Nando Orsi

La Nazionale Attori, dal '71, aiuta e contribuisce a vari progetti di solidarietà. Visto l'enorme importanza che può avere la beneficenza.

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Unfolding Roma ha incontrato Nando Orsi, ex portiere oggi allenatore, cresciuto calcisticamente nella Roma ha vestito diverse maglie. Per dodici anni, in due riprese, ha difeso i pali della Lazio conquistando una Coppa Italia nel 1998, nel suo ultimo anno di attività. Ha ricoperto, in biancoceleste, anche i ruoli di allenatore dei portieri e vice di Roberto Mancini. Dopo le esperienze all'Inter e al Livorno, attualmente è commentatore di Mediaset Premium e allenatore della Nazionale Attori.

Alla Lazio da portiere ha raccolto l'eredità di Felice Pulici, già Campione d'Italia nel '74 con la banda Maestrelli, quanto è stato difficile?

Per essere precisi, prima della mia entrata definitiva come titolare, altri due portieri hanno sostituito Pulici temporaneamente Moscatelli e Ielpo. È stato comunque difficile vestire a ventitre anni una maglia così pesante, era il 1982 anno della vittoria mondiale.

L'ambiente ha fatto pesare il suo passato giallorosso?

Ho fatto tutta la trafila nelle giovanili della Roma arrivando fine a quattro panchine in Serie A, l'accoglienza non è stata delle migliori come era immaginabile, ma con fatica e sudore sul campo ho superato lo scetticismo iniziale. Nel primo anno abbiamo centrato la promozione con record personale di imbattibilita', ricordo ancora l'esordio all' Olimpico nella massima Serie in uno stadio tutto biancoceleste.

Ci racconta il suo esordio in Serie A?

È stato il raggiungimento di un obiettivo sognato, il giusto premio per tanta fatica, rendersi conto poi che il difficile è mantere la categoria.

La sua partita più bella e quella più brutta?

Non ho mai fatto caso a queste cose, ma se dovessi citare sicuramente l'ultima gara a Cava dei Tirreni del Campionato di Serie B con conquista della promozione e poi la stagione '92-'93 con il ritorno in Coppa EUFA.

Lei ha vestito anche la maglia della Nazionale Under 21, quanto è stato emozionante?

Bellissimo, ho sostituito un portiere storico come Walter Zenga, una soddisfazione grandissima per chi nasce con il sogno, un giorno, di arrivare alla maglia Azzurra.

Ha chiuso la sua carriera alzando la Coppa Italia nel 1998, primo Trofeo dell'era Cragnotti. Una sua considerazione?

Già mi dividevo tra il campo e il ruolo di allenatore dei portieri ricoperto fino al 2001, nella mia ultima stagione avevo davanti a me giocatori come Marchegiani e Ballotta. Luca era stato in pianta stabile in Nazionale e Marco tantissime partite tra i professionisti. Con quella vittoria si aprì il ciclo trionfale della presidenza Cragnotti, impossibile dimenticarlo.

Come è stata la sua esperienza di allenatore in seconda, con Mancini, prima alla Lazio e poi all'Inter? Che differenze ha notato tra l'ambiente romano e quello milanese?

È stata una scuola per me che ho fatto tanta gavetta, essere allenatore in seconda per studiare e poi diventare allenatore responsabile. È stato un bel binomio con Roberto Mancini durato per qualche anno, poi abbiamo intrapreso strade diverse. L'ambiente romano è sicuramente più caldo, si parla di calcio tutti i giorni dappertutto, Milano è più tranquilla si concentra tutto in prossimità dell'evento sportivo.

Come è stato accolto in un'altra piazza calda come quella di Livorno?

Sono stato accolto male, i miei trascorsi Laziali legati anche alla rivalità tra tifoserie politicamente schierate, hanno reso il mio lavoro più problematico. Abbiamo fatto un buonissimo primo anno con risultati di rilievo poi nel secondo l'ambiente si è un po' disunito. Poi sono passato alla Ternana, ad inizio stagione con un -3 in classifica abbiamo centrato sette vittorie consecutive ed al primo pareggio sono stato esonerato, il Presidente mi ha richiamato verso la fine del Campionato ma ormai tutto era compromesso.

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Si trova bene nei panni di commentatore sportivo?

Mi trovo benissimo, è comunque un lavoro fatto di studio del match, dei giocatori, degli allenatori, statistiche e note varie per poter contribuire con un commento tecnico di livello.

