Kandinskij, Il Cavaliere Errante

Kandinskij, Il Cavaliere Errante

In viaggio verso l’astrazione

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Dal 15 marzo al 9 luglio, il Mudec di Milano ospita la mostra Kandinskii, Il cavaliere errante. In viaggio verso l'astrazione”, curata da Silvia Burini e Ada Masoero.


Si tratta di una retrospettiva inedita, che con 49 opere che ci mostra il lavoro dell'artista russo nel suo “periodo del genio” in cui compie la svolta completa verso l’astrazione. Ai dipinti di Kandinskij si aggiungono 85 lavori di altri artisti tra icone, stampe popolari ed esempi di arte decorativa. 

La mostra racconta il percorso di formazione dell’immaginario visivo dell’artista, profondamente radicato nella tradizione russa, e l'evoluzione verso l’astrazione, che  avvenne dall’ultimo Ottocento fino al 1921, quando si trasferì in Germania per non fare più ritorno in madrepatria.


Il percorso espositivo si divide in quattro sezioni.


Volgoda: il Viaggio dentro il Quadro


Narra come Kandinskij, durante il periodo dei suoi studi universitari, si sia appassionato al folclore e all'etnografia. Nel 1889 compì un viaggio nel Governatorato del Volgoda, durante il quale rimase colpito dall'abbondanza di colori che trovò sulle vesti degli abitanti di etnia zujana e nei manti che rivestivano le pareti delle Isbe. Negli anni successivi il pittore lavorò per cercare un linguaggio che coinvolgesse allo stesso modo gli spettatori, fino a farli “passeggiare nei suoi quadri”. La prima sala ospita le opere degli anni della formazione dell'artista insieme ad oggetti (abiti, tessuti, arredi e giocattoli) provenienti dalla regione del Volgoda, che mostrano la fantasmagoria di colori che ispirò Kandinskij nel suo percorso verso l'astrazione.


Il Cavaliere Errante


Questa sala è dedicata a cavalieri e cavalli, figure che attraversano l'intero percorso artistico di Kandinskij, essendo fortemente radicate nel suo immaginario infantile. Qui si susseguono le sue belle incisioni ispirate alle favole, i lubuki raffiguranti cavalieri coraggiosi o coloratissimi “uccelli del paradiso”, oggetti e giocattoli decorati con il tema ricorrente del cavallo. Una splendida icona di San Giorgio del primo Cinquecento, si accosta al ben più colorato quadro che l'artista russo dedicò a quel santo e ad acquerelli, già completamente astratti, in cui permane tuttavia un chiaro riferimento al tema cavalleresco.


Mosca Madre


Questa sezione ci mostra i luoghi della vita dell'artista: Odessa, dove visse da bambino sentendosi un “ospite”, Monaco, Murnau e soprattutto Mosca, sua città natale dove rientrò dalla Germania nel 1914, luogo a cui l'artista fu estremamente legato e che spesso paragonò e sua madre, persa in tenera età. In questa sala possiamo ammirare il suo grande capolavoro “Piazza Rossa”, dipinto quasi totalmente astratto in cui si riconoscono però ancora chiese, campanili e palazzi, colti al crepuscolo, ora preferita da Kandinskij.


La Musica dell'Astrazione


Kandinskij giunse all'astrazione dopo un lungo percorso, intellettuale prima che pittorico. Fu però una folgorazione improvvisa a illuminarlo: una sera a Monaco, entrando nel suo studio, notò un quadro di una bellezza incredibile, era un suo dipinto, appoggiato però sulla parete di lato. Questa visione portò l'artista a pensare che fosse l'oggetto a nuocere ai suoi quadri, decise così di cercare qualcosa che. Cominciò ad esplorare il mondo dell'interiorità, affidandosi al colore e alla forma, dimenticando il dato reale in nome di quella “vibrazione” che la “risonanza interiore” genera nello spirito umano, prendendo come modello la musica: la più astratta delle arti. In questa sala si trovano diversi capolavori non-oggettivi, di cui alcuni mai visti prima in Italia come “Quadro con Cerchio” e “Tratti Neri”.

Il percorso si conclude con una piccola “stanza sonora” dove i visitatori possono transitare liberamente e, durante l'ascolto di brevi frammenti musicali shönberghiani, condividere, attraverso i movimenti del proprio corpo, un'esperienza multimediale tra musica e pittura.

L’esposizione, che ha luogo nell’anno del centenario della Rivoluzione russa e a ridosso del centocinquantesimo anniversario della nascita dell’artista, è un progetto “site-specific”, legato alla vocazione del MUDEC-Museo delle Culture. È, infatti, basata sul rapporto tra arte ed etnografia e sul tema del viaggio come esperienza conoscitiva.

Adriana Fenzi

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