Roma Sampdoria TIM CUP 2017

Una Partita Alla Volta

stampa articolo Scarica pdf


Roma (3-4-2-1): Alisson 6; Rüdiger 6,5, Fazio 6, Juan Jesus 6,5; Bruno Peres 6,5, De Rossi 6, Paredes 6,5, Mario Rui 6 (33' st Emerson 6); Nainggolan 7,5, El Shaarawy 7 (21' st Perotti 6); Dzeko 7 (17' st Totti 6).
A disp: Szczesny, Lobont, Manolas, Vermaelen, Seck, Gerson, Strootman.

All: Spalletti


Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni 6,5; Bereszynski 5,5, Silvestre 5,5, Regini 5, Dodò 5 (33' st Pavlovic 5,5); Linetty 5,5 (23' st Praet 6), Cigarini 5, Djiuricic 6; Fernandes 5,5 ; Muriel 6, Budimir 5 (17' st Schick 6).
A disp: Amuzie, Tozzo, Pereira, Skriniar, Torreira, Quagliarella, Krapikas.

All.: Giampaolo
Arbitro: Calvarese


Roma-Sampdoria.

Una partita da dentro o fuori, una finale da giocarsi fino in fondo, la partita di Nainggolan? La partita di Paredes? E non avrei mai pensato di dirlo, ma anche la partita di Juan Jesus e Bruno Peres! Qualche settimana fa, si ragionava ancora sull'incognita Jesus/Peres e sul ruolo mediocre dei due giocatori in mezzo al campo, un duo che ci ha lasciati per tanto tempo con mille dubbi su chi si giocasse seriamente la palla del peggiore, stasera in campo hanno avuto un rendimento perfetto nei loro ruoli, nessuna sbavatura, una prestazione da incorniciare, con le dovute precauzioni certo, ma che svela un affiatamento che la dice lunga sulla condizione fisica e mentale della squadra intera.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

Ritmi altissimi, la Sampdoria per la prima mezz'ora impensierisce seriamente l'Olimpico con un possesso palla ed una sicurezza in velocità che mette per un attimo in ombra i giocatori avversari, dopo soli tre minuti Budimir innesca Muriel che da dentro l'area non trova il gol solo grazie al palo, la difesa giallorossa fa muro ed anche Djuricic deve arrendersi all'incursione sulla fascia destra. All'11' è Dodò a chiudere in angolo un buonissimo spunto di Paredes per Bruno Peres, mentre al 13' avanza Rudiger, il tedesco imposta un match di forza, appena un pelo sotto la sua media di gioco, ma solo per la voglia di diventare protagonista lì davanti e portarsi in giro qualche difensore avversario, prova quindi a sfondare con un lancio da dentro l'area, ma è la traversa a chiudere i suoi sogni di gloria. Qualche minuto dopo ancora Sampdoria, ancora Budimir, dai 30 metri,ma ci pensa Allison a bloccare a terra, ( in realtà uno dei migliori in campo per la Sampdoria per tutto il primo tempo e fino alla sostituzione, sempre presente, sempre in avanti ma un po' inconcludente, forse sono un tic di nervosismo e un po' di affanno a convincere Giampaolo alla sostituzione). Una partita impostata sulla velocità, la Roma si allunga molto e lascia spesso spazio agli avversari, ma il giropalla è intenso anche se sembra più la squadra di casa a trovarsi in area avversaria, ottimi gli spunti di Paredes, il giovane argentino si rende protagonista di due performance eccezionali, come dicevo, basta un po' di continuità per dare a questo giocatore la giusta fluidità nel movimento e nella costruzione delle azioni, la troppa fretta e l'inesperienza ne minano gli obbiettivi: una punizione che però finisce di lato ed immediatamente dopo, una respinta corta e frettolosa permette al destro di Paredes di colpire il pallone che si spegne però sulla traversa, rimbalzando appena fuori la linea di porta e un Dzeko che rimane di sasso davanti ad una golosa occasione. I blucerchiati masticano male e cercano un capovolgimento di campo,gestito ancora da Budimir, per sorprendere gli uomini di Spalletti, ma c'è Fazio a far buona guardia e la palla viene deviata. 35' sul cronometro ed ancora Paredes al tiro dai 20 metri, Puggioni manda in corner mentre la Roma va in percussione e decide di prendere in mano il match e non lasciarlo più. Spalletti si affida ad un 3-4-2-1 con l'inamovibile Dzeko a trainare la squadra ed uno scatenatissimo Nainggolan a fare da trequartista, un ruolo assodato e ben gestito dal belga che ormai sembra aver suo senza possibilità di ripensamento (ah, con i dovuti scongiuri, infortuni permettendo). Il Ninja però diventa uomo a tutto campo, una sorta di Florenzi bis, davanti, al centro, in copertura, ti giri e dici :”Toh Nainggolan”, tant'è che gli stessi giocatori avversari finiscono per non capirci più nulla ed al 39' da una verticalizzazione di El Shaarawy, parte un cross verso il centro, Silveste respinge ma si trova davanti il belga che di destro al volo spedisce in porta dritto all'incrocio dei pali, 1-0 non esulta nemmeno, troppo assurdo per essere vero. La Roma va vicina al gol in altre due occasioni, merito di un El Shaarawy in vena poetica, l'altra spalla del bosniaco non ci sta a guardare e mette gambe e cuore in una partita che comincia a prendere le forme di una vetrina rimasta per troppo tempo spoglia delle sue voluttuosità. A centrocampo Spalletti preferisce Paredes a Strootman proprio per risparmiarlo dopo la splendida riuscita in campionato, affiancando all'argentino, De Rossi, Bruno Peres ed il debuttante Mario Rui, che, sebbene alla sua prima uscita, mostra un potenziale altissimo, un po' snobbato dai compagni, più per abitudine che per cameratismo, trova comunque spazi e si muove nelle trame della squadra con scioltezza, gli succederà Emerson Palmieri che risulterà un perfetto complementare . Dietro turn over anche per Manolas, ben sostituito dal trio Rudiger, Fazio, Juan Jesus (sottolineo: “finalmente!”), tra i pali Allison, doppia razione di vin brulee per il portiere a fine partita, troppo freddo da quelle parti nel secondo tempo, che, se dovesse far così paura agli avversari :”Lucià, faccelo un pensierino pure in campionato, visto mai che anche lì si spaventano e non passano!!!”.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

La squadra di Giampaolo sembra trovare l'assetto giusto con un 4-3-1-2 e, come dicevo, all'inizio Budimir e Muriel impegnano le retroguardie romaniste in modo serio, poi l'enfasi si va disperdendo e si affievolisce del tutto con il bel gol di Dzeko al 47', De Rossi ruba palla sulla trequarti, subito per El Shaarawy che allunga per Dzeko che di sinistro beffa Puggioni in uscita, 2-0, i genovesi svaniscono sempre di più, e parla chiaro anche l'assenza di ammonizioni in una partita pulita anche sotto il punto di vista dal fair play. L'ultima mezz'ora di gioco è quindi tutta in discesa per la Roma, con El Shaarawy al 62' trova il gol del 3-0, grazie ad un filtrante di Dzeko che vede tutto solo il Faraone nella landa desolata della fascia sinistra, cross perfetto, controllo al volo, palleggio in area condito da disturbo di Bereszynski e pallonetto sul portiere in uscita, un gran gol a sangue freddo e nervi saldi, un 3-0 che sa di sicurezza. Dopo l'entrata di Totti per Dzeko, la Roma cerca di dare più spazio alla gloria del Capitano che ad aumentare il passivo, ma si sa, a forza di provare e riprovare alla fine il gol ci scappa lo stesso, e d al 90' è ancora Nainggolan che chiude la partita, Perotti si accentra palla al piede, serve il belga che di testa insacca alle spalle di Puggioni.4-0. La Sampdoria alza bandiera bianca. I quarti sono nostri, una squadra completa priva di tre fondamentali titolari: Strootman, Manolas, Florenzi. Nonostante la performance ineccepibile continuo a sostenere una massima fondamentale:

Una partita alla volta.


Laura Tarani

Fonte Immagine: Tiscali Sport

© Riproduzione riservata