Il progetto legato alla beneficenza con la Nazionale Attori cosa rappresenta per lei?

La Nazionale Attori, dal '71, aiuta e contribuisce a vari progetti di solidarietà. Visto l'enorme importanza che può avere la beneficenza nei riguardi delle persone meno fortunate, come Nazionale Attori, abbiamo deciso di creare eventi e coinvolgere più persone possibili. Come Mister della squadra sono orgoglioso di quanto fatto ed è un merito di tutti.

Sono più attori i calciatori o più calciatori gli attori?

Più attori i calciatori per gli atteggiamenti in campo, gli attori sono poco calciatori ma si impegnano molto, poi c'è anche qualcuno bravino. Un calciatore potrà essere un attore, ma un attore non potrà mai essere un calciatore di livello professionistico.

Un suo giudizio sul mondo del calcio odierno?

È un calcio diverso dal mio, più fisico e meno tecnico. Si gioca di più quindi conta tanto la preparazione, un calcio fatto per la TV e non per lo stadio. Un mondo sportivo meno bello e meno genuino, condizionato dai soldi. Un rapporto con i tifosi più distaccato e più freddo, una volta chiunque poteva assistere agli allenamenti tutti i giorni.

Un suo rimpianto come atleta ed uno come allenatore?

Rimpianti come atleta no, come allenatore mi sarei aspettato di più. Forse alcune scelte hanno condizionato la mia carriera ma sono felice lo stesso, va bene così.

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I suoi figli hanno seguito le orme del papà?

Mio figlio è laureato in lettere e tra poco conseguirà la seconda, ha pubblicato un libro da poco per la Curcio Editore dal titolo "Ali di piombo". Mia figlia invece è stata una tennista di livello ed ha raccolto anche punti nel circuito WTA, ora si sta laureando in Scienze motorie, insegna tennis e gioca a futsal in Serie C con il Real Balduina.

Un suo giudizio sul Campionato, ormai forse noioso, con Scudetto e retrocessioni probabilmente già decise?

Anche secondo me le retrocessioni sono già decise pure se mancano ancora tante partite, per il discorso Scudetto credo sia ancora la Juventus la squadra migliore. Probabilmente gli altri due posti Champions andranno alla Roma ed al Napoli, ma attenzione all'Inter targato Pioli.

Il leicester a picco in Campionato. Vardy guida la fronda contro il tecnico romano che ha commentato: “Forse sono stato troppo fedele a quei calciatori che hanno vinto il titolo. quando ottieni qualcosa di così bello, vuoi dare loro una chance, due, tre, ma forse ne ho date troppe". Che idea ha di questo allenatore e della fiducia che si deve dare alla squadra ?

Non è facile ripetersi dopo un miracolo calcistico del genere, stanno andando male in Campionato e bene in Coppa. Bravissimo Ranieri, vincere attraverso il lavoro sul campo fatto di sacrifici ed abnegazione, purtroppo però i risultati condizionano l'equilibrio dello spogliatoio.

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Roberto Baggio compie 50. Zazzaroni: "3 anni fa Roberto aveva fatto un’eccezione e accettato la panchina del bologna dopo l’esonero di pioli, poi la dirigenza cambiò idea in modo incomprensibile e mi disse allora è proprio destino che io debba rimanere fuori dal calcio". Oggi continua a rifiutare un sacco di proposte dalle tv, le piacerebbe averlo accanto durante un commento tecnico di una partita? Secondo lei ha le capacità per raccontare un evento sportivo ?

Uno straordinario calciatore, forse non ha avuto l'occasione giusta ma per uno come lui ci sarà sempre spazio. Certo mi piacerebbe lavorare con lui, chi non sarebbe contento. È uno di quelli che ha fatto la storia del calcio italiano, troverà sicuramente la sua strada.

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Ci sono tanti calciatori che dopo aver attaccato gli scarpini al chiodo si reinventano con attività imprenditoriali tra le più fantasiose. Nella sua Lazio chi aveva il pallino per attività extra calcistiche?

Ricordo che Fuser, appassionato di automobilismo, aveva fatto costruire un Kartodromo. Poi Di Matteo con alcuni ristoranti a Londra a conferma dei suoi interessi extracalcistici, la laurea in business-management e investimenti immobiliari in Thailandia ma Campione d'Europa con il Chelsea nel 2012.

Stefano Boccia

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