ConCorto

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Al teatro San Genesio vince Don Chisciò di Pierpaolo De Mejo. Con Olivia Cordsen, Pierpaolo De Mejo e Alessandro Lupi

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Ieri sera dopo tre giorni di spettacoli è giunto al termine conCorto, concorso per corti teatrali, alla sua prima edizione, organizzato e messo in scena dal teatro San Genesio. Una kermesse che ha visto vincere alla fine il corto, Don Chisciò, di Pierpaolo De Mejo, con Olivia Cordsen, Pierpaolo De Mejo e Alessandro Lupi. Rappresentazione che si è aggiudicata entrambi i premi messi in palio: sia quello della giuria popolare di 1000,00 euro che quello della critica pari a 400,00 euro. Dimostrazione del fatto che il corto ha riscosso grande successo sia tra il pubblico, che tra gli addetti ai lavori chiamati alla finale per giudicare il lavoro migliore.

Ma facendo un passo indietro Don Chisciò, ha vinto dopo tre serate in cui ben 9 corti, selezionati su 60 richieste provenienti da tutta Italia, sono andati in scena al San Genesio dal 25 al 27 aprile. E ieri sera è stato il momento della finale di conCorto: in cui a contendersi la vittoria, oltre a Don Chisciò, hanno partecipato Su questa porta scriverò il tuo nome, di Elena Zonta, con Alex Elton. E Rukelie, di Peppe Millanta, con Antonio De Nitto.

Tre lavori molto suggestivi per i temi affrontati e carichi di un certo pathos. Di Su questa porta scriverò il tuo nome ha colpito la performance dell’attrice protagonista perfettamente calata nei panni di una donna che ripercorre le tappe di un abbandono, ricordando il dolore, il passato tra follia, sogno e morte. E quel sentimento arriva fino allo spettatore trasportato dalla recitazione della donna e dal suo modo struggente di interpretare il personaggio. Rukelie di Beppe Millanta, poi ha emozionato allo stesso modo per la bravura che ha De Nitto di raccontare in prima persona le vicende del pugile sinti Johann Trollmann, alias Rukelie, campione di boxe in Germania, e una delle vittime dimenticate del porajmos, cioè il genocidio degli zingari durante la Seconda Guerra Mondiale. E che fu ucciso dai nazisti per vendicare un kapò. Una vicenda che fa venire i brividi e che viene raccontata perfettamente dall’attore, così da mostrare al pubblico una delle numerose storie che appartengono agli anni della Gestapo, di Hitler e dei campi di sterminio.

E infine l’ultimo corto è quello vincitore. Don Chisciò, che probabilmente ha colpito il pubblico per il suo modo tra virgolette leggero e delicato nel raccontare la storia di due ragazzi; uno dei quali pugliese, tifosissimo dell’Inter e appassionato di Antonio Cassano, e l’altro convinto di essere Don Chisciotte, accompagnato dal fedele scudiero Sancho Panza. La realtà sarà ben diversa da quella che sembra, rinchiusi, i due lottano come racconta la storia originaria di Cervantes contro i mulini a vento. Bravi gli attori a calarsi in questi panni e sottile il senso del corto che pur sembrando surreale alla fine non è così come appare, ma arriva al cuore degli spettatori con la sua semplicità e nel modo in cui viene proposta una realtà ancora più grottesca della fantasia.

Alla fine solo un corto doveva vincere, ma ad avere il premio più grande è stato il San Genesio che ha trionfato per la sua idea, riuscendo a proporre dei corti capaci di garantire la sperimentazione di nuovi linguaggi. Ma soprattutto ha permesso a nuovi autori di promuovere i propri lavori, facendosi così conoscere ed apprezzare dal pubblico.

Sabrina Redi 

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