwazer ha sbagliato in passato e lo ha ammesso. Non ho un’opinione in merito all’ultimo caso delle Olimpiadi in quanto non conosco i fatti né quale sia la verità.

E a proposito di Olimpiadi, che ne pensa della mancata candidatura di Roma per i giochi del 2024?

Da sportivo non posso che esserci rimasto male. Dal punto di vista politico e della sostenibilità finanziaria dell’iniziativa non prendo posizione in quanto non mi sono interessato né informato della questione. Una colpa della politica è comunque quella di non essere sufficientemente chiara sugli effettivi costi e ricavi di tali iniziative.

Sport e cinema. Immagina un film che parli della sua vita da maratoneta?

Addirittura. Non mi sono mai posto questa domanda e devo dire che leggendola ho iniziato a pensarci. Perché no?

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Qual è il suo motto, quello che la spinge a non mollare quando si allena e quando corre?

In effetti ho un motto: “volli, e volli sempre, e fortissimamente volli”, celebre frase di Vittorio Alfieri. Ho un trucco per non mollare anche nei momenti di crisi. Fissare un obiettivo parziale raggiungibile e, al suo superamento, fissarne immediatamente un altro con le medesime caratteristiche. Nella corsa fisso un punto visibile da raggiungere. Una volta raggiunto, fisso un punto intermedio successivo e così via fino alla fine della gara.

Dopo Shanghai e New York quale altra gara la aspetta?

Le prossime gare sono tutte in Italia. Mi piacerebbe andare in Cambogia e Vietnam, ma questo lo potrò fare solo se troverò degli sponsor.

Come mai non si ferma un momento e corre così tante maratone in giro per il mondo? Ha un obiettivo, un messaggio o forse vuole raggiungere un qualche record (se può indichi anche i tempi che fa in gara)?

Si ho un obiettivo. Quello di girare il mondo ed esplorare le città da un punto di vista privilegiato, cioè a piedi. Non sono particolarmente interessato ai tempi, anche se, considerata l’età, sono molto buoni. Il mio record sulla maratona è di 3h e 33 minuti (maratona di Pisa) e spesso, soprattutto nelle ultra maratone, arrivo primo di categoria. Il messaggio è semplice e vale per ogni cosa della vita: non mollare mai.

E a proposito di record, quanti ne ha già battuti?

Bella domanda. Non lo so, non ho mai fatto una ricerca approfondita su questo aspetto anche perché non è un mio obiettivo quello di ottenere record. Comunque in Italia sono uno tra i pochissimi della relativa categoria in grado di correre in un anno un numero così elevato di maratone, mezze maratone e ultra maratone con tempi decisamente buoni.

L'ultima domanda riguarda chi, tra grandi e piccoli, pensa di avvicinarsi alla corsa. Cosa direbbe loro? Perché correre?

E’ difficile spingere un bambino alla corsa “lenta”; per natura sono portati a voler disputare le gare di velocità. Mio figlio grande (Lorenzo di 12 anni) è portato per queste gare e le fa con piacere, mentre l’altro mio figlio (Marco di 9 anni) è più appassionato di calcio. Perché correre? Perché ci rende più forti. Perché aiuta a superare le difficoltà e i problemi. Perché abitua al sacrificio. Perché permette di ragionare e di stare da soli con se stessi per lunghi periodi.

Grazie a Salvatore Gorgone per l'intervista.

Sabrina Redi 

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