SPECTRE

SPECTRE

SI BALLA. QUANDO LA ELECTRONIC MUSIC PARLA ITALIANO.

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Oggi UnfoldingRoma incontra Spectre, un artista della musica elettronica che ci presenta il suo ultimo lavoro, 1984 movies definito da molti, un disco pronto a far ballare chiunque lo ascolti.

Salve, per prima cosa chi è davvero Aldo Sulotto in arte SPECTRE?

Ciao, sono un produttore e dj di Torino, felicemente sposato e papà di un bel bimbo.

Giovane ma non troppo, Lei pubblica il suo primo EP nel 2015 dal titolo "Miami" riscuotendo un discreto successo. Cosa l’ha spinta a dedicarsi esclusivamente alla musica elettronica?

Un lungo percorso fatto di strumenti e generi tradizionali: dal contrabbasso alla chitarra all'armonica a bocca, dal Rockabilly alla New Wave al Blues. Questo percorso è durato un paio di decadi. Il passaggio all'elettronica è stato funzionale a una crescente esigenza di libertà: i sintetizzatori e la manipolazione del suono hanno portato la mia musica a un livello più completo, più libero. Con le stesse macchine è possibile essere Fatboy Slim e i Portishead...è solo una questione di gusto e talento e la sfida si sposta proprio su questo: sulla composizione, sul lavoro in studio o in camera da letto. Tutto diventa molto ispirato e con pochi schemi da rispettare: basti pensare alla Glitch Music. C'è poi chi con strumenti tradizionali sa creare musica decisamente alternativa, come Tom Waits o Paul Demon. Ma la mia strada è nell'elettronica.

In uscita da pochi giorni "1984 movies", il suo ultimo lavoro. Già dal titolo si capisce che Lei non ha abbandonato i favolosi anni '80. Cosa le piace di quegli anni?

Ho vissuto gli anni '80 come una condizione di grazia: ero un bambino e ne adoravo la musica, i film e i telefilm. Sono praticamente cresciuto davanti alla tv. Una cosa che già ai tempi era vista come fumo negli occhi, ma che mi ha dato tanto. Murdock dell'A-Team era sicuramente uno dei miei migliori amici :).

Nel dover presentare "1984 movies" come lo definirebbe artisticamente parlando?

1984 movies è un album che unisce la Techno alla Synthwave. E' un album che sa passare da atmosfere molto allegre (Electro, ad esempio) a contaminazioni più nebulose e ipnotiche (Lust). Credo sia qualcosa di più di un album da ballare o da ascoltare.. si muove in un territorio di mezzo. 1984 è un album nato come un esperimento: una serie di remix irriconoscibili di brani non ancora editi dei Basement (un duo electro che mi vede affiancato ad Alberto Appiano, aka Hyde)...poco dopo, la voglia di "vivere" di questo disco ha saputo stupirmi: non era solo più un insieme di remix, era diventato una creatura nuova, diversa e strana.

Ci sono degli artisti cui s’ispira nel creare la sua musica e quali sono i maestri secondo Lei della musica elettronica?

La musica elettronica è un campo vastissimo: si va da Aphex Twin ai Daft Punk, dai Gorillaz a Bjork a Roni Size a Skrillex. Generi e sottogeneri si scavallano in continuazione e la scena è in mutazione, poiché molto viva. Se dovessi identificare i miei attuali punti di riferimento, direi Deadmau5, Audrey Napoleon e soprattutto gli artisti della Death Proof Recordings. Questi ultimi sanno creare una variante molto oscura della Techno, li adoro.

Indastria Records, una casa indipendente, Lei che registra nella sua camera. Tutto molto fiabesco o Lei ha cercato nell’intimità della sua casa sonorità che in studio non si trovano?

