Atalanta 1 - 1 Milan

L'Europa si tinge di nerazzurro.

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Allo stadio "Atleti azzurri d'Italia" è andato in scena uno scontro diretto per l'Europa League che ad agosto sarebbe stato impossibile pronosticare, soprattutto pensando che è il Milan ad andare a giocarsi il match in casa dell'Atalanta nel ruolo di squadra inseguitrice.

Alla squadra di Gasperini sarebbe bastato un pareggio per avere la certezza matematica di stare in Europa e così è andata. Per cercare il prezioso punto, l'allenatore s'è affidato affida al modulo con cui tanto bene ha fatto in questa stagione, recuperando all'ultimo anche due giocatori in odore di rossonero: Kessiè e "Papu" Gomez.

La risposta di Montella era stata una mossa a sorpresa, ovvero quella di giocare a specchio e mettere in campo la difesa a 3. Il nuovo modulo, da sempre amato dal tecnico e odiato dalla vecchia proprietà, ha propiziato il ritorno in campo di Gomez al centro della difesa e soprattutto la titolarità di Capitan Montolivo a più di sei mesi dall'ultima apparizione.

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Il match.

La prima frazione è tutto fuorchè qualcosa di bello da vedere. L'Atalanta è la squadra che ci prova di più, quantomeno dal punto di vista del possesso palla, ma senza troppa convinzione e dà l'impressione di accontentarsi di un pareggio. Dall'altra parte, un Milan che si limita a contenere e provare qualche ripartenza con il solito Deulofeu, con Suso incapace di incidere in qualche modo nella posizione inconsueta dal quale cerca costantemente di spostarsi.

Non è un caso se il goal del vantaggio arriva quasi allo scadere e su un episodio ai limiti del casuale. La notizia è che la colpa è di Donnarumma, che commette un errore da principiante respingendo davanti a sè un tiro nemmeno difficile da intercettare, regalando di fatto un pallone che il Conti di quest'anno (arrivato a 8 reti in campionato) non può assolutamente sbagliare.

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Nella ripresa il Milan dura pochi minuti: il tempo di far prendere un piccolo spavento al portiere avversario con una conclusione di Pasalic finita a lato ed è già ora di vedere nuovamente in attacco l'Atalanta. 

Il migliore in questa fase è Kessiè, che sembra impegnarsi per dimostrare a quella che dovrebbe essere la sua futura squadra che la scelta è stata giusta, ma non riesce a centrare la porta anche per merito di Donnarumma, che si fa perdonare più volte il grave errore che ha propiziato il vantaggio avversario.

Nonostante Montella le provi tutte con largo anticipo, inserendo Bacca per Kucka già al 58', la rete del pareggio rossonero arriva quasi inaspettata e soltanto a due minuti dal 90', su un episodio. A siglarla è Deulofeu, uno dei pochi che ogni partita dimostra di meritare ed onorare la maglia che porta sulle spalle, ma ha la complicità decisiva della terna arbitrale che non si avvede di un netto fuorigioco.

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La partita finisce dunque in pareggio. Dopo 26 anni di assenza, l'Atalanta torna in Europa e manca soltanto un punticino per avere la certezza matematica di farlo senza passare dai turni preliminari. Poco più che una formalità, se pensiamo che la squadra più vicina in classifica ai nerazzurri è proprio lo scialbo Milan di questa sera: una squadra che appare svuotata di quel furore agonistico che Montella era riuscito a dare nei primi sei mesi di campionato.

I rossoneri hanno ancora un piccolo vantaggio sulle inseguitrici nella lotta per il terzo posto, ma l'impressione è che la squadra vista in campo a Bergamo possa riuscire a non fare bottino pieno nemmeno contro due squadre prive di obiettivi come Bologna e Cagliari. Chi ha voglia di pensare male, a questo punto, è autorizzato a farlo.

Matteo Tencaioli

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