La Mandragola Della Bottega Dei Comici

La Mandragola Della Bottega Dei Comici

Gabriele Guarino porta al Teatro Testaccio la commedia dell’arte proponendo quella genialità di Machiavelli che ancora oggi riesce ad essere contemporanea

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Inaugura alla grande la prima stagione teatrale interamente dedicata alla commedia dell’arte al Teatro Testaccio di via Romolo Gessi a Roma. Protagonisti La bottega dei comici che alla guida e sotto l’ottima regia di Gabriele Guarino hanno portato in scena “La Mandragola” spettacolo liberamente improvvisato da Niccolò Macchiavelli.

Già dal benvenuto che gli artisti strimpellano a sorpresa fra i pubblico, l’atmosfera conquista quel pizzico di magia capace di trasportare direttamente nella Firenze del 1504 in cui viene ambientato il racconto. Le maschere sono quelle proprie della commedia dell’arte con dei superlativi Valentina Puccini nei panni di Arlecchino e Alessio Sapienza come Pulcinella che per movenze e recitazione sembrano quasi delle marionette senza fili che, parlando i dialetti delle proprie origini, creano battibecchi e incomprensioni destinati a diventare fonte di ilarità.

Sono loro che aiutano Callimaco, magistralmente interpretato dallo stesso Guarino, a diventare l’amante della bella Lucrezia, doppio ruolo della Puccini, raggirando il di lei marito  Dottor Nicia gratificato a pieno titolo dalla recitazione di Luca Gabos

Complici dell’inganno Sostrata, di lei madre, alias Micaela Bonito e Fra’Timoteo, alias Lorenza Sacchetto abilissime nel creare i protagonisti più divertenti del racconto che fa credere a messer Nicia che l’unico modo per avere figli sia di somministrare a sua moglie una pozione di mandragola, ma il primo che avrà rapporti con lei morirà.

Oltre all’abilità degli attori, quello che conquista del lavoro di Guarino è la capacità di inserire nella trama arcaica elementi del contemporaneo con un ottimo uso dei ritmi e delle scelte musicali. Si rende così  ancora più attuale una vicenda che, nonostante siano trascorsi  cinque secoli di storia, sembra essere l’amaro racconto delle nostre cronache quotidiane.

Quasi una lucidissima premonizione che rivela l’identità di un popolo, di cui fa parte inevitabilmente anche il  clero, che non ha perso l’abitudine di affidarsi alla corruzione per esaudire i propri egoismi.

E il tutti vissero felici e ingannati della “Mandragola” si perpetua ancora oggi in una società che scambia i vizi della vita pubblica con quelli della vita privata portando alla ribalta i soliti furbetti di quartiere con la loro dipendenza  al denaro e al potere.

Gli applausi finali hanno pienamente gratificato  la Bottega dei Comici che sono stati capaci anche di un’interazione con il pubblico delicata e discreta. Con loro prossimo appuntamento da non perdere al Teatro Testaccio l’1, 2 e 3  dicembre con il Don Chisciotte.

                                                                                                               Rosario Schibeci 


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