Jason Shulman

UnfoldingRoma ha voluto raccontare l'esperienza vissuta, alla WhiteNoiseGallery

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UnfoldingRoma ha voluto raccontare l'esperienza vissuta, alla WhiteNoiseGallery, nel conoscere un artista come Jason Shulman e le sue opere presenti dal 28 gennaio al 25 marzo a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti. Primo passo dei tre che comporranno la "Trilogia del Silenzio".

Tre artisti, tre mostre personali, tre linguaggi differenti in cui gli individui sono descritti solo grazie alle tracce che hanno scelto di lasciare.Come fosse un videotape lungo una stagione, la Trilogia verrà scandita dai comandi Fast Forward, Stand-By e Rewind.

La "Trilogia del Silenzio"è statainaugurata dal "Capitolo I" di Jason Shulman dal titolo"Fast Forward".

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Un film di 90 minuti è composto da circa 130.000 frame. Grazie al lavoro del fotografo londinese li vedrete tutti in una singola immagine. Shulman, con le sue intuizionied attraverso lunghissime esposizioni fotografiche, è riuscito a crearedelle opere inedite ed assolute. Le scene si sovrappongono le une alle altre in un processo di sintesi per addizione, in cui per comprendere il tutto bisogna rinunciare al dettaglio.Grazie a una ripresa con tempi lenti, l’obiettivo cattura più visioni del lungometraggio che contemporaneamente appaiono nello stesso piano fotografico.

La mostra di Shulman si articola in 13 fotografie di grande formato che riescono a condensare in un singolo scatto tutta la parte visiva di un film. I foto ritratti appartengono, almeno in questa mostra, al cinema italiano da Sergio Leone a Pierpaolo Pasolini, da Dario Argento a Tinto Brass, da Roberto Benigni aPaolo Sorrentino. La scelta delle opere viene effettuata su criteri puramente estetici, mentre la dominante di colore che emerge in ognuna delle sue opere collega immediatamente lo spettatore alla propria conoscenza del regista e del relativo immaginario.

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Nel lavoro di Shulman sono presenti affinità con l'Arte Processuale degli anni settanta, l'imprevedibilita' spicca su tutto rendendo questa analogia ancora più forte ed evidente. Infatti l'artista britannico non è mai certo del risultato finale, se non al completamento dell'opera stessa. Il finito viene giudicatoesclusivamente dall'estetica e questa mostra rispecchia in pieno il suo modo di interpretare il messaggio.

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Come non consigliare di passare un'ora della propria giornata, alla scoperta del cinema italiano in una nuova veste, in questa galleria che oggi si presenta ancora più tela bianca. Come non rimanere sorpresi, nel vedere il nostro ricordo impresso nella mente, uscire fuori dalla forma fotografica. Il nostro cervello, spezzettare e spezzettare ancora, ricomporre e ricomporre ancora, in un continuo viaggio di memoria.

Stefano Boccia

Info: WhiteNoiseGallery Via dei Marsi 20-22 Roma 06/4466919

info@whitenoisegallery.it jasonshulmanstudio.com

28 gennaio • 25 marzo

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