Champions League

Champions, sorteggi ottavi: ostacolo Tottenham per la Juve, la Roma pesca lo Shakhtar

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Ore 12, l'Europa si ferma. L'attesa è finita: finalmente le 16 regine d'Europa possono conoscere il nome dei loro avversari negli ottavi di finale di Champions League. La strada per Kiev passa da qui, dalle palline e dai sorteggi di Nyon. Escluse Bayern e Madrid, la Roma ha buone possibilità di pescare un avversario tecnicamente inferiore. Più difficile l'urna bianconera, in quanto la Juventus, che ha chiuso il girone al secondo posto, ha grosse chance di trovare un top team europeo di fronte a sè. A sorteggio concluso, Juventus e Roma possono esultare. La Roma pesca lo Shakhtar Donetsk, la Juventus il Tottenham, e per come s'era messa, Allegri può strappare un piccolo sorriso. 

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Lo Shakhtar rappresenta un ostacolo senz'altro alla portata per la squadra costruita dal DS Monchi, ma non va assolutamente sottovalutato. I giallorossi avranno la possibilità di riscattare il Napoli, eliminato proprio dagli ucraini, ma dovranno prender con le molle l'impegno e studiare bene l'avversario. Un avversario che nel tempo ha saputo rinventarsi, ridisegnarsi, cercando di esser sempre protagonista in altre vesti. Non c'è più un'istituzione come Lucescu, ma Fonseca può vantare all'interno della sua prelibata batteria di fantasisti offensivi un cocktail con Bernard, Taison e quel Marlos che, a dispetto dei suo capelli bianchi, vanta una tecnica e dei movimenti degni dell'elite europea. 

Un altro motivo per cui la Roma non deve sottovalutare l'impegno è rappresentato dai precedenti: sebbene l'avventura Spalletti nel 2006 partì con un sonoro 4-0 proprio ai danni degli arancio-neri, nel 2011 la Roma di Ranieri prima e Montella poi venne eliminata proprio dagli attuali avversari. Quando dalla pallina uscì lo Shakhtar, Tempestilli non nascose la sua soddisfazione, ritenendo fortunato quel sorteggio: purtroppo per lui, gli ucraini rifilarono 3 gol all'andata e 3 gol al ritorno ad una Roma giunta a fine era Sensi e pronta alla fine della stagione ad abbracciare la sua nuova gestione americana.

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Decisamente peggio è andata alla Juventus, che da non testa di serie ha pescato il Tottenham. In un certo senso sarebbe potuta andare molto peggio ai bianconeri, che avrebbero potuto vedersela con team come City, United e PSG. Il Tottenham è un club inglese di immensa tradizione, grande stile, grande calcio e grandi calciatori, ma non possiede all'interno delle proprie corde quel dna vincente e quella mentalità impeccabile che contraddistingue lo stile Juve. Andata allo Stadium, dove i bianconeri dovranno cercare di indirizzare la qualificazione verso una direzione ben precisa, e ritorno a Wembley, certamente non lo stadio preferito dagli Spurs ma un campo in cui quest'anno la banda Pochettino ha saputo inviare messaggi chiari e precisi ai top team europei: 3-1 al Dortmund, 3-0 al Nicosia, e soprattutto 3-1 del Madrid, campioni d'europa in carica. Con una Juventus in piena lotta per il titolo, e un Tottenham in piena corsa per un posto tra le prime 4 in Premier, a far la differenza probabilmente lo farà lo stato di forma delle due compagini in quel di febbraio e marzo. Attenzione a Harry Kane, un uragano con cui Buffon e compagnia dovranno confrontarsi fra due mesi. 

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