Roma Olympique Lyonnaise Europa League

Pochi rincalzi condannano la Roma, ma la Roma stessa si rialza e guarda avanti.

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ROMA (3-4-2-1): Alisson; Rudiger, Fazio, Manolas; Bruno Peres, De Rossi, Strootman, Mario Rui; Salah, Nainggolan; Dzeko. All: Spalletti



OLYMPIQUE LIONE (4-2-3-1): Lopes; Jallet, Mammana, Diakhaby, Morel; Tousart, Gonalons; Cornet, Tolisso, Valbuena; Lacazette. All: Génésio



Le speranze della Roma si infrangono sul muro francese.

Non basta il 2-1 per la rimonta auspicata, e, l'immagine emblema di questa partita resta l'Olimpico con i suoi cori ed il suo cuore, in 40.000 a spingere una Roma alla quale, stasera, non si può e non si deve rimproverare nulla.

Un gol annullato per un fuorigioco inesistente, l'immagine di Perotti che, carico di disperazione, tenta di trascinare Cornet a terra, fino a bordo campo per tentare di guadagnare minuti, beccandosi anche un giallo, no, onestamente stasera l'anima l'hanno messa tutti, chi più, chi meno, dal primo all'ultimo minuto.

Il destino ci mette lo zampino da subito, quando al 5', su calcio d'angolo, la sponda di Manolas serve un assist per Rudiger che, con un tiro a giro, sferra un destro potente che fa tremare la traversa, rimpallo per Salah che Lopes intercetta proprio all'incrocio dei pali. L'aria che tira è sempre quella, l'aria a cui noi romanisti siamo abituati da sempre.

Cambia la società, cambia l'allenatore, cambiano i giocatori, ma la storia resta quella nonostante l'impegno e la tenacia. 90' e più, giocati ai massimi livelli, la Roma domina, va sotto ma non si arrende, riparte, ci spera, suda e si danna, ma non basta ed il Lione passa il turno.

Inutile recriminare sugli errori dell'andata, la partita di questa sera mostra comunque un organico ben amalgamato, con giocatori pronti al sacrificio, forse non si è passato il turno, ma la certezza di poter sperare in una rimonta nelle altre competizioni resta alta.

Spalletti disattende un po' le previsioni schierando la difesa a tre, con Manolas, Fazio e Rudiger. Il greco sbaglia molto, un errore di troppo lo fa sulla copertura che avrebbe impedito a Diakhaby il gol dello 0-1, arriva in ritardo in un paio di occasioni, forse il meno attento di tutta la squadra, non la serata ottimale, non la serata giusta per prendere aria...

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Fazio, Fazio, stasera la testa più in alto di tutti ed il petto più gonfio del solito, minano la precisione nei passaggi e nei tentativi di centrare la porta, ma gioca di anticipo e tiene a bada un Lacazette che all'andata ha creato non pochi problemi alla difesa giallorossa, insieme a Rudiger tenta la scalata ed il tedesco, come detto prima, ci prova da subito, sguardo di ghiaccio e fisicità imponente, mettono la Roma sempre dalla parte giusta del campo, sempre in avanti e con un buon possesso palla, a scontarla tra gli altri Cornet, che subisce le angherie senza potersi difendere. Il gol dello 0-1 arriva all'improvviso al 16', le paure ed i brutti presagi del Mister, espressi alla vigilia, si scagliano sulla squadra come uno Tsunami, gol su calcio piazzato; la punizione di Valbuena si posa come una calamita sulla testa di Diakhaby che spiazza Manolas e Fazio andandosi ad infilare alle spalle di Allison, un duro colpo che ferisce ma non abbatte i giallorossi che ripartono più convinti di prima, trovando il pareggio immediato con Strootman che, su punizione di De Rossi, calcia un colpo rasoterra diretto in porta: 1-1 e la partita riprende sul giusto binario.

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Al 20' il primo episodio dubbio, Nainggolan si accentra in area, e Morel nel contrasto sfiora la palla con la mano, l'arbitro concede il calcio d'angolo, ignorando un possibile rigore. A centrocampo De Rossi e Strootman reggono il carico più duro, l'olandese non contento, segna e ci riprova per ben due volte gridando al miracolo sulle parate di Lopes, incontenibile la voglia di riprendersi ruolo e consensi. De Rossi da gran capitano chiama la carica, si divide tra centrocampo e difesa reggendo Tolisso e Lacazette, segnando la linea di demarcazione tra lecito ed illecito. Al 24' comincia la puntata al ribasso di Bruno Peres, la sua lettura delle azioni e della partita prende una piega inaspettata quando raccoglie un bel passaggio di Dzeko, spazzandolo a caso, emozione, nervosismo, più che altro troppa forza e poco cervello, mancava il mal di stomaco ed il quadro sarebbe stato perfetto. Al suo posto entrerà El Shaarawy, una musica diversa e passo pulito, crea i presupposti per l'autogol dei francesi ed a metà del secondo tempo dribbla Morel sfiorando quel benedettissimo paloooo, viene castigato dall'arbitro su un presunto fuorigioco che, in realtà, avrebbe risolto la partita, forse no, ma forse più siii...

Al 45' la Roma sembra voler spingere sull'acceleratore, Salah innesca Dzeko che, aggirato Diakhaby, prova con il destro la risoluzione in porta, Lopes para senza problemi.

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Genesio schiera un 4-2-3-1, la sicurezza di un risultato acquisito, con una Roma motivatissima non lo fa stare tranquillo e punta il dito su Mammana e Morel per fermare l'armata di casa, Diakhaby si infila e crea movimento...oltre che gol.

Il lavoro di contenimento sulle punte francesi sembra sortire l'effetto sperato e Lacazette e Valbuena riescono a trovare poco spazio per sfuggire al pressing giallorosso, qualche arrembaggio e una parata di Allison che vale come un gol, ma a conti fatti di occasioni il Lione ne crea davvero poche, il buon Bruno se ne accorge e tenta la replica con Fekir che nel recupero va anche vicino al gol. Il secondo tempo vede una leggera flessione giallorossa, ma gli uomini di Spalletti resistono e segnano al 60' con un autogol di tacco di Jallet nel tentativo di liberare l'area 2-1 e si riparte per colmare nell'ultima mezz'ora quello svantaggio che vede ancora la Roma sfiorare il sogno europeo.

Un Dzeko sempre in prima linea, ma troppo stanco per vantarsi di quella precisione che lo ha portato ai 30 gol finora realizzati, un Salah motivatissimo e sempre in avanti, velocità e corsa però non bastano ed il batticuore finale non esplode nonostante l'Olimpico inneggi l'11 in campo come mai in questa stagione. Ad armare in continuazione le giocate romaniste, l'instancabile e robotico Nainggolan che toglie palloni dai piedi avversari per consegnarli su quelli più sicuri, un lavoro estenuante che lo vede commettere un errore grossolano a pochi minuti dal fischio finale, un peccato veniale che gli si perdona per tutto il fiato perso durante la partita. Quasi un miracolo l'azione al 32' che lo vede protagonista, ma non sempre può andare come si vorrebbe. Ultimi fuochi con Perotti e Totti, il Capitano lavora palloni e si improvvisa anche difensore. Stasera non c'è nulla da dire, si è tifato, si tifa e si tiferà sempre, orgoglio per un gruppo che ha dato tutto, che ha cercato l'impresa e l'ha quasi raggiunta. Pochi rincalzi condannano la Roma, ma la Roma stessa si rialza e guarda avanti.


Laura Tarani

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