Indastria è un'etichetta nata dalla passione di alcuni amici, una famiglia che mi ha dato molto e che ha creduto in ciò che faccio. Il mio futuro non è più legato a questa realtà e abbiamo preso strade artisticamente inconciliabili, di comune accordo. In merito al registrare in camera da letto, sicuramente l'ambiente casalingo e la mancanza di costi consentono una maggiore libertà organizzativa: posso ad esempio registrare in qualsiasi orario, per quanto tempo mi pare e posso creare dei mix senza dover interagire con un tecnico di studio. L'altro lato della medaglia è che bisogna studiare molto bene le macchine che si utilizzano e che per un po' di tempo si tende a diventare dei cavernicoli isolati dal mondo. Cosa che, tutto sommato, può anche far bene.

La sua musica rappresenta una nicchia nel panorama musicale totale, cosa si può fare per far conoscere altri generi, oltre i cosiddetti “commerciali” al popolo che ascolta musica? In riferimento anche ovviamente all’età dell’ascoltatore…

La proposta e quindi la consapevolezza musicale varia a seconda del territorio. Paesi musicalmente arretrati come l'Italia o la Spagna fanno fatica a stare al passo, sia a livello creativo che di ascolto, con prime donne come Stati Uniti, Germania, Inghilterra e Nord Europa. Le dinamiche sono complesse e non credo di avere una chiave di svolta: io faccio semplicemente quello che mi piace. Potremmo addentrarci in discorsi quali finanziamenti, radio, major, Mogol...ma preferisco continuare per la mia strada, sempre con un occhio attento alle possibilità estere.

Cosa ne pensa della radio? Crede che sia davvero libera di “passare” ogni tipo di musica e, soprattutto, lei la farebbe? Ancora, cosa pensa delle migliaia di web radio nate nell’ultimo decennio e internet può definitivamente entrare nel quotidiano della gente anche per ascoltare musica in movimento?

Le radio istituzionali (Deejay, Virgin, Freccia ecc.) hanno una programmazione che non mi interessa, volta ai grandi numeri che sono costrette a rispettare. Le webradio possono diventare qualcosa di interessante...ad oggi credo siano un territorio avventuroso percorso da volenterosi pionieri. Alla domanda se gestire una mia radio, rispondo che non lo farei: non ho quel fuoco dentro. Internet è comunque un collettivo spaventoso e può generare qualsiasi cosa: spero vivamente che gli eroi delle webradio possano avere più spazio.

Quando ha davvero pensato che essere musicista sia il lavoro della sua vita?

Nel 2015.  

Quando si esibisce live, dopo i fatti del Bataclan, ha paura o quando si è in postazione tutto si concentra sul proprio lavoro?

Ho paura e la situazione attuale è preoccupante.

Si avvicina il Primo Maggio, concertone di Roma, ci andrebbe e cosa ne pensa?

Ci andrei sicuramente dalla mia parte della console, mai dall'altra. Come musicista sono attratto dai grandi eventi, come ascoltatore preferisco i live nei piccoli club, magari acustici.

Prossimi impegni futuri? Suonare dal vivo?

Sto lavorando a del nuovo materiale che mi porterà, spero entro Settembre 2017, a un nuovo disco. In effetti, però, quasi tutta la mia attenzione è attualmente volta ai live: io ed il mio management stiamo lavorando ad una serie di date in Italia per promuovere 1984 movies...non vedo l'ora!

Ultima domanda, perché comprare "1984 Movies"? E come si combatte l’illegalità nello scarico della musica?

Potete acquistare 1984 movies per il piacere di rendermi ricco. O per ascoltare musica che spero vi piaccia. O perché si dice porti una gran fortuna farlo. L'album ha tra l'altro avuto nella sua prima settimana di vita un ottimo riscontro: parliamo di centinaia di copie, il che è un buon risultato, soprattutto in Italia. Spero continui così e vi ringrazio per il supporto. L'illegalità nel download musicale si combatte con lo streaming e le playlist: Spotify, ad esempio. Il mercato cambia, la discografia tradizionale agonizza, ci sono nuovi territori da esplorare e regolamentare. Diamoci dentro.

Grazie e in bocca al lupo per il suo lavoro.

Giuseppe Calvano

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