Il Laboratorio Con I Quadri Di Bigelli

Il Laboratorio Con I Quadri Di Bigelli

L’inaugurazione della mostra Prêt à Accrocher fa rivivere la grande tradizione artistica di Trastevere con l’esposizione di opere che portano in una soffusa atmosfera di serenità

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Ottimo consenso di pubblico per l’inaugurazione di “Prêt à Accrocher” la mostra che   Paolo Bigelli ha presentato a “Il Laboratorio” in via del Moro 49 a Roma, proprio nel cuore di Trastevere. Il titolo non è un caso considerato che l’artista ha proposto opere che possono essere godute con la stessa piacevole leggerezza con la quale si sceglie un abito da indossare.

Infatti, come dichiara lo stesso artista “Oggi, le immagini scorrono sempre più rapide davanti ai nostri occhi impressionando così le nostre retine per millesimi di secondo, in una fruizione veloce e spesso superficiale.Istantanee, selfie, manifesti che si rinnovano in una sequenza temporale più serrata e perfino superiore alla cadenza stagionale delle mode.Tuttavia, questa sorta di bulimia iconografica non è da considerarsi del tutto negativa se, applicata – ad esempio – ad un’opera d’arte, può suggerire un diverso e più disinvolto modo di fruirne. Proviamo, infatti, a pensare anche ad un quadro come se fosse un abito da indossare e, quindi, a come una parete potrebbe apparire di volta in volta diversa cambiandovi i quadri più frequentemente”.

Pertanto, Bigelli ha voluto attribuire al quadro stesso una differente e più “simpatica” valenza rispetto a quella abitualmente solenne e algida su cui poggia, in larga parte, il mercato dell’arte nelle sue eleganti gallerie e con i suoi alti ma non sempre giustificabili prezzi. In quest’ottica, un quadro può anche non essere costoso e, proprio in ragione della sua “intercambiabilità”, non necessariamente uno “statico” oggetto di arredamento ma, piuttosto, rappresentare una sua unicità di esistenza non collegata ai colori di un divano o di una parete. Insomma: in movimento e libero.

“Sorgente”, “Gli amanti di Capodimonte”, “Interno giorno”, “Interno notte”, “Sera in un cortile al nord”, “Rondinelle” sono solo alcuni dei lavori in mostra che hanno suscitato l’entusiasmo dei visitatori che non hanno mancato di complimentarsi con lo stesso autore.

Bigelli realizza i suoi lavori utilizzando i mezzi della tradizione ma tenendo conto, sia pure in misura parziale ma decisamente personale,  della forma con freschezza e semplicità di rappresentazione. Infatti, non è il senso estetico oggettivo ad essere rispettato piuttosto il lasciarsi andare nella creazione di figure semplici che proprio nella spontaneità trovano la loro più alta forma di espressione. E già promette di stupirci con la prossima mostra di gennaio dove ad essere protagonisti saranno il bianco e il nero. 

                                                                                                 Rosario Schibeci

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