Gli Scorci Fumosi Di Edward Hopper A Roma

Gli Scorci Fumosi Di Edward Hopper A Roma

Capolavori hopperiani in mostra al Complesso del Vittoriano

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Torna nella Capitale, a grande richiesta, Edward Hopper, uno degli artisti maggiormente amati e conosciuti dal pubblico internazionale, con una mostra straordinaria a lui dedicata negli spazi del Complesso del Vittoriano fino al 12 febbraio 2017: Edward Hopper. Un’esposizione resa possibile dall’eccezionale prestito da parte del Whitney Museum di New York di circa 60 capolavori realizzati dall’icona d’arte americane del XX secolo tra il 1902 ed il 1960.

Tra i prestiti di maggior prestigio il seducente olio su tela Soir Bleu, un’opera di circa 2 metri realizzata dall’artista a Parigi nel 1914. Oltre i dipinti, anche il quaderno di appunti di Hopper da sfogliare e le sezioni di approfondimento, Immagini integrate da supporti che indagano i rapporti dell'artista con il cinema, nonché approfondimenti in grado di creare dialoghi stimolanti con i fruitori di differenti età.

Una mostra che parte dalle opere della collezione di New York presentando uno degli artisti più iconici del suo tempo; una qualità artistica che colpisce il cuore degli americani; un'arte ispirata alla letteratura americana che si esprime attraverso la luce, l'architettura e la solitudine che emanano le sue opere. Lavori che riescono ad immortalare un luoghi e scorci suggestivi della costa del Maine. Che dipingesse le zone più buie di un ambiente o quelle più vivide, era possibile percepire il suo forte desiderio e l'attrazione per la luce utilizzata per dare voce al pensiero ed alla sensazione che gli imprimevano i luoghi dipinti.

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E poi una moglie che lo seguiva nei suoi lunghi viaggi per la provincia americana alla ricerca di strade, case, ferrovie, angoli da imprigionare in arte: Josephine Nivison, pittrice che sposa nel 1924. Un matrimonio burrascoso ma indissolubile in cui la donna diviene modella prediletta delle sue figure femminili, musa e portavoce.

Uno dei pochi artisti che ha avuto il piacere di legare il proprio nome ad un aggettivo; un artista in grado di influenzare la letteratura del tempo con le sue visioni noir e fumose, ma anche il cinema che ne ha prelevato spunti di un linguaggio pittorico solo apparentemente tradizionale.

Sei sezioni tra ritratti, paesaggi, disegni preparatori, incisioni e olii, acquerelli e donne nebulose; questi i protagonisti della retrospettiva romana che vuole raccontare l’esperienza artistica quotidiana di Hopper, eredità acquisita da molteplici campi dell’espressione visiva.

Un uomo sfuggente, poco avvezzo alle frequentazioni del mondo dell’arte, ma al contempo vicino al suo pubblico che lo amava fortemente, forse per la sua innata capacità di fotografare ed interpretare il mito americano attraverso le sue tele. Tele che vibrano per la frenetica ricerca di novità, di soggetti inediti, tra bar notturni, strade desolate, paesaggi agresti e pompe di benzina che mostrano la strada verso la rinascita e la conquista di un’esistenza più consapevole.

Un inizio parigino in cui i capolavori hanno tono accademico ma sono inondati dalla luce, come Night Shadows (1921) o Evening Wind (1921) che sanciscono il successo dell’artista ed il principio di una felice carriera.

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Immagini di donne affaccendate e contemplative che si alternano nella solitudine o negli ambienti esterni; soggetti comuni dal taglio cinematografico che si rivelano nella loro discreta bellezza.

Edifici urbani, grattaceli, anonime facciate purpuree di negozi, ponti sconosciuti; scorci sereni carpiti dagli appartamenti della middle class, prospettive “rubate” dietro le finestre nel corso dei suoi viaggi. Dune di sabbia arse dal sole; fari che si stagliano verso il cielo animati da sensuali contrasti di luci ed ombre; dipinti evocativi di storie in cui i protagonisti sono intrappolati nella tela in azioni irrisolte ma che rimarranno indelebili nella memoria degli avventori.

Ilenia Maria Melis

Edward Hopper

Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

Via San Pietro in Carcere – Roma

www.ilvittoriano.com

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