Inter 3 - 2 Milan

Icardi punisce un Milan autolesionista

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Tutto esaurito a San Siro, con 76'000 spettatori e più di cinque milioni di euro di incasso, per un derby che non vedeva sugli spalti tutto questo entusiasmo da parecchi anni, grazie ai grandi investimenti delle due società che hanno concesso ai tifosi di tornare a sognare in grande.

Montella proponeva il trio difensivo titolare, composto da Bonucci, Musacchio e Romagnoli. Sugli esterni agivano Rodriguez e la sorpresa Borini, con il centrocampo completato da Kessiè, Biglia e Bonaventura, quest'ultimo con licenza di svariare sull'esterno di sinistra. In avanti la coppia formata da Suso ed André Silva, il più in forma dell'attacco rossonero.

Spalletti rispondeva con il classico modulo mono-Punta, con Icardi supportato da Candreva, Perisic e Vecino, scelto all'ultimo momento al posto dell'indisponibile Joao Mario. Confermata la difesa a quatttro composta da Nagatomo, Miranda, Skriniar e D'ambrosio, mentre a centrocampo la scelta era ricaduta sulla coppia formata Gagliardini e Borja Valero.

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Il match.

Piuttosto chiaro l'andamento tattico del primo quarto d'ora, con l'Inter che lasciava spazio alla manovra del Milan, comunque lenta e farraginosa, per poi ripartire in contropiede. I primi colpi li batteva quindi proprio la squadra di Spalletti, prima con Icardi, fermato per fuorigioco millimetrico e poi con Candreva, che coglieva una traversa con un gran tiro da fuori area.

Col passare dei minuti cresceva l'Inter, guadagnando metri di campo e chiudendo un Milan in evidente affanno e terrorizzato dall'ipotesi di una sconfitta. Il risultato dell'equazione si manifestava brutalmente al 28', quando lo stesso Candreva dipingeva un cross al bacio per Icardi, appostato al centro dell'area e pronto ad anticipare i centrali rossoneri, fermi come due statue di sale, per poi bucare un impotente Donnarumma.

Il goal subito non scuoteva il Milan, che in qualche modo pareva sempre più impaurito col passare dei minuti e non poteva accontentarsi di una mezza occasione con Borini, sul finale della prima frazione, conclusasi con l'Inter in meritato vantaggio.

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Nella ripresa Montella provava subito a dare una scossa al suo frastornato Milan, rischiando il tutto per tutto inserendo Cutrone al posto di Kessié (forse meno peggio di altri nel primo tempo), arretrando Suso a centrocampo e la sua squadra lo ripagava partendo forte e trovando anche il goal con Musacchio dopo un palo di André Silva, ma la posizione dell'argentino era di netto fuorigioco e quindi vanificava tutto.

Era soltanto il preludio al pareggio dei rossoneri, che arrivava puntualmente pochi minuti dopo con un colpo di biliardo di Suso, che dal limite dell'area trovava l'angolino alla destra di Handanovic, comunque autore di una grandissima prova prima e dopo il goal subito.

Si dice che il diavolo faccia le pentole e non i coperchi e la definizione calza a pennello per il Milan, che dopo una bella occasione con Bonaventura trovava di nuovo modo di farsi male da solo. In questo caso era Biglia a perdere un pallone velenoso a centrocampo e fare ripartire un contropiede ben gestito da Perisic ed Icardi, con quest'ultimo bravissimo ancora una volta a finalizzare dopo essere stato lasciato di nuovo colpevolmente solo dai centrali rossoneri.

Ciò nonostante, i rossoneri trovavano ancora le forze per rifarsi sotto, con buona parte del merito imputabile ad un protagonista forse inaspettato: Borini. L'esterno rossonero, uno dei pochi con la testa nel match per tutti e novanta i minuti, all'80' trovava un cross al bacio per Bonaventura, che da pochi metri trovava il goal del pareggio con la collaborazione sfortunata di Handanovic che infila la propria porta.

Quello che si può definire indubbiamente uno dei migliori derby degli ultimi anni non era però ancora finito ed il sigillo finale lo andava a mettere ancora il protagonista assoluto del match: Mauro Icardi. Tutto partiva dalla grave ingenuità di Rodriguez che, al 90', cinturava D'Ambrosio in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo e regalava un calcio di rigore agli avversari. Sul dischetto si presentava proprio l'attaccante argentino, infallibile e freddissimo nello spiazzare Donnarumma e nel chiudere definitivamente la partita.

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Il derby lascia ai tifosi rossoneri un Milan a due facce, nessuna delle quali può farli stare tranquilli. La prima, quella timida ed impaurita del primo tempo, riporta alla memoria gli spettri del passato, quelli di una squadra annichilita da sè stessa ed incapace di ritrovarsi nonostante le folli spese estive.

La seconda, arrembante e scialacquona, può far pensare ai più ottimisti che alla fine in fondo qualcosa di buono ci sia e vada soltanto gestito meglio, magari con un pizzico di fortuna in più rispetto a quanta se n'è avuta finora, ma che dietro a quella maschera nassconde un terribile punto in comune con la prima: gli errori.

Dopo avere speso più di 200 milioni per rifondare la squadra ed avere portato in casa un giocatore come Bonucci, subito insignito della fascia di capitano, non si può accettare che vengano letteralmente regalati dei goal com'è avvenuto anche questa sera, regalando ad Icardi spazi che farebbero gola a qualunque attaccante: dei veri e propri crateri per un cecchino spietato come lui.

Con l'Europa League di metà settimana sullo sfondo, ora sarà già tempo di processi, con Montella principale imputato sul banco dopo avere portato la sua squadra a collezionare soltanto 12 punti su 24 disponibili nelle prime otto giornate di campionato. Non diventi però un capro espiatorio, perchè in campo ci vanno i giocatori e se per due volte ci si dimentica il capocannoniere da solo nella propria area, questa non può essere soltanto colpa dell'allenatore.

I top e i flop del Milan:

TOP:

- Suso: male come tutti nel primo tempo, ha avuto quantomeno il merito di crederci sempre ed il goal è stato il giusto premio

- Borini: fuori ruolo, è uno dei pochi a mettere il cuore in tutta la partita e gran parte del merito del secondo goal rossonero è suo

FLOP:

- Bonucci: Icardi è un brutto cliente per tutti, ma ha fatto letteralmente ciò che ha voluto

- Biglia: in campo per illuminare il Milan, riesce solo a regalare un contropiede che risulta fatale per la sua squadra.

- Rodriguez: non uno dei peggiori nei novanta minuti, ma colpevole di regalare letteralmente all'Inter il rigore che chiude una partita che ormai stava volgendo al pareggio.

- Montella: la squadra entra in campo terrorizzata e si dimentica di giocare per un'intera frazione. Anche coi miglioramenti della ripresa, non c'è mai la sensazione di un gioco che possa dare equilibrio.


Formazioni ufficiali:

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, B.Valero (85' Eder); Candreva (73' Cancelo), Vecino, Perisic; Icardi (93' Santon). All: Spalletti.

Milan (3-5.-2): Donnarumma; Musacchio, Bonucci, Romagnoli (78' Romagnoli); Borini, Kessié (46' Cutrone), Biglia, Bonaventura, Rodriguez; Suso, Andre Silva. All: Montella.

Matteo Tencaioli

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