FILIPPO GASBARRI

FILIPPO GASBARRI

Vorrei diventare un procuratore di riferimento

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Unfolding Roma ha avuto il piacere di incontrare l’agente Fifa Filippo Gasbarri, che ad oggi lavora insieme all’agenzia di Matteo Materazzi.
Ciao Filippo, parlaci un po’ di te e del tuo lavoro…
Ho iniziato tutto 4 anni fa facendo l’esame per diventare agente Fifa. Mi ritengo uno di quelli veri, perché ho sostenuto un esame, ho studiato tanto, mentre adesso può farlo chiunque questo mestiere con le nuove regole. Ho cominciato da solo, andando in giro a vedere ragazzi per i campi romani. Prima però avevo fatto un’esperienza da direttore tecnico al Football Club in Promozione dove abbiamo vinto campionato e Coppa Italia regionale. Più tardi sono andato a lavorare con Diego Tavano per due anni. Insieme siamo andati alla Kick Off per un anno e adesso invece da febbraio 2017 sto lavorando insieme all’agenzia di Matteo Materazzi.
Parliamo un po’ di attualità. La Raggi fin dal suo insediamento sotto i riflettori. E’ in atto una campagna anti-Raggi oppure la sindaca ha le sue colpe?

Io non sono di sinistra e l’ho votata ma sono rimasto molto male. Sinceramente per Roma non sta facendo molto. Anche se bisogna dire e sottolineare che Roma è una città diventata ingovernabile, sarebbe difficile per chiunque.

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Il ministro Lorenzin: “Andare al voto non rappresenta una priorità in questo momento, sarebbe un salto nel buio”. Sei in accordo o in disaccordo con questa affermazione? Quando gli italiani potranno tornare a votare il proprio presidente?
Io sono molto estremista in questo. Non mi piace la politica, non mi piace la destra, la sinistra, i grillini. L’unica cosa che serve all’Italia in questo momento, sarebbe una rivoluzione, ma gli italiani non sono in grado di fare una cosa del genere. 
Questione stadio. La Raggi apre le porte alla Roma, ma solo con un progetto serio che preveda la riurbanizzazione di tutta l’area. Si farà mai questo stadio a Roma?

Secondo me se rispettano la cubatura, tutte le norme architettoniche e paesaggistiche che riguardano Roma si. Ci sono tutte le buone premesse per farlo. Però mi chiedo perché la Raggi e anche la giunta non chieda anche alla Lazio di presentare un progetto. Andare a vedere una partita all’Olimpico significa ammazzare il tifoso. Andare allo stadio è diventata una cosa difficilissima. Padri, madri che vogliono portare i propri figli allo stadio, devono farsi chilometri a piedi e file interminabili. Se vogliamo fare il salto di qualità in Italia a livello calcistico, tutti gli stadi devono diventare di proprietà.

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I tifosi chiedono il Flaminio, la società però non ha mai nemmeno pensato all’idea. Perché la Lazio non vuole investire su un impianto storico come questo?
Questo sinceramente non lo so. Era stato portato un progetto per riqualificare il Flaminio tempo fa ma non da parte della Lazio. Certo è che vedere uno stadio del genere trattato e ridotto in quella maniera fa davvero male. Questo ti fa capire quanto marcio c’è in Italia. Uno dei limiti forse riguarda l’urbanistica di quella zona, il fatto che sia difficile costruire altro al di là dello stadio. 
Filippo, come è nata la passione per il tuo lavoro? 
La mia passione per il ruolo di procuratore è nata vedendo Jerry Maguire con Tom Cruise. Il calcio mi è sempre piaciuto, così come tutto lo sport in generale. Aiutare ragazzi a diventare famosi è bello. L’ho presa come una sorta di missione. Spesso questo lavoro è visto molto male, siamo visti come quelli che vanno contro la società. Questo perché molti hanno cercato di ridurlo in questa maniera. Io vorrei cambiarlo, mettere a disposizione dei miei assistiti ogni tipo di struttura. Fornire una sorta di servizi particolari ai miei ragazzi. 
Qual è il segreto per essere un buon agente calcistico, e quale percorso si deve fare per diventarlo?
Adesso devi iscriverti all’albo dei procuratori della Figc, pagare una tassa annuale e tutti possono farlo. Ma questa per me è una farsa. Io per diventare agente Fifa ho dovuto studiare, fare un esame, e penso che sia giusto se venisse reintrodotta questa modalità. Chi vuole fare questo mestiere deve essere in grado di farlo. Non è un caso se allo Star Hotel ci sono tante persone che vanno lì solo per farsi vedere. Con il fatto che è stata liberalizzata la professione chiunque ormai può fare il procuratore.
Cosa ne pensi dei fondi d’investimento che stanno avendo sempre più potere soprattutto in Brasile?
I fondi d’investimento ci sono sempre stati. Sono le stesse società dei procuratori che spesso acquistano una parte del cartellino di alcuni giocatori. Io non penso sia una cosa così negativa come viene descritta. In Brasile la maggior parte dei giocatori sono seguiti da fondi sia brasiliani che esteri.
Ingaggi milionari, cifre record. La Cina sta provando a strappare con i milioni sempre più giocatori al calcio europeo. Che idea ti sei fatto?
E’ un mercato che ancora non ho avuto modo di approfondire ma che mi interessa. Mi dicono che ci siano buoni giocatori. Stanno facendo un buon lavoro così come lo stanno facendo anche in MLS in America. Anche lì c’è un campionato importante dove ci sono calciatori che hanno giocato nel nostro calcio. 
E’ giusto accogliere investitori stranieri nel calcio italiano? Potrebbe essere una soluzione per riportare la Serie A ad alti livelli?
Assolutamente si. Mi auspico che arrivino più investitori possibili per far diventare il nostro campionato uno dei più belli in Europa. Perché in questo momento non lo è. 
Annunciata la rimozione delle barriere all’Olimpico. E’ la decisione giusta? Cosa ne pensi?
Assolutamente favorevole alla rimozione delle barriere. Speriamo che si concluda al più presto possibile e che si possa tornare il primo possibile, sia per i tifosi della Lazio che della Roma, a tifare nella propria seconda casa. Il tifo non deve avere barriere, purché ci sia un’assunzione di responsabilità da parte dei tifosi.
Sei un grande tifoso della Lazio e anche amico di Inzaghi. Un giudizio sul tecnico piacentino e la sua avventura in biancoceleste?
Sicuramente un’avventura positiva. Per ora gli do un 7 pieno. La Lazio sta lottando per le prime posizioni, sta facendo un buon campionato, e sicuramente possiamo tornare in Europa.
Cosa manca a questa Lazio per fare il salto di qualità e arrivare al livello di Napoli e Roma?
Alla Lazio manca un centravanti. Un bomber da 20 gol a stagione. Immobile non è un centravanti puro, è più una seconda punta. Djordjevic è stato praticamente bocciato, tant’è che a Pescara il mister ha scelto Tounkara. Io mi auguro che nel mercato estivo, la Lazio vada a prendere un centravanti importante. Potrebbe essere il Cholito Simeone, le due società ne stanno parlando e sarebbe bello rivedere quel nome sulla maglia della Lazio. 
Dal primo marzo ci saranno tre derby in pochissimi giorni. Un tuo pensiero da tifoso. Come vivrai queste settimane che verranno?

Io da tifoso ho già comprato il biglietto e sarò in curva. Il derby avevo cominciato a viverlo meglio dopo il 26 maggio, poi abbiamo iniziato il derby e quindi vorrei invertire questa tendenza negativa. Se dovessi scegliere, preferirei vincere quello di Coppa Italia e passare il turno.

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I tuoi progetti per il futuro?
Sicuramente quello di diventare a livello romano una delle realtà più importanti. Vorrei diventare un procuratore di riferimento. Come ha fatto anche Diego Tavano. A lui devo molto, mi ha insegnato tantissime cose. Vorrei essere un punto di riferimento per i giovani di Roma e di prenderne il più possibile. Già sto lavorando con Materazzi e spero di portare tanta qualità più che quantità. 
VALERIO DE BENEDETTI

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