“Torino – Milan, quattro giorni dopo”
Se le partite fossero un film, questo sarebbe il titolo adatto per presentare il match dello Stadio Olimpico di Torino, dove i granata ospitano i rossoneri pochi giorni dopo averne subito l’eliminazione dalla Coppa Italia.
Nel Milan si rivede Bacca dal primo minuto, così come il giovane Calabria, costretto ad affrettare i tempi dopo l’infortunio a causa dell’indisponibilità di Antonelli e De Sciglio. Ancora panchina per Niang, sostituito da Bonaventura, che lascia posto a Bertolacci, Pasalic e Locatelli a centrocampo. Nel Torino, torna Iago Falque in luogo del disastroso Iturbe di qualche giorno fa, mentre Obi vince ancora il ballottaggio con Baselli.
Il Milan parte un po’ svagato e commette due errori nel giro di quattro minuti: prima Paletta rinvia addosso ad Obi al limite dell’area, poi Donnarumma sbaglia completamente il tempo di uscita su Belotti ed è fortunato che il “gallo” non riesce ad inquadrare la porta. Un minuto dopo, è ancora quest’ultimo a partire in contropiede e a presentarsi 1 contro 1 davanti al portierone del Milan, che però questa volta è bravo a coprire lo specchio della porta e neutralizzarne la conclusione.
Dopo l’avvio incerto, per dieci minuti è solo Milan: Bacca sembra rivitalizzato dal goal contro il Cagliari e si fa in quattro per sostenere la manovra della squadra, ma è il Torino ad andare in goal al 21’. Iago Falque semina il panico sulla fascia destra, salta due uomini e serve Ljajic, che con un tiro sporco libera involontariamente Belotti che è bravissimo a trovarsi nel posto giusto al momento giusto ed infilare la porta rossonera.
Cinque minuti dopo arriva il raddoppio granata, al termine di un’altra azione confusa: Obi viene fermato da Donnarumma, che non riesce ad allontanare il pallone, su cui si avventa Iago Falque che in qualche modo fa arrivare il pallone a Benassi che insacca di tacco, con la difesa rossonera in perenne ritardo che non riesce ad intervenire in alcun modo.
Occasione per il tris granata al 30’: Abate commette un’ingenuità clamorosa, atterrando ingenuamente Barreca in area. Sul dischetto si presenta Ljajic, che tira centrale e colpisce in pieno Donnarumma, sulla cui respinta si avvia Iago Falque che calcia larghissimo ed in qualche modo la partita rimane aperta per il Milan. Un rigore ci sarebbe stato tranquillamente anche per i rossoneri, pochi minuti dopo per un fallo netto di Zappacosta su Bonaventura, ma l’arbitro Tagliavento non se ne avvede e lascia correre.
Il finale di tempo vede il Milan completamente proiettato in avanti, che costringe Hart a due parate importanti: la prima spettacolare su una girata di Suso, cresciuto negli ultimi minuti e la seconda su un tiro centrale di Bertolacci. I primi 45’ vedono in vantaggio il Torino per 2-0, un risultato che forse penalizza oltremodo un Milan che deve però fare un “mea culpa” per 15 minuti di pura follia. Tra i rossoneri, in cui tutta la difesa non ha brillato, in grande difficoltà è soprattutto Calabria, che proprio sembra non digerire la posizione sulla fascia sinistra.
L’inizio della ripresa è di marca rossonera, com’era logico aspettarsi e dopo cinque minuti Romagnoli ha la grossa occasione per accorciare le distanze e riaprire la partita, ma non è il suo lavoro e a pochi metri da Hart colpisce in pieno il portiere. Il goal arriva al 55’, alla fine dell’ennesima azione convulsa del match: Bertolacci ci prova con due conclusioni dal limite, ma la “goal line technology” conferma il goal già sulla prima.
Dopo il goal succede di tutto: prima il Torino si vede annullare (giustamente) un goal per fuorigioco, poi Obi commette un fallo da "cartellino arancione” e viene ammonito, infine al 59’ il Milan si conquista un calcio di rigore per fallo di Rossettini su Paletta. Sul dischetto si presenta Bacca, che non si fa condizionare dall’importanza del tiro e spiazza il portiere inglese. Mihajlovic a questo punto si rende conto che la squadra è troppo bassa e mette Iturbe in luogo di Obi. Montella risponde qualche minuto dopo con Kucka per Bertolacci.
Il Milan ora si è un po’ abbassato e lascia l’iniziativa al Torino: al 75’ è di nuovo Belotti a spaventare Donnarumma, con una splendida girata al volo che si spegne di nuovo a lato. L’attaccante della nazionale è una furia, tiene in apprensione da solo l’intera retroguardia rossonera e dimostra ancora una volta di avere potenzialità da top player. Le squadre sono visibilmente stanche e, se da una parte si vede la volontà da parte di tutti di vincere la partita, gli errori da entrambe le parti in fase di appoggio fanno da padroni.
A crederci ancora è di sicuro Montella, che a poco più di cinque minuti dalla fine inserisce Niang nella speranza di sfruttare gli spazi che inevitabilmente sono andati a crearsi e subito dopo è costretto a proporre per la prima volta Vangioni, perché proprio Calabria non ce la fa più. L’impatto del francese è però tutt’altro che positivo: nonostante sia stato inserito per correre, la sua fascia è praticamente scoperta e da quella parte il Torino prima rischia di andare in goal con Ljajic e sull’azione successiva Romagnoli è costretto al secondo fallo da ammonizione su Belotti, rimediando il rosso.
I minuti di recupero sono tutt’altro che noiosi: i rossoneri hanno addirittura due occasioni da goal, su contropiede. Nella prima, in 4 contro 3, Suso è egoista a non cercare Pasalic libero sulla sinistra e spara alto. Nella seconda, Abate si invola a destra e mette al centro un pallone velenoso, ma nessun compagno di squadra (in primis lo stesso Niang) ha seguito l’azione al centro, provocando la furia di Montella in panchina.
La partita finisce ed il pareggio per 2 - 2 è lo specchio di una partita ricca di emozioni, con due squadre che hanno commesso molti errori, ma ci hanno anche creduto fino alla fine. Per come si erano messe le cose e per il rigore sbagliato, il Torino ha sicuramente più rimpianti del Milan, a cui però un punto serve poco a livello di classifica e soprattutto sabato si ritroverà ad ospitare il Napoli senza poter contare su Locatelli e Romagnoli, in uno scontro diretto che parte in salita prima ancora di cominciare.
Matteo Tencaioli
FOTO: AC MILAN
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