Emanuele Propizio

Amando il calcio mi sono affezionato subito alla causa. Giriamo l'Italia per delle bellissime iniziative, non sempre è facile farlo combaciare con il lavoro, ma cerco di esserci sempre.

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UnfoldingRoma ha incontrato il giovane e talentuoso attore Emanuele Propizio. Nato a Roma da genitori siciliani, si è diviso fino ad ora tra cinema e televisione. Tra i suoi lavori ricordiamo i film "Mio fratello è figlio unico" del 2007, "Grande, grosso e... Verdone" con Verdone, "Natale a Rio" al fianco di Christian De Sica, Massimo Ghini e Ludovico Fremont. Per il piccolo schermo la miniserie tv "I liceali" e "I liceali 2" con Claudia Pandolfi e Giorgio Tirabassi. Nel 2009 ha girato il film "Natale a Beverly Hills" e nel 2010 è stato uno dei protagonisti di "Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso" e Manuale d'amore 3". Nel 2011 ha partecipato al programma televisivo su Rai 1 "Lasciami cantare", nel 2013 il film "Niente può fermarci". Nel 2014 invece nel film "La mossa del pinguino" e nell'anno successivo per "Uno anzi Due" e "Torno indietro e cambio vita". Inoltre nell'estate 2015 ha partecipato alla fiction televisiva "Tutti insieme all'improvviso" mentre nel 2016 al film "Miami Beach".

Cominciamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla recitazione? 

È cominciato tutto per caso a quattordici anni. Una produzione girava per le scuole in cerca di un volto giusto per interpretare un coetaneo, valutai la proposta ricevuta insieme alla mia famiglia ed accettai. Non avevo mai preso in considerazione la cosa prima di allora, anche per la giovane età.

Parlaci un po’ del tuo percorso artistico?

Ho iniziato con i film "Mio fratello è figlio unico" del 2007 diretto da Daniele Luchetti, ispirato al libro di Antonio Pennacchi. Interpretavo il personaggio di Accio da adolescente. 

Quali sono i tuoi attori di riferimento? 

Tra gli attori italiani che preferisco sicuramente non posso non citare Elio Germano con cui ho lavorato in "Mio fratello è figlio unico", poi Tony Servillo che spero di incontrare presto sul set, per poter vedere da vicino un artista del suo calibro. Tra gli stranieri Leonardo Di Caprio, che finalmente ha coronato la sua carriera con l'Oscar per l'interpretazione in "Revenant" di Alejandro González Iñárritu, alla sesta nominations.

Cos’è interpretare un personaggio per te? 

Sono una persona che studia molto il personaggio da interpretare. Leggerlo ristudiarlo e poi caratterizzarlo. Applico il metodo Stanislavskij che pone alle basi dell'arte dell'attore il concetto dell'immedesimazione. Lo scritto è fondamentale come il rapportarsi con il regista. 

Tra le tue esperienze e partecipazioni, quali ricordi con più soddisfazione? 

Lavorare con Daniele Luchetti al mio esordio è un ricordo importante, nella mia mente è ancora vivissima la memoria di quei giorni sia per la particolarità del film, che per la novità di un mondo fino ad allora sconosciuto.

Meglio il Cinema o la Televisione?

Oggi non vedo tutta questa differenza, anche nel cinema ormai i tempi di lavorazione sono diventati strettissimi. Mi piacciono entrambe ma rimango legato al Cinema, il mio primo amore la mia passione più spiccata.

In famiglia hanno sempre appoggiato la tua scelta?

Si assolutamente, certo avevo libertà e capivo quello che mi stava succedendo. Siamo stati tutti coinvolti in una nuova realtà, catapultati in questo mondo. Un'avventura insieme, mi sono stati vicino e soprattutto mi hanno tenuto con i piedi per terra. 

Pregi e difetti della carriera di attore?

Tanti pregi. In qualsiasi momento puoi interpretare qualcuno, che nella vita vera è lontano anni luce dal tuo essere. Bisogna essere camaleontici, vestirsi di tante facce e caratteri diversi. In Italia si corre il rischio di essere etichettati per un certo genere e  spesso un attore, magari molto preparato, si ritrova ad interpretare ruoli simili. Non trovo difetti, amo troppo il mio lavoro, ma se dovessi cercarne uno per forza direi i tempi morti.

Tu sei uno dei protagonisti della Nazionale Attori, cosa significa per te?

Sposo questo progetto da dieci anni, ho iniziato da minorenne e amando il calcio mi sono affezionato subito alla causa. Giriamo l'Italia per delle bellissime iniziative, non sempre è facile farlo combaciare con il lavoro, ma cerco di esserci sempre.

Quanto è gratificante aiutare i più sfortunati?

Tantissimo, giocare per varie motivazioni e stare vicino a chi vive delle situazioni spesso gravi. Mi sento cresciuto per aver aiutato persone che ne hanno bisogno veramente. La mia risposta sarà sempre presente.

Hai lavorato con tanti registi bravissimi, chi preferisci?

Sono molto legato a due in particolare, a Daniele Luchetti mio "padre artistico" con cui spero di lavorare presto ed a Giovanni Veronesi splendido sia come persona sia come regista, di una simpatia fuori dalla norma.

Cosa pensi del nuovo stadio della Roma?

Nel nostro paese è sempre tutto difficile, sono entusiasta anche per il lavoro che darà a tante persone. Spero sia una cosa veloce, sono ansioso. Sogno che il nostro Campionato torni ad essere il primo al mondo e poi da tifoso romanista sono orgoglioso per l'obiettivo raggiunto.

Cosa ti aspetti per il derby di Coppa Italia? 

Senza essere troppo arrogante siamo superiori, ma il derby è il derby, ogni pronostico può essere sovvertito. Non sempre il più forte porta a casa il risultato. Nainggolan oggi è da club di prima fascia a livello europeo, spero arrivi presto il rinnovo.

"Ho lavorato molto fin da ragazzo, ho imbiancato i muri e consegnato le bibite puntando la sveglia tutti i santi giorni prima delle 5 del mattino. Poi tornavo, facevo una doccia e mi buttavo a studiare teatro". "Roma? “volemo, famo, dimo” e poi non succede mai niente". Queste sono le parole di Marco Giallini in un'intervista rilasciata a Vanity Fair, che idea hai di questo attore e soprattutto se ha ragione nella sua visione di Roma ?

È un attore che stimo, ha fatto tanta gavetta si merita tutto il successo che sta ottenendo. È un grande, mi piacerebbe tantissimo lavorare con lui, spero succeda in breve tempo. Su Roma ha ragione da vendere, da romano conosce i difetti della nostra città.

A milano, dopo le palme arrivano i banani all’ombra del Duomo. Sono nate come sempre polemiche, ironie e la città si divide ancora. Ma se a Roma piantassero le stesse piante, di fronte al colosseo, come reagirebbero i capitolini?

Roma e Milano, tutto funziona così in Italia. Alberi esotici per avere meno manutenzione, meno rogne per svicolare la normale gestione della città. Un modo per non affrontare le problematiche delle grandi collettività. 

Tu conosci il sacrificio, un tuo commento su “la retorica della povertà”?

Le rinuncie, in tutte le cose che si fanno con passione, vi è incluso anche il sacrificio. Ognuno ha i suoi, per me la lontananza dalla famiglia specialmente quando ero adolescente. Ricordo un giorno di Natale di qualche anno fa, dovetti lasciare il pranzo con i miei per andare a lavorare in teatro. 

Gli amici importanti sono quelli dell'infanzia, quelli di ieri?

Sì certo, io ho gli stessi amici da sempre. È fondamentale mantenere il legame con le origini, i valori ed il rispetto ti aiutano ad arrivare ai tuoi obiettivi. Ho anche nuovi amici, ma quelli con cui sono cresciuto rimangono speciali.

Un tempismo, tristemente invidiabile, del cinema italiano è quello di creare una sceneggiature riguardante le tragedie avvenute in questo paese; si parla di due fiction su due casi di cronaca recenti: il caso Cucchi e la tragedia del Rigopiano. Ti piacerebbe prendere parte a questi film? Che idea hai della vicenda ?

Sono un attore e faccio il mio lavoro con professionalità. Non scriverei un progetto del genere su una disgrazia, ancora oggi la storia del Rigopiano mi sembra assurda. Riguardo il "caso Cucchi" meglio tardi che mai, finalmente sta venendo galla la verità, in primis per la famiglia.

Massimiliano Bruno al cinema con "Beata ignoranza", una risata può sempre salvarci?

Si, la commedia può aiutare ma non può fare miracoli. Due ore al cinema ci regalano serenità, ci danno la possibilità di staccare dai problemi di tutti i giorni.

Notizia di questi giorni, la NASA ha scoperto un sistema solare con 7 pianeti simili alla Terra. Chi porteresti con te in questa colonizzazione? Magari qualcuno che non ha creduto in te?

Porterei nel pianeta più bello la mia famiglia e gli amici più veri. In un altro gli scettici, quelli che non hanno avuto fiducia nei sogni di un ragazzino prima, e in quelli di un adulto poi.

Quali sono i tuoi piani per il futuro ed i prossimi impegni?

Sono in scena al Teatro 7, dal 21 marzo al 2 aprile, con "Chiamalo ancora amore" di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli con Gianni Ferreri, Daniela Morozzi e Giulia Marinelli per la regia di Toni Fornari. Al cinema invece dal 11 maggio con "Tutto quello che vuoi" di Francesco Bruni con Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Arturo Bruni e Donatella Finocchiaro.
Filmografia Mio fratello è figlio unico, regia di Daniele Luchetti (2007), Grande, grosso e... Verdone, regia di Carlo Verdone (2008), Natale a Rio, regia di Neri Parenti (2008), Natale a Beverly Hills, regia di Neri Parenti (2009), Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso, regia di Giovanni Veronesi (2010), Manuale d'amore 3, regia di Giovanni Veronesi (2011), Niente può fermarci, regia di Luigi Cecinelli (2013), La mossa del pinguino, regia di Claudio Amendola (2014), Uno anzi due, regia Francesco Pavolini (2015), Torno indietro e cambio vita, regia di Carlo Vanzina (2015), Miami Beach, regia di Carlo Vanzina (2016). Televisione I liceali, regia di Lucio Pellegrini e Giulio Manfredonia (2008), I liceali 2 (2011), Tutti insieme all'improvviso - serie TV (2016) Cortometraggi Limbo regia di Francesca Boselli (2009).
Stefano Boccia


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