Laura Pigozzo

L’Essenziale è invisibile agli occhi.” Ecco per me il teatro è proprio questo.

stampa articolo Scarica pdf

Per la nostra rubrica dedicata ai personaggi del mondo teatrale, oggi abbiamo intervistato Laura Pigozzo, attrice di teatro, insegnante, cabarettista e titolare della scuola di teatro Fabbrica d'Arte

La prima domanda può sembrare scontata, quando hai cominciato Laura?

Potrei dirti da sempre. Ufficialmente però ho iniziato a 14 anni con una piccola di compagnia di teatro del mio paese ma non mi trovavo bene, così l’anno successivo ho conosciuto il mio regista e da quel momento non ho più smesso.

C'è in famiglia qualcuno che facendolo ti ha fatto venire la passione oppure è una passione che hai scoperto dentro di te?

È una passione che ho scoperto io anche se ho una zia attrice che all’epoca aveva fatto un patto coi genitori perché loro non volevano lei facesse teatro....così ha rinunciato al teatro in cambio che loro la lasciassero libera di non sposarsi.... sai parliamo degli anni 20

I tuoi genitori ti hanno incoraggiato, ti seguono e ti vengono a vedere oppure ti hanno fatto incominciare senza però ostacolarti?

All’inizio mi hanno incoraggiato. E’ stata proprio mia madre a farmi conoscere il regista con cui ho lavorato per anni. Poi però quando hanno visto che facevo sul serio centro non mi hanno incoraggiato. Soprattutto quando ho deciso di farlo come lavoro.

ora però che ho consolidato la mia esperienza diciamo che sono più favorevoli…più che altro si sono messi il cuore in pace. Certo che all’epoca non so se mia madre mi avrebbe comunque mandato a teatro se avesse saputo poi nel tempo che quella sarebbe diventata la mia strada…ahahhahaha(ride mentre risponde)

Grazie al teatro hai viaggiato molto. Sei stata a Milan, Venezia e ti sei anche trasferita a Santo Domingo per seguire la tua passione. Cosa in particolare ti ha spinto a lasciare la tua terra e la tua famiglia?

La curiosità di formarmi. La conoscenza di altre culture. Il teatro come linguaggio universale. Per esempio quando sono andata a vivere in Germania ed ho potuto toccare con mano il teatrodanza di Pina Bausch.

Ti sei ispirata a qualche attrice?

A queste domande molte attrici risponderebbero con il nome di qualche attrice che ha fatto del divismo come Eleonora Duse. Invece per quanto il teatro sia una forma anche di narcisismo credo molto nella sua verità pertanto i miei miti sono molto più genuini che divi senza ovviamente toccare la grande professionalità. Io sono cresciuta con Anna Marchesini e Angela Finocchiaro, con la quale ho anche avuto modo di conoscere e di fare un percorso insieme. Sono Carmelo Bene, Paolo Poli ma soprattutto Pina Bausch.

C’è una persona in particolare che vorresti ringraziare?

Credo mia nonna materna. Il mio angelo custode.

Tu hai fatto cabaret, televisione e teatro. Quale palco ti trasmette più emozione?

Ovviamente il teatro. Il cabaret televisivo purtroppo è un rodeo ed un ambiente dove non conta la bravura ma solo quanto sei disponibile a farti sfruttare dagli autori di turno. La televisione invece è solo un buon modo per farsi conoscere. Direi il teatro. L’unico palco dove mi sento veramente me stessa.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});


L’attore che diventa regista, l’approccio cambia quando ci si sposta dietro alla telecamera?

Diciamo che sono sempre stata affascinata dalla regia teatrale. Mi piace molto. Cambia il punto di vista ma l’egocentrismo a stare sul palco purtroppo o per fortuna continua a rimanere. Diciamo che con la regia hai una visione più completa di come lo spettacolo si sta sviiluppando…

Nel tuo curriculum ci sono molti spettacoli come attrice e molti altri come regista.

Io sono entrambi. Non riuscirei mai a scindermi. Ovvio che se mi chiamano come attrice ne sono felice e rispetto il regista. Non sono una di quelle attrici che vogliono mettere il becco sulla regia se non è la mia. Rispetto molto i ruoli.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  


Perché in Italia il teatro non è pubblicizzato come il cinema?

Il teatro non fa cassa come il cinema e in Italia c’è lo stereotipo che il teatro sia riservato a pochi. Effettivamente i costi di un biglietto sono a volte eccessivi. A parer mio dovrebbero invogliare i bambini e i giovani ad andare a teatro. Purtroppo finchè ci sono dei costi all’origine come la Siae etc…. la produzione di uno spettacolo diventa sempre più costosa portando così a trovarciun pubblico sempre più elitario, non solo a livello economico ma anche a livello contenutistico. Finchè la società ci porta ad un uso sempre più veloce del tempo e degli oggetti, i tempi del teatro non potranno mai competere con il rodeo della vita quotidiana sempre più frenetica. Il teatro è ascolto di sé e degli altri. E’ un ritorno alle origini. E non sempre tutti sono disposti a condividerlo.

Hai scritto una guida per chi fosse interessato al cammino di Santiago con il cane. C’è un motivo che hai focalizzato l’attenzione su questo animale?

Questa è stata anche una delle domande che mi ha appena fatto Licia Colò nella sua trasmissione. Volevo dare una possibilità alla Spagna per far vedere che poi non è così non-animalfrendly. Purtroppo ho avuto la conferma. Del resto cosa ci si può aspettare da un governo che autorizza la corrida e le perreras?Inoltre ho voluto fare il cammino per me e per rafforzare il rapporto tra me e Maggie Smith.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});


Cosa ti ha trasmesso fare il cammino di Santiago?

Mi ha trasmesso il “qui ed ora” il “carpe diem”. Ho imparato che per arrivare alla vetta di 1500 metri in sterrato devi puntare l’obiettivo senza mai dimenticartelo ma nella camminata devi vivere ogni singolo passo senza mai mollare lo sguardo dai tuoi piedi. Solo cosi puoi evitare le buche, sassi ma soprattutto se vivi ogni singolo passo eviterai di cadere.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  


Hai deciso di aprire una scuola, a Galliate, la fabbrica d’arte. Qual era il tuo obiettivo quando hai preso questa decisione?

Il mio obiettivo dieci anni fa era di condividere il teatro. Ora che ho aperto teatrica il mio obiettivo è diverso.Uso il teatro fisico per l’insegnamento delle lingue straniere coi bambini con un metodo che ho inventato nella mia prima tesi di laurea.Oltre alla parte di spettacolo mi occupo di teatro eubiotico, ovvero un metodo che ho inventato per il benessere psicofisico della persona attraverso i 5 elementi della medicina e della filosofia cinese.Pertanto applico questo metodo ai bambini, disabili, carcerati, donne vittime della tratta etc.Credo che il teatro sia un serio strumento per poter diventare delle persone migliori. Un po’ come dice il Piccolo Principe: “non si vede bene solo che col cuore. L’Essenziale è invisibile agli occhi.” Ecco per me il teatro è proprio questo. 

Dario Trione  

© Riproduzione riservata