Milan - Inter

Ombre cinesi sul derby. Berlusconi in tribuna per l'ultima volta?

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Tutte le storie sono destinate a finire, prima o poi, anche le più belle. Lo sanno bene gli interisti, che nell’ottobre del 2014 hanno visto Moratti lasciare la carica di presidente dopo quasi vent’anni di gestione culminati nel famoso triplete nel 2010. La stessa sensazione la proveranno i tifosi rossoneri il 13 dicembre, giornata prevista per il famoso closing con la Sino-Europe Sports, la cordata cinese pronta a rilevare il Milan dopo 30 anni di presidenza Berlusconi, che ha portato la propria squadra ad arricchire la bacheca come nessun’altro in precedenza, nonostante gli ultimi 5 anni non all’altezza di quanto fatto in precedenza.

Il derby di questa sera potrebbe dunque entrare nella storia come quello che ha rappresentato una sorta di passaggio, che porterà le due squadre di Milano ad essere in qualche modo unite sotto la stessa bandiera: quella rossa a cinque stelle della Cina. I tifosi sono divisi: se da un lato c’è chi è contento dell’arrivo di nuovi capitali da investire in un mondo del calcio ormai costosissimo e globalizzato, i più nostalgici rimpiangono già i tempi in cui le proprie squadre trionfavano in Europa con proprietà completamente "tricolore".

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Il primo impatto dell’era cinese si vede già nella formazione dei nerazzurri: giocatori come il portoghese Joao Mario, secondo acquisto più costoso della storia dell’Inter e Candreva, arrivato in estate per una cifra complessiva intorno ai 25 milioni di Euro. Dall’altra parte della barricata, si trova invece un Milan che con l’arrivo di Montella ha fatto di necessità virtù e ha deciso di affidarsi più ai giovani, rispetto ai giocatori provenienti dal mercato: da Niang a Suso, fino a Romagnoli e Locatelli, il tutto senza dimenticare Donnarumma: vera e propria pietra preziosa nelle mani della società di via Aldo Rossi e titolarissimo già dallo scorso anno, quando Mihajlovic ebbe l’intuizione ed il coraggio di farlo esordire contro il Sassuolo.

In mezzo a tutto questo, rischia quasi di passare in secondo piano un esordio importantissimo: quello di Stefano Pioli sulla panchina dell’Inter. L’ex-tecnico della Lazio, da una dozzina di giorni alle dipendenze della squadra per cui non ha mai nascosto di fare il tifo, pare stia pensando ad una vera e propria rivoluzione in vista del derby, con il passaggio ad un basilare 4-4-2 che prevederebbe l’arretramento di Medel in difesa, il ritorno di Kongdobia e Brozovic a centrocampo e l’impiego di Eder come partner di Icardi in attacco, nel ruolo a lui più congeniale.

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Montella in conferenza si è detto spaventato non tanto dall’arrivo di un tecnico che conosce bene sulla panchina dei nerazzurri, quanto dalla voglia di questi ultimi da fare bene contro una diretta concorrente e la possibilità che si veda la stessa rabbia che avevano saputo mettere in campo contro la Juventus. Da parte sua, il tecnico di Pomigliano d’Arco ha deciso di nascondere un po’ le carte e lasciare il dubbio su chi sarà tra Bacca e Lapadula a guidare l’attacco rossonero, mentre da Milanello filtra la notizia di un inaspettato impiego di Romagnoli, che si sarebbe ripreso a tempo di record dall’infortunio patito in nazionale. La decisione definitiva verrà comunque presa dopo l'ultimo allenamento previsto per oggi.

Dopo qualche anno di derby un po’ in sordina, dunque, la stracittadina milanese torna a destare interesse come ai bei tempi e non soltanto per quanto detto fino a questo momento e per la “sfida nella sfida” tra due tecnici tifosi della squadra che allenano, ma anche e soprattutto per la classifica. Torna infatti ad essere in palio l’Europa e si tratta di quella che conta: se il Milan dovesse vincere, infatti, confermerebbe il terzo posto in classifica e non potrebbe più nascondersi di fronte ad un obiettivi che ad inizio stagione sembrava totalmente fuori dalla propria portata. Al contrario, se la partita dovesse aggiudicarsela l’Inter, si rifarebbe sotto nella lotta per le posizioni che contano e si avvicinerebbe un pochino ai cugini che attualmente hanno un vantaggio di 8 punti.

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Un’ultima curiosità: un paio di giorni fa, Montella è stato avvistato a parlare con il suo pupillo Jovetic in un ristorante milanese. Il tecnico non ha mai nascosto la sua stima per il montenegrino, che attualmente trova pochissimo spazio proprio nell’Inter e non si esclude che qualcosa possa muoversi già a gennaio, spostando il derby dal campo al mercato.

Matteo Tencaioli


Probabili formazioni:

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate, Paletta, Romagnoli (Gomez), De Sciglio, Kucka, Locatelli, Bonaventura, Suso, Lapadula (Bacca), Niang. All. Montella

INTER (4-4-2): Handanovic; Ansaldi, Miranda, Medel (Murillo), Santon, Joao Mario, Kongdobia, Brozovic, Candreva (Perisic), Icardi, Eder. All. Pioli

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