E’ il Milan ad aggiudicarsi la Supercoppa italiana 2016, trofeo numero 29 e forse ultimo dell’era Berlusconi, ma il primo di una nuova generazione di calciatori che i tifosi rossoneri si augurano possa essere ricca di successi. Le lacrime di felicità di Locatelli ed il sorriso di Donnarumma, anche oggi decisivo con le sue parate, sono gli emblemi di una squadra costruita sui giovani e sugli italiani, nata più per necessità che per un progetto costruito nel tempo, ma ora più che mai viva e plasmata dalle sagge mani di Montella.
PIU’ JUVE CHE MILAN – La partita. L’allenatore sceglie di lasciare in panchina Niang, inserendo Bertolacci ed avanzando Bonaventura, riportando Bacca al centro dell’attacco. La scelta non paga nei primi 30 minuti, perché il colombiano cade nel solito errore di non farsi mai vedere dai compagni e l’esterno ex-atalanta è contenuto bene dalla retroguardia bianconera, rendendo di fatto la squadra lunga e prevedibile, capace di andare saltuariamente oltre il centrocampo soltanto sulla fascia destra, occupata da Abate e Suso. Dall’altra parte, la Juventus è subito arrembante, grazie all’enorme lavoro di Mandzukic che lotta su ogni pallone, così come Sturaro e Alex Sandro, sempre pericolosissimo sulla sua fascia di competenza prima di essere sostituito per un infortunio da Evra al 33’.
In una partita nervosa, dove l’arbitro decide di non estrarre troppi cartellini per evitare di esacerbare gli animi, il prevedibile goal del vantaggio della Juventus arriva su calcio da fermo. Su calcio d’angolo procurato da un bel tiro di Sturaro, deviato da Donnarumma, Chiellini è bravissimo ad anticipare la difesa del Milan, colpire di destro e battere il portiere rossonero. La squadra di Allegri commette però l’errore di accontentarsi un po’, come spesso le capita ed il Milan guadagna progressivamente campo, finchè non trova lo squillo improvviso di Bonaventura che al 38’ è bravissimo ad anticipare tutti di testa su cross di Suso e pareggia.
Il primo tempo finisce con un pareggio che indubbiamente rende più felici i tifosi del Milan, rispetto a quelli della Juventus, ma che tutto sommato rispecchia quanto ha detto il campo.
PARTITA APERTA – Il secondo tempo comincia un po’ com’era finito il primo, col Milan che ci crede e prova a vincere il match, ma dall’altra parte trova una Juventus che non ci sta a farsi mettere sotto e si crea un sostanziale equilibrio. Nei primi venti minuti si registra dunque un’occasione per parte, prima con Romagnoli che centra la traversa su cross di Suso e poi con Khedira che impegna Donnarumma dalla distanza. A metà della ripresa fa il suo ingresso Dybala al posto di uno spento Pjanic ed il Milan fatica a trovare le contromisure all’argentino, pericolosissimo per due volte nel giro di un quarto d’ora.
La Juventus è sfortunata ed è costretta a spendere anche il terzo cambio per l’infortunio di Sturaro, mentre Montella si tiene stretti i propri, cambiando il solo Locatelli con Pasalic, probabilmente sperando di sfruttare forze fresche negli eventuali supplementari. Gli ultimi dieci minuti della ripresa sono dunque di marca rossonera, con ben due occasioni che capitano sulla testa di Bacca: sulla prima è bravissimo Buffon a deviare in angolo d’istinto, mentre sulla seconda è il colombiano a mancare l’impatto preciso.
BACCA NON PUNGE – Com’era prevedibile, è il Milan la squadra che comincia i supplementari con più fiato e dopo due minuti l’occasionissima arriva sui piedi del colombiano, che su respinta di Buffon ha la porta completamente spalancata davanti agli occhi, ma perde clamorosamente il tempo sul pallone e spreca un'occasione d'oro. Dieci minuti dopo Montella decide di sostituirlo con Lapadula, che entra tra gli applausi del pubblico insieme ad Antonelli, che dà il cambio ad un Abate sfinito ed in preda ai crampi.
Con le squadre stanche e lunghe, anche il secondo supplementare vede il gioco un po’ frazionato e le cose migliori arrivano su iniziative dei singoli. L’occasione buona arriva dopo 3’ sui piedi di Pasalic, che decide di non servire Lapadula ed andare al tiro, ma il pallone non gira come spera e finisce largo alla sinistra di Buffon. Brivido anche per i tifosi rossoneri, pochi minuti dopo, con Evrà che riesce ad infilare Donnarumma, ma il goal viene giustamente annullato per una netta posizione di fuorigioco. Gli ultimi cinque minuti fanno in tempo a regalare un’altra emozione ai tifosi bianconeri, con Dybala che si trova il pallone sul sinistro in piena area di rigore, ma calcia altissimo e si dispera. E’ l’ultimo squillo, si va ai calci di rigore.
LA LOTTERIA DEI RIGORI – Comincia male per il Milan, con Lapadula che si fa parare da Buffon un rigore calciato molto male, ma i rossoneri vengono subito riportati in corsa da Mandzukic, che sceglie di tirare forte e centrale, ma colpisce la traversa. Tutto prosegue lineare fino all’ultimo rigore per i bianconeri, sui piedi di Dybala, ma Donnarumma è bravissimo a tuffarsi alla sua sinistra e neutralizzarlo. Il rigore decisivo lo tira Pasalic, che non si fa tradire dall’emozione e consegna la Supercoppa nelle mani del Milan.
La Juventus avrà tempo per togliersi le sue soddisfazioni nel proseguo della stagione, con il campionato già saldamente in mano e la Champions League da disputare da fine febbraio in poi, ma vederla uscire sconfitta in una partita è di questi tempi già una notizia. Allegri avrà il suo da fare durante la sosta per lavorare su Dybala, uscito dal match con il peso della responsabilità addosso per le occasioni mancate ed il rigore sbagliato, ma l’argentino ha la stoffa del campione ed una “vita” intera per scrollarsi di dosso questa delusione e vincere qualcosa di importante.
Dall’altra parte, Montella si può godere il coronamento del grande lavoro che sta facendo da luglio sulla testa dei suoi ragazzi, che spinti da questa vittoria (e magari un pochino dal mercato…) e vendicata la sconfitta nella finale di Coppa Italia, potranno cercare di ottenere una posizione di riguardo anche nella nostra Serie A, riportando il Milan in quell’Europa dove manca da troppo tempo.
Matteo Tencaioli
FOTO: AC MILAN